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Fi-Pi-Li, un'estate con il "tappo": nel tratto franato un difetto di costruzione. Giani chiede di dirottare i tir

La proposta del presidente al ministro dei Trasporti: necessaria una deroga. Per i lavori tra Lastra a Signa e Ginestra serviranno almeno tre mesi, ma se piove...

FIRENZE. Spostare i tir dalla Fi-Pi-Li alla Firenze-Mare. Per Eugenio Giani è diventata la chiave per far uscire la superstrada dalla sua dannazione perenne, costellata di riparazioni infinite, frane, sprechi e ingorghi quotidiani e dal tunnel che sembra essere diventato il cantiere per la messa in sicurezza del tratto franato fra Lastra a Signa e Ginestra Fiorentina, soprattutto dopo la chiusura improvvisa ordinata dalla polizia stradale tre giorni fa per l’ennesimo cedimento di asfalto appena posato. Per questo il presidente ha chiamato il ministro dei trasporti Enrico Giovannini chiedendogli un incontro.

«Sulla dorsale che dal centro conduce alla costa ci sono due parallele, da una parte la Fi-Pi-Li e dall’altra l’A11 – dice Giani – Ma Autostrade ha posto un limite in tonnellate al traffico dei camion più pesanti, così questi si riversano sulla Fi-Pi-Li. E finisce che anche gli altri, pur di non pagare il pedaggio, snobbino la Firenze-Mare e percorrano la superstrada. Eppure, sono proprio i tir la causa di un deterioramento più rapido del normale. Ma non posso stoppare io i mezzi pesanti, serve l’intervento del governo sulla spa». L’idea è di riuscire ad ottenere dall’esecutivo una mediazione con la Aspi per spingerla ad accettare una deroga sul tonnellaggio dei tir e farli passare sulla A11 magari già a fine mese o comunque in tempo per le settimane clou dell’estate.


«Ora che Autostrade è passata allo Stato con Cassa depositi e prestiti credo possa esserci margine di manovra», ragiona Giani. Anche perché, dice il presidente, bisognerà attendere ancora per ripristinare le quattro corsie in quel tratto. Dario Nardella sta verificando se sia possibile spacchettare in due o più appalti il finanziamento da 4,2 milioni ricevuto dalla Regione, affidando in somma urgenza la prima fase del risanamento della parte franata e utilizzando le procedure standard per la fase due. Ma il sindaco e presidente metropolitano ha avvertito: anche accelerando, servirà tempo. «L’idea è completare i lavori entro l’autunno», dice Giani.

Il guaio è che anche per riaprire su quattro corsie, spiegano i tecnici della Città metropolitana, serviranno almeno tre mesi, uno solo per depositare e far assestare il calcestruzzo del muro di contenimento e i micropali; ma l’estate potrebbe rendere più difficoltosi anche gli approvvigionamenti dei materiali e far perdere tempo. Non solo. Sebbene Avr, la società titolare del global service, si sia scusata per i disagi, non è scongiurato il rischio di una nuova chiusura. «In questo momento sono aperte le due corsie della carreggiata che corre da Firenze verso Pisa: una usata in direzione mare, l’altra per chi va verso il capoluogo – spiegano dalla Città Metropolitana – E quest’ultima ha ceduto poco lontano dal cantiere. È stata rattoppata, ma se dovesse piovere potremmo ritrovarci punto e a capo. Quel tratto risente di un difetto di costruzione. Sotto la soletta c’è un’argilla inadeguata, va cambiata». Per questo Giani vuole liberare la Fi-Pi-Li dai camion. I bestioni rischiano di farla affondare. «Autostrade dal pedaggio ricava 110 milioni ogni anni e gestisce un’arteria godendo di tutti i benefici. Le province invece devono gestire la Fi-Pi-li con appena 16 milioni che arrivano dalle multe. È una sproporzione e un assurdo». Non solo. Giani ha chiesto all’assessore regionale ai trasporti, Stefano Baccelli di velocizzare l’iter per la costituzione di Strade Toscane spa, la società pubblica sotto cui vorrebbe ricondurre la gestione della Fi-Pi-Li. «All’incontro col ministro, dove vorrei portare anche i presidenti delle province, chiederò anche che il governo ci dia una mano stanziando un fondo di dotazione da 20-30 milioni. Se ci venisse accordato, a primavera prossima la società pubblica potrebbe vedere la vita». —



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