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Giunti “trappola” sulla Fi-Pi-Li: «Sporge l’acciaio, ruote rovinate»

La testimonianza di un automobilista che vive a Casciana Terme

PONTEDERA. «Anche la mia auto è stata danneggiata da un giunto trappola». Due pneumatici tagliati, uno dei cerchi piegato. Una giornata iniziata decisamente male, con un “regalino” da svariate centinaia di euro non richiesto una settimana prima del matrimonio. Macchina in panne in Fi-Pi-Li, intervento del carro attrezzi, tappa dal gommista di fiducia e ripartenza verso Napoli per motivi di lavoro.

Matteo Boldrini, agente di commercio, vive a Casciana Terme. E ieri si è messo in viaggio all’alba, trovandosi però ben presto a dover rimodulare il programma giornaliero, probabilmente a causa di un altro giunto-trappola, anche se alla sala operativa di Avr (la società che ha in appalto la manutenzione della superstrada) l’ultima segnalazione relativa a un problema di questo risale a mercoledì mattina. Ieri niente. Ma presto la società che ha in gestione (fino a settembre) la superstrada – riceverà l’ennesima richiesta di risarcimento: «Erano le 5. 30 circa – racconta Boldrini – mi trovavo tra gli svincoli di Pontedera e Montopoli, quando ho visto qualcosa sul lato destro della carreggiata, come una specie di piedistallo in ferro». Qualcosa di molto simile a un giunto rialzato, «che il camion che mi precedeva è riuscito ad evitare con una sterzata. Io me lo sono ritrovato praticamente davanti e non ce l’ho fatta». Risultato: addio agli pneumatici anteriore e posteriore lato passeggero e un cerchio da sostituire: «Mi sono fermato alla prima piazzola, dopo poche centinaia di metri. E ho aspettato il carro attrezzi. Per fortuna a quell’ora non c’era molto traffico». Dunque non è stato necessario l’intervento della polizia stradale: «Ma mi sono già confrontato con la mia compagnia assicurativa, denuncerò l’accaduto alle forze dell’ordine e presenterò una richiesta di risarcimento. Credo proprio si trattasse di un giunto, anche perché il punto dove è accaduto è proprio lo stesso che ho visto nelle foto sul Tirreno».

Si tratta del ponte all’altezza di La Rotta, tra Pontedera e Montopoli, direzione Firenze. Dove lo stesso giunto di dilatazione in acciaio ha già causato danni per migliaia di euro, in pochi mesi. Ce ne sono circa 800 uguali lungo la Fi-Pi-Li, installati su ponti e viadotti tra una lastra e l’altra per assecondare dilatazioni e contrazioni che i materiali subiscono in seguito alle escursioni termiche stagionali. In uno degli ultimi interventi sono stati spesi 150.000 euro per la sostituzione di una trentina di linee nella zona di Pisa. Il problema è che ne andrebbero rottamati molti altri, ormai usurati dalle sollecitazioni delle decine di migliaia di mezzi che ci passano sopra ogni giorno, magari sostituendoli con quello di “sotto-pavimentazione”, proprio per evitare che pezzi d’acciaio si sgancino, rialzandosi sull’asfalto e trasformandosi in trappole per i mezzi in transito. Ma di fatto, come avviene storicamente su un tracciato di proprietà della Regione che è diventato il simbolo degli sprechi, degli annunci disattesi e della scarsa lungimiranza della politica, le risorse si trovano solo per i rattoppi (da 1 milione al mese) e per gli autovelox, che portano nelle casse delle Province di Pisa (che ne sta sostituendo 6 proprio in queste settimane) e di Livorno e della Città Metropolitana di Firenze almeno 15 milioni all’anno. E così, anche per i giunti, si va avanti alla giornata: «La sostituzione dei giunti –spiegano da Avr – viene fatta sulla base di indici di funzionalità e conservazione, grazie ai quali ogni tre mesi si predispone un piano di intervento».

A gennaio una ventina di mezzi erano stati danneggiati dal pezzo d’acciaio che spuntava dall’asfalto. Non tutti hanno ricevuto il risarcimento (per un paio di loro c’è da attendere ancora qualche settimana). Nel frattempo, proprio l’altro ieri, lo stesso giunto ha danneggiato un camion. Ieri il “giallo” che ha coinvolto Boldrini: «Alla nostra società – fanno sapere da Avr – non sono arrivate segnalazioni relative a giunti o materiale disperso». Ma presto riceverà un’altra richiesta di risarcimento. –

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