«Era il mio sogno, canterò l’inno come mai prima»

Manuel Locatelli in azione

Locatelli: guardavo gli azzurri all’oratorio. Ora sono qui. La Juve? Solo chiacchiere

Coverciano (Firenze). Una poltrona per due. Ma intanto, in attesa del rientro di Verratti, sulla sedia del regista azzurro ci si siede lui.

Manuel Locatelli, lo sa che lei è un uomo fortunato?


«Scusi, perché?»

Se gli Europei si fossero giocati nel 2020, lei mica sarebbe stato titolare.

«Mettiamola così. Il fatto che l’Europeo sia stato spostato mi ha agevolato».

È maturato tanto in questo anno.

«Sì, E sono cambiato come calciatore e come persona. Mi sento più maturo e responsabile».

E ora la aspetta una maglia da titolare.

«Essere qui è un'emozione, è una cosa che sognavo da bambino. Non so che formazione sceglierà il mister ma cercheremo di farci trovare pronti. C'è responsabilità, vai in campo per gli italiani, è una responsabilità che tutti vorrebbero prendersi. È un orgoglio».

Sente il peso?

«Ma no. Rappresentare l'Italia è una cosa da raccontare ai figli. Guardavo queste competizioni all'oratorio sul maxi schermo...».

Lo sa che spesso guardare questa Italia è un piacere?

«Abbiamo un'identità precisa sul come giocare. Le difficoltà, se ci saranno, saremo pronti. Nasciamo così: abbiamo unità d'intenti, risalterà anche in queste occasioni».

Qui non ha la stessa posizione che le aveva disegnato De Zerbi col Sassuolo.

«Mi trovo benissimo sia qui che col Sassuolo. Posso dare equilibrio e andare avanti con la palla, cercare la giocata. Posso giocare anche davanti alla difesa, sono anche duttile".

Cosa pensa della Turchia?

«È una squadra importante, hanno giocatori bravi come Calhanoglu con cui ho giocato insieme».

Chi è il suo modello?

«Daniele De Rossi: non aveva il 5 come me in Nazionale ma è stato un esempio. Avevo anche soggezione a parlarci, ho vissuto come voi il Mondiale del 2006 quando andava a calciare il rigore in finale. Per me è un privilegio averlo qua, mi auguro di raggiungere i suoi livelli. Ora che l'ho conosciuto posso dire che è anche una brava persona».

E Verratti?

«Lo studiavo su Youtube. Ti sfida quando ha la palla, è fortissimo. Spero recuperi presto».

Al suo fianco avrà Jorginho.

«Ha una dote che gli invidio: sa far giocare bene anche i compagni, sa dare equilibrio, fiducia».

Dicono che Allegri l’abbia messa in cima alla lista della spesa della Juventus.

«Sono solo chiacchiere. C'è una competizione così importante da giocare che sono concentrato su questo».

Mandato via dal Milan, si è preso una bella rivincita.

«È' una rivincita per me stesso. Quando hai queste delusioni è importante rilanciarsi, dimostrare il proprio valore. Non so se sia una rivincita verso chi non ha creduto in me, penso al presente. E' normale che ci siano voci di mercato ma serve maturità per cui non mi lascio condizionare».

Qualcosa in comune tra De Zerbi e Mancini?

«Sono tatticamente simili ma molto diversi. È un peccato che De Zerbi sia andato via dall'Italia, gli auguro le migliori fortune. Può diventare un top a livello internazionale, glielo auguro e lo merita».

Locatelli, finalmente a Roma ci sarà il pubblico.

«Canterò l'inno come mai fatto prima. Sentirli sarà fantastico, avere i miei cari allo stadio sarà bello e determinante», —

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