Scandalo concerie, prelievi vicino al lago di Massaciuccoli: si teme per fossi e canali

Sopralluogo nel terreno sospetto: carabinieri forestali e tecnici Arpat alla ricerca dei rifiuti tossici

MASSAROSA. Un passo in avanti, il sopralluogo di ieri mattina sul terreno di via Duccini nel comune di Massarosa, per quella chiarezza richiesta a gran voce da cittadini e comitati ambientalisti dopo la notizia che anche la terra di Versilia era teatro degli sversamenti illeciti di ceneri tossiche (il cosiddetto Keu) derivanti dai processi conciari. Sul terreno in questione, in prossimità del lago di Massaciuccoli, sono stati mescolati al resto dei materiali, secondo le indagini, 3.300 metri cubi di rifiuti tossici. Ieri mattina, poco dopo le 9, si sono presentati nella zona i carabinieri Forestali, un delegato del pubblico ministero della Dda di Firenze, i tecnici di Arpat, quelli del Comune di Massarosa arrivati in un nutrito gruppo, i rappresentanti della impresa che ha eseguito i lavori sul terreno per renderlo adatto alla costruzione dei capannoni attesi, il loro consulente tecnico e quello della Procura. Nel corso del sopralluogo, durato circa quattro ore, si è visto anche l’ormai ex sindaco di Massarosa, Alberto Coluccini.

Quando, però, si è trattato di dare il via agli scavi per il prelievo dei campioni da analizzare, sulla porzione di terreno delimitata si sono mossi solo i militari e i due consulenti tecnici. Oltre al mezzo meccanico che ha scavato fino a un metro dalla falda acquifera (circa sei metri di profondità). Qui più che mai è necessario capire bene se il materiale inquinante può avere lambito la falda acquifera, visto che siamo in una zona umida, ricca di fossi e canali che interagiscono con il lago di Massaciuccoli. Nonostante che la zona tutto intorno ai campi sia storicamente considerata area di destinazione dei rifiuti. Tanto che poco distante dal terreno sorgono l’impianto di selezione e compostaggio di Pioppogatto e una vecchia discarica mai bonificata.


Tanto che è già prevista in zona una visita della commissione ambiente del consiglio regionale per verificare tutte le situazioni di degrado e potenziale inquinamento di cui la zona di confine tra Viareggio e Massarosa è purtroppo ricca.

Serviranno alcune settimane prima di conoscere l’esito dei campionamenti eseguiti ieri mattina. Esito molto atteso anche dai titolari dell’impresa che ha acquistato il materiale oggi finito sotto indagine per buona parte della Toscana e venduto come munito di tutte le autorizzazioni necessarie. Nonostante che – ci sono imprenditori che lo testimoniano – l’anomalia della presenza delle ceneri inquinanti fosse visibile a un occhio esperto. Al momento, però, tra gli imprenditori che hanno acquistato il materiale inquinante non vi sono indagati.

Nelle scorse settimane, campionamenti erano stati eseguiti da parte dell’azienda bergamasca interessata all’area per lo sviluppo di un capannone industriale. —

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