Contenuto riservato agli abbonati

Un tunnel sotto le Apuane: il progetto della Regione. Le due ipotesi per una "strada del mare": i tracciati

Una veduta del Monte Forato, montagna-mito delle Apuane. Nell'articolo la grafica dei tracciati ipotizzati

Giani vorrebbe presentare l'opera al governo per ottenere i finanziamenti del Recovery plan. Due i tracciati allo studio per collegare la valle del Serchio alla Versilia: in entrambi i casi ci sarebbe da scavare un traforo. I dettagli e la grafica

FIRENZE. Scavare una galleria nei monti per collegare due valli e un popolo. Perché perfino nel dialetto e nella cultura popolare Garfagnana e Mediavalle del Serchio si sentono (quasi) un tutt’uno con la Versilia. Almeno chi vive arroccato sulle Apuane, magari su versanti diversi, percepisce la stessa natura rupestre. Due comunità che, seppur dominate dalle vette «aguzze e gotiche» affacciate sulla «concordia degli elementi», le descrisse lo scrittore Fosco Maraini, da quella concordia da secoli sono divise. Una di schiena all’altra, eppure lontanissime.

Per questo fra i progetti che il presidente della Regione, Eugenio Giani, vorrebbe presentare al governo per ottenere i finanziamenti del Recovery plan c’è anche “la strada del mare”.

Non una nuova tangenziale o una variante, ma appunto un raccordo che unisca i 58mila abitanti della valle del Serchio, da Borgo a Mozzano e Piazza al Serchio, alla costa nord della Toscana costruendo una galleria in una delle montagne che fanno ombra a Viareggio e alla Versilia da una parte e alla Mediavalle lucchese dall’altra. Per ora è solo un’idea. Ma piace al presidente che, su suggerimento dei sindaci lucchesi, ha chiesto ai tecnici della direzione Opere pubbliche di riprendere in mano due vecchie tesi di laurea, due ipotesi ingegneristiche che qualche anno fa studiarono la possibilità di realizzare un “passante” per accorciare il tragitto compiuto fino a oggi dai garfagnini e valligiani nel loro viaggio verso il mare. Oggi serve oltre un’ora per arrivare in Versilia per chi abita a Castelnuovo Garfagnana, Molazzana, Barga o Borgo a Mozzano.

Due le strade obbligate se non si vuole percorrere la bretella che collega Lucca a Viareggio: la prima, dai monti di Camaiore verso Montemagno, attraverso la Val Freddana fino al Serchio; l’altra si inerpica sulla provinciale per Arni, attraverso la galleria del Cipollaio e dall’Isola Santa riscende verso Castelnuovo Garfagnana. Tempo stimato: oltre un’ora. Della strada del mare per ora ci sono appunto due ipotesi. Entrambe contemplano la possibilità di scavare un piccolo “traforo” di un chilometro o poco più.

Le due ipotesi in grafica

La prima galleria attraverserebbe una montagna-mito sulle Apuane, il monte Forato, l’arco diventato un’attrazione famosissima in Italia, soprattutto per lo spettacolo del sole che incrocia alla perfezione il foro all’alba dell’equinozio d’estate, il 21 giugno. Il tunnel collegherebbe Gallicano nella valle lucchese a Cardoso, a Stazzema. La galleria partirebbe dalla strada che conduce a Fornovolasco, poco lontano dalla Grotta del Vento, e sbucherebbe proprio nella frazione stazzemese nota per la tragica alluvione del 1996, un paesino ricostruito e tornato una perla all’ombra del Forato. È la versione a “bassa quota”, sotto i 600 metri sul livello del mare e per raggiungere Forte dei Marmi o Marina di Pietrasanta basterebbe mezzora.

L’altra ipotesi raccoglie due opzioni di tunnel: entrambi, partendo da due frazioni diverse di Pescaglia, si ricongiungerebbero a Casoli, sopra Camaiore. Una galleria, a circa 700 metri di altitudine, perforerebbe il Matanna, partendo da Pian d’Orsina e sbucando a San Rocchino. L’altra da Ranchiani a San Rocchino. Comunque, pochi chilometri dal Croce, la vetta ambita dagli appassionati e famosa per la fioritura delle giunchiglie. Tempo stimato per arrivare a Viareggio? Massimo quaranta minuti.

Il costo? Proprio in questi giorni gli uffici sono al lavoro per elaborare uno studio che simuli una previsione di spesa. Certo, renderebbe molto più accessibile la costa, assicurando alla Versilia, ma anche alla Mediavalle, un’opportunità di turismo a filiera corta finora preclusa dalla morfologia del territorio. L’impatto ambientale? A ttutito dalle dimensioni e dalla lunghezza ridotta delle gallerie, che verrebbero interdette al traffico pesante: così assicurano dalla Regione.

La sfida con cui Giani pensa di realizzare quello che finora è stato poco più che un miraggio è proprio quella del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma negli uffici non si esclude che per finanziare il progetto si possa attingere anche ai fondi comunitari che l’Ue sta per riversare sui paesi membri in vista del settennato.—

© RIPRODUZIONE RISERVATA