«Salvare l’aeroporto pisano si deve»: la politica fa quadrato contro Firenze

Dopo la pioggia di finanziamenti annunciati per Peretola è polemica sulla linea morbida del sindaco Michele Conti

PISA. La città della Torre non ci sta a fare nuovamente la parte della sacrificata rispetto a Firenze dopo l’annuncio e l’illustrazione dello squilibrato (380 milioni per il capoluogo toscano e 85 per Pisa) piano di sviluppo di Toscana Aeroporti, la cui priorità continua a rimanere la nuova pista dello scalo fiorentino.

A Pisa ora l’imperativo è «difendere il nostro aeroporto». Inteso come non solo quello dei pisani, ma lo scalo «della costa e della Toscana», sottolinea Giovanni Pasqualino (Lega), presidente della commissione speciale sull’aeroporto istituita dal Comune di Pisa per seguire il piano di sviluppo aeroportuale. «Difendere il Galilei dall’avanzata di Peretola», l’obiettivo. «A Pisa siamo stati chiari: il Galilei è e deve essere al centro di ogni piano di sviluppo, deve essere il punto di partenza per ogni progetto di crescita del sistema aeroportuale», aggiunge il presidente della commissione, pronta a lanciare nuovamente una controffensiva a quello che viene considerato l’ennesimo attacco nei confronti di Pisa e del suo scalo.


Non è una dichiarazione di belligeranza. O almeno, non ancora. Il piano di investimenti per gli aeroporti regionali presentato da Toscana Aeroporti ha però riacceso la mai sopita diatriba tra Pisa e Firenze. E le centinaia di milioni che la spa aeroportuale ha previsto di riversare sullo scalo fiorentino ha spinto a dissotterrare l’ascia di guerra che la crisi del trasporto aereo e i processi di ristrutturazione in corso (a partire dalla possibile cessione del comparto handling) avevano convinto a riporre in nome di un’unione a difesa del sistema economico e dell’occupazione. 380 milioni sul Vespucci, 85 sul Galilei. Rifacimento completo del primo, con nuova pista da 2.400 metri, nuovo terminal per il secondo. «Lo sviluppo degli aeroporti è necessario. Gli investimenti anche. A Pisa e a Firenze – precisa Pasqualino –. A Toscana Aeroporti abbiamo chiesto il masterplan, ma non abbiamo ricevuto risposte. Abbiamo appreso tutto dai giornali. E sui giornali leggiamo che i due aeroporti saranno complementari. A preoccupare è però la realizzazione della nuova pista di Peretola. Firenze è centro nevralgico dei trasporti a livello nazionale e con la nuova pista il Vespucci può attirare quello che oggi è orientato sul Galilei».

Un piano, quello di Toscana Aeroporti, che il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Diego Petrucci definisce una «iattura». «Bisogna prendere atto che la nuova pista di Peretola non è realizzabile né dal punto di vista strutturale, né dei costi – sottolinea –. Occorre investire sul potenziamento del Galilei e sul collegamento tra lo scalo di Pisa e il centro di Firenze». Un modello di sviluppo alternativo che anche il Pd chiede di concretizzare. «Il punto non è se va o meno realizzata la nuova pista a Peretola, ma che per fare questo investimento si tiene bloccato tutto il resto», evidenzia Olivia Picchi, presidente dem della seconda commissione di controllo e garanzia del Comune di Pisa. «Anche alla luce della sentenza del Consiglio di Stato sarebbe stato saggio ripensare l’investimento su Peretola e valutare la realizzazione di collegamenti ferroviari veloci e sistemi di mobilità sostenibile», aggiunge Picchi che chiama in causa Gino Mannocci, consigliere della Lega e delegato del Comune di Pisa nel cda di Toscana Aeroporti, a illustrare il piano della società aeroportuale e a chiarire la posizione dell’ente pisano.



Già, perché se lo scorso dicembre l’assemblea cittadina di Pisa ha votato all’unanimità, con l’assenso del sindaco Michele Conti, una mozione per dire no alla nuova pista di Peretola, lunedì scorso davanti ai vertici di Toscana Aeroporti che hanno illustrato il piano di sviluppo agli “stakeholders”, il primo cittadino di Pisa non ha mostrato segni di opposizione a quell’opera, la nuova pista del Vespucci, attorno alla quale ruota l’intero progetto ipotizzato dalla spa aeroportuale.

«La destra e il sindaco devono essere chiari e non giocare due ruoli a seconda del contesto in cui si trovano: un gattopardismo che finisce sempre per sostenere gli interessi privati», l’accusa di Ciccio Auletta, capogruppo di Diritti in comune, la sinistra a sinistra del Pd nel consiglio comunale di Pisa, che lo scorso dicembre aveva presentato la mozione, la cui approvazione provocò l’ira dell’ad di Toscana Aeroporti Roberto Naldi che decise di chiudere i rapporti con l’assemblea pisana. —

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