Tirrenica, nuova beffa: il ministro la snobba, ancora esclusa dai finanziamenti

L’adeguamento dell’Aurelia fuori dalle opere sbloccate col commissario. Romano (Pd): «Giovannini ha violato un patto» 

Il Pd si dice pronto allo «scontro». Perfino ad azioni di sabotaggio delle iniziative del ministro. Perché Enrico Giovannini, titolare del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili «ha rotto un patto» e «fatto un errore grave». Quale? Facile: aver snobbato ancora una volta le richieste dei dem e perfino di Forza Italia espresse nelle commissioni parlamentari sulle opere strategiche da sbloccare e per cui nominare commissari straordinari capaci di far partire i cantieri e i finanziamenti.

Sì perché nell’ultima lista inviata e proposta alle Camere da Giovannini con le grandi e piccole infrastrutture da far partire e commissariare non c’è la Tirrenica. Ci sono 44 progetti, perfino in Toscana, ma non c’è quella a cui i parlamentari Pd e i forzisti avevano chiesto desse priorità. Dopo il decreto (e la beffa) di aprile scorso, arriva un secondo elenco di opere pubbliche da sbloccare mediante il commissariamento, per un valore di 13,2 miliardi di euro. Quasi 7 miliardi verranno investiti in ferrovie, un miliardo e 800 mila euro su tramvie e 4,2 miliardi sulle strade. Da noi avranno finanziamenti la tangenziale di Lucca, i cosiddetti Assi viari, e la Porrettana. Il commissario sarà Eutimio Mucilli, un dirigente Anas. Ma non c’è, appunto, l’adeguamento della variante Aurelia, il progetto con cui sindaci, categorie economiche e ambientalisti avevano rivisto e trovato un accordo sulla Tirrenica.

IL NOSTRO DOSSIER SULLA TIRRENICA

Dopo mezzo secolo di polemiche, progetti lanciati e poi abortiti, a fine 2019 sembrava essere arrivato il passaggio decisivo: un emendamento al Milleproroghe promosso dal deputato dem livornese Andrea Romano che sanciva il passaggio di competenze sui cantieri da Sat ad Anas. Dall’estate 2020 si attende il commissario, che per mesi il ministero ha negato sostenendo mancasse l’accordo per indennizzare Sat dei mancati introiti.

«Il ministro Giovannini non ha mantenuto il patto che aveva assunto con il Parlamento quando due mesi fa in occasione del primo decreto sui commissariamenti - dice Romano - Si era formalmente impegnato a commissariare la Tirrenica con il primo provvedimento utile. È un errore grave, che purtroppo mostra l’incapacità del ministro di ascoltare e dare risposte alle esigenze dei territori della costa toscana per sanare una ferita infrastrutturale che si protrae da troppo tempo. Negli ultimi due anni il Pd ha provveduto a introdurre in Parlamento tutte le modifiche legislative necessarie alla svolta. Manca solo la decisione del ministro, che evidentemente ritiene del tutto secondaria l’emergenza economica, infrastrutturale e di sicurezza che il mancato adeguamento dell’Aurelia continua a rappresentare. Tuttavia, il Pd continuerà a insistere affinché il governo comprenda l’urgenza: lo farà con i suoi sindaci e con i suoi parlamentari, intervenendo con i pareri delle commissioni parlamentari e lavorando affinché nel decreto Semplificazioni venga posto rimedio all’errore del ministro».

«Vedrete - si dice fiducioso il senatore Massimo Mallegni, presidente dei forzisti in commissione Lavori pubblici - la Tirrenica verrà finanziata e avrà il commissario, lo prevederà un prossimo provvedimento del governo, così come stabilivano gli impegni». --

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