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Bonus vacanze, in ferie con lo sconto: chi può richiederlo e l'elenco di tutte le strutture che lo accettano in Toscana

Chi ha fatto richiesta del contributo può ancora usarlo: come prenotare le strutture. Gli albergatori toscani sperano in un'estate all'insegna della ripresa

Oltre trecentocinquanta nomi e indirizzi di affittacamere, agriturismi, bed and breakfast, campeggi, case di campagna, case per ferie e dimore storiche, e ancora hotel, ostelli, i resort e villaggi turistici nella Toscana che accettano il bonus vacanze. Un elenco a cui si aggiungono tutte le agenzie di viaggio e i tour operator come garantisce la Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo. Un’opportunità al momento per chi ha già in tasca la domanda scaricata nel 2020 ma per cui si attende il rinnovo da parte del governo ai nuclei familiari con Isee più basso di 40mila euro.

Chi può usarlo

Il contributo è stato erogato in tre taglie: 500 euro per le famiglie composte da tre o più persone, 300 euro per nuclei familiari da due persone e 150 euro per i single.

La procedura per utilizzarlo è rimasta la stessa: basta aprire l’app IO e recuperare il codice univoco e il codice QR, da comunicare all’operatore al momento del pagamento; nel caso di agenzie di viaggio e tour operator è possibile pagare interi pacchetti, compresi voli o viaggi in nave.

Il bonus deve essere speso in un’unica soluzione, all’80 per cento come sconto immediato sul totale e il restante 20 percento da scaricare come detrazione in dichiarazione dei redditi. Va sottolineato che non esiste alcun obbligo, da parte del potenziale ricevente, di accettare il bonus; viceversa, le strutture aderenti all’iniziativa avranno tutto l’interesse a pubblicizzare l’accettazione del contributo. Ed è opportuno aggiungere che, in questi mesi di lockdown, c’è stato un proliferare di account che offrono la possibilità di convertire il bonus in denaro contante: già a dicembre scorso la stessa Agenzia delle Entrate metteva in guardia i cittadini, specificando che il contributo è personale e vincolato, e che in alcun modo non può essere trasformato in moneta. La scorsa estate il contributo non ha riscosso il successo auspicato dal Ministero, complici - al netto delle restrizioni varie - i dubbi di esercenti e clienti. «Grazie a un accordo con Poste Italiane abbiamo dato ai nostri associati la possibilità di monetizzare il bonus in tempi rapidi nella misura del 99 percento del credito», racconta il presidente di Federalberghi Toscana Daniele Barbetti.

«Il decreto non stabilisce un numero minimo di notti o di spesa per usare il Bonus Vacanze (che è forse la domanda più frequente dei viaggiatori, ndc), bisogna però tener conto del fatto che esso non considera solo il prezzo della camera ma include la permanenza: pasti, servizio in camera, spa o altri servizi offerti dalla struttura ricettiva di cui il cliente gode durante il suo soggiorno». Nel frattempo il governo sta lavorando ad altre novità per cedere e suddividere il bonus, e si impegna per riaprire i termini della domanda. Sembra tuttavia che non sarà toccato il requisito Isee. Allo stato attuale il Bonus Vacanze potrà essere utilizzato fino al 30 giugno 2022 e solo nelle strutture ricettive in Italia contrassegnate dai codici Ateco 55 e seguenti (anche se svolgono l’attività su base stagionale), oltre - come detto - da agenzie e tour operator. Non sarebbe infine possibile utilizzarlo sui portali di prenotazione online, ma molti utenti hanno sperimentato con successo una procedura per spenderlo su Airbnb, passando dal customer service della piattaforma.


Come prenotare le strutture

In vacanza in Emilia Romagna, in Sardegna, in Puglia o in Sicilia. Si può scegliere qualunque località per le proprie ferie e pagare con il bonus vacanza. Le strutture ricettive che accettano il bonus sono in tutta Italia. La Toscana è tra le regioni con il più alto numero di strutture che hanno aderito all’iniziativa, dopo l’Emilia Romagna, ma se la gioca ai punti con il Veneto, aiutata dalla Serenissima, e stacca nettamente le grandi isole. Guardando i numeri di Italyhotels, il portale di Federalberghi e Ministero del turismo dove i titolari di alberghi, bed and breakfast, campeggi e altre mete in cui è possibile spendere il credito acquisito nel 2020 possono pubblicizzare gratuitamente la propria adesione all’iniziativa (https://www.italyhotels.it/) sono molti gli imprenditori che credono nella misura del governo per rilanciare il settore verso un’estate diversa da tutte le altre. Senza americani né russi, bloccati dai propri governi la domanda è trainata dal mercato interno, e solo in seconda battuta dai "cugini" europei e britannici. E l’offerta si adegua. A Rimini accettano il bonus 177 strutture e nella vicina Cesenatico 246 (L’Emilia Romagna offre complessivamente 1709 opportunità) mentre in Sardegna se ne trovano 124 divise tra luoghi da sogno come La Maddalena, Santa Teresa di Gallura , Palau, Stintino e le altre località da sogno. A tirare in Toscana è invece la costa, ricercatissima dalle famiglie disposte a spendere pur di avere isolamento e sicurezza, e propense a rimanere anche qualche giorno in più. L’entroterra invece tira la cinghia aspettando un autunno migliore anche se Firenze e Siena offrono davvero moltissime offerte per chi sceglie di concedersi qualche giorno nelle città d’arte.

L’Italia, dopo il lungo inverno, si prepara a stendere al sole la zona bianca ed ecco che si può riprendere a viaggiare scegliendo una spiaggia di Rimini, uno chalet in Val d’Aosta ma anche per vedere luoghi meno conosciuti e meno affollati come l’Abruzzo in cui ci sono 200 strutture disponibili a prendere il bonus. Scegliere il luogo è semplice: è sufficiente scegliere la regione, la città e il tipo di struttura (proprio come un portale qualunque per la prenotazione) e a quel punto inviare la richiesta specificando data, numero di persone e la volontà di utilizzare il bonus vacanze (nelle note).

Le reazioni degli albergatori

Francesco Bechi: «Lo sfratto, poi la chiusura ora riapriamo speranzosi»

«Abbiamo patito la gogna morale dello sfratto per morosità nonostante una richiesta di sospensione dell’affitto e quindi la promessa non di ridurre il canone ma di restituire la cifra pattuita più in là nel tempo», racconta Francesco Bechi, presidente di Federalberghi ma prima ancora - in questo caso - titolare dell’hotel Paris di Firenze. Poi prosegue: «Fortunatamente il tribunale ha deciso diversamente e ce l’abbiamo fatta, a differenza di altri colleghi che invece hanno dovuto restituire le chiavi».

Oggi il Paris è chiuso. Dopo una parentesi da luglio a ottobre scorsi riaprirà mercoledì 16 «con tanta paura, nonostante la consapevolezza che la campagna vaccinale ci riporterà alla normalità». «Sono stati quasi otto mesi in cui il personale ha avuto accesso al fondo integrativo salariale. E ripartire sarà come varare una nave», aggiunge il presidente, che tornando - inevitabilmente, dato il ruolo che ricopre - sulle difficoltà del settore auspica «da parte del governo, se non il Superbonus che era stato ventilato, almeno il tax credit». L’alternativa, prosegue Bechi, si chiama «aprire la porta agli investimenti dei grandi gruppi, alla ricerca del solo profitto a scapito dell’identità di un intero settore molto spesso gestito per tradizione familiare; come è successo al comparto del settore della moda».


Andrea Romanelli: «In 24 ore prenotazioni per due intere settimane»

Andrea Romanelli rappresenta la quarta generazione familiare alla guida dell’albergo La Pace di Pisa, e racconta questi 15 mesi di restrizioni attraverso «una perdita di fatturato di circa ottocentomila euro su un milione e duecentomila-trecentomila euro l’anno che si facevano prima della pandemia, a fronte di ventiseimila euro ricevuti dallo Stato e di bollette che non si fermano». Dipendenti in cassa integrazione, l’albergo aveva chiuso ma solo "di facciata". «Abbiamo una convenzione con Ferrovie dello Stato per alloggiare i dipendenti. Per più di tre mesi sono rimasto praticamente da solo a gestire un massimo di 15 camere (su 60) infra-settimana, chiudendo interi piani. Gli unici altri clienti - aggiunge - erano persone che avevano appuntamenti in ospedale o che accompagnavano i propri cari». L’unica nota positiva è squillata lo scorso 6 agosto: «In meno di 24 ore abbiamo riempito di clienti le due settimane successive, quasi tutti col Bonus Vacanze (sul quale noi invece eravamo titubanti) che volevano andare al mare ma trovando tutto pieno avevano ripiegato sulla città d’arte».

La speranza, dopo un nerissimo primo trimestre 2021, si chiama Galilei: «I segnali di ripresa del settore ci sono, va detto. Ma finché l’aeroporto non tornerà a volare noi rimarremo ben lontani dal break even», conclude.


Antonio Mariotti: «La proroga dei contributi sarebbe la benvenuta»

«Gli aiuti di Stato sono stati irrisori, e nonostante le tante promesse per il settore del turismo stiamo ancora aspettando i decreti attuativi del decreto Agosto 2020, che aveva istituito il tax credit al 65 percento per gli albergatori che si impegnavano in lavori di ristrutturazione e ammodernamento delle strutture (come abbiamo fatto noi)», racconta Antonio Mariotti, titolare dell’Hotel Adua e Regina di Saba di Montecatini Terme, che invece riguardo al Bonus Vacanze ha avuto «un’esperienza più che positiva, e mi rammarico che non sia stato ripetuto anche quest’anno». Mariotti, come tanti altri colleghi albergatori, ha chiuso la sua struttura lo scorso ottobre, e solo dal 7 maggio di quest’anno ha potuto riaprire i battenti. «Non è stato tanto il bonus in sé quanto l’opportunità che ha permesso ai clienti di fermarsi un giorno in più o magari di fare un acquisto ulteriore, non solo in albergo o al centro benessere ma anche in città», precisa. Ecco perché si augura che il governo riapra la possibilità di fare domanda per il bonus, e applaude alla possibilità di spenderlo anche presso agenzie di viaggio e tour operator: «Ogni incentivo è il benvenuto, così come tutto ciò che favorisce gli spostamenti dei turisti che durante il lockdown non potevano attraversare i confini regionali».


Marco Bianciardi: «Speriamo nell’estate dopo tanta incertezza»

«La ripartenza è molto lenta, siamo al 30-40 percento di occupazione media. La stagione riusciremo a farla almeno per il periodo estivo, visto che la primavera ce la siamo giocata. E auguriamoci che il peggio sia passato perché un’altra "botta" così non so quanti altri riusciranno a reggerla». Sono stati 15 mesi di fatica e incertezza quelli di Marco Bianciardi, albergatore di seconda generazione alla guida dell’Hotel Athena di Siena. «Lo scorso luglio, quando abbiamo riaperto, ha spinto molto forte il mercato interno del turismo nazionale. Molti venivano col Bonus Vacanze e noi lo abbiamo accettato fin da subito; è stata una buona iniziativa ma forse poco sfruttata. Poi all’inizio dell’autunno abbiamo chiuso perché non avevamo più alcun giro di clienti», racconta ancora. Una situazione che ha avuto un impatto sull’occupazione: «I nostri ragazzi sono stati garantiti dalla cassa integrazione, ma per molti non è arrivata se non mesi dopo. Da parte nostra abbiamo garantito il Tfr a chi ce lo ha chiesto», spiega. L’Athena ha riaperto poco più di due settimane fa, e si è trovato di fronte a un altro inciampo: «Siamo partiti col minimo dell’organico e qualche rinforzo. Alcuni dei nostri stagionali, comprensibilmente, sono partiti per l’estero; tanti altri sono tornati, ma purtroppo non li ho potuti riconfermare tutti».

L'elenco delle strutture che accettano il bonus

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