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Caso aeroporti, il consigliere regionale Pieroni: «Pisa umiliata, con Giani serve un chiarimento»

Andrea Pieroni e, a sinistra, il segretario del Pd Enrico Letta

È stato lui a presentare come primo firmatario in consiglio regionale una mozione contro il previsto cambio di statuto della società aeroportuale di Pisa e Firenze. La nostra intervista

Sono giorni indubbiamente difficili per il consigliere regionale del Pd ed ex presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni, tra i soggetti politici maggiormente coinvolti nello scandalo delle concerie del comprensorio del Cuoio di Santa Croce sull’Arno. Nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Firenze sui terreni “avvelenati” dagli scarti delle lavorazioni del pellame è infatti indagato con l’accusa di corruzione per aver presentato un emendamento favorevole al sistema conciario per le autorizzazioni presso il depuratore in cambio di 2.500 euro versati dall’Associazione Conciatori. La sua posizione è tutt’altro che soleggiata anche sul fronte della diatriba relativa a Toscana Aeroporti: nei giorni scorsi è stato lui a presentare come primo firmatario in consiglio regionale una mozione contro il previsto cambio di statuto della società aeroportuale di Pisa e Firenze. Nonostante la condivisione incassata dal presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo (anch’egli Pd) e del capogruppo del Partito democratico Vincenzo Ceccarelli, poche ore dopo è arrivato lo “schiaffo” del presidente Eugenio Giani, su indicazione del quale la Regione si è astenuta in sede di votazione del nuovo statuto.

Per la prima volta, a distanza di oltre un mese dall’esplosione del “sistema Santa Croce”, Pieroni accetta però di confrontarsi con un giornalista. Ma lo fa solo per Toscana Aeroporti, declinando l’invito a rispondere alle domande sullo scandalo-concerie (compresi i nove interrogativi che da giorni Il Tirreno pone pubblicamente al Pd).


Consigliere Pieroni, come escono Pisa e gli enti pubblici rappresentati in consiglio dal voto sulla modifica allo statuto?

«Ne escono penalizzati e umiliati. Stiamo parlando di soci che, seppur minoritari nel capitale sociale, sono enti locali che rappresentano territori e comunità. Una modifica non condivisa né motivata. Solo una prova di forza!».

Che giudizio dà della posizione di astensione della giunta regionale?

«Sono rimasto francamente sorpreso. Il presidente Giani aveva assicurato l’impegno a far ritirare l’argomento in questione. In ogni caso avrei auspicato più sinergia con gli enti pubblici pisani, schierati in maniera compatta per il “no”».

Qual era e qual è invece la posizione del gruppo regionale Pd?

«Capogruppo e vice capogruppo, insieme con altri consiglieri, hanno sottoscritto la mozione che ho promosso, volta a scongiurare la modifica statutaria che ridurrà drasticamente la presenza dei soci pubblici nel futuro cda di Toscana Aeroporti».

Ora avete intenzione di chiedere un chiarimento al presidente Giani?

«Un momento di confronto ci sarà, anche perché, a fronte di una mozione chiara ed esplicita, la scelta di astenersi è riduttiva e debole».

I dieci milioni di finanziamento della Regione a Toscana Aeroporti sono già stati erogati?

«No, non sono stati ancora liquidati. L’erogazione terrà conto dell’andamento del tavolo regionale sulla questione della cessione di Toscana Aeroporti Handling».

Ora che ruolo deve e può esercitare ora la Regione?

«La Regione deve avere un ruolo forte, che vada oltre le quote azionarie che detiene, pari al 5,029%, e deve far rispettare il progetto di integrazione tra i due scali, affinché crescano in modo complementare per arrivare agli 11-12 milioni di passeggeri previsti dal Masterplan. Inoltre deve presidiare, come sta facendo l’assessora Nardini, per scongiurare la svendita della società Toscana Aeroporti Handling e i conseguenti rischi sui livelli occupazionali: in ballo ci sono centinaia di posti di lavoro».

Quali richieste si sente di rivolgere a Toscana Aeroporti per il Galilei?

«A Toscana Aeroporti chiedo di dare finalmente avvio agli investimenti preannunciati da anni, a partire dai circa 60 milioni per il nuovo terminal passeggeri del Galilei, fondamentali per lo sviluppo dello scalo e del sistema aeroportuale».

Da parte de Il Tirreno c’era la curiosità di sapere se Pieroni era preoccupato per l’operatività dello scalo pisano in seguito alla necessaria opera di smantellamento dell’area della torre anti-nebbia dove si trovano sotterrate le terre inquinate dai fanghi di conceria. Ma il consigliere regionale Pd non ha voluto andare oltre con l’intervista, limitandosi ad affermare la volontà di «non parlare di fatti e circostanze al centro di un’inchiesta della magistratura».
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