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Pisa punta il dito contro Giani: «Sull'aeroporto ci hai traditi»

Colpo di mano dei privati sul Cda di Toscana Aeroporti, la Regione si astiene. Filippeschi (Pd): «Una politica debole e ambigua»

Non è solo destinata a provocare nuove tensioni nel Pd. La linea dell’astensione decisa dalla Regione Toscana sulla proposta di modifica dello statuto di Toscana Aeroporti, avanzata dal socio privato di maggioranza Corporacion America Italia spa con l’obiettivo di monopolizzare il Cda della società aeroportuale toscana, potrebbe innescare un fuoco di polemiche tra la giunta e il consiglio regionale. Con possibili strascichi giudiziari a segnare il solco tra la decisione del non voto affidata dalla giunta a un funzionario che martedì scorso si è seduto all’assemblea virtuale dei soci di Toscana Aeroporti; e una volontà politica trasversale che nelle ultime settimane, a più riprese, aveva tracciato la linea della contrarietà a quella proposta, approvata con oltre il 73 percento, con la quale il socio privato si è assicurato dal 2024 la quasi maggioranza bulgara nel Cda, facendo lievitare da 9 a un massimo di 13 i suoi rappresentanti (su 15 totali).

Ad accendere la miccia è stata la componente dem in consiglio regionale, con le pressioni verso il presidente Eugenio Giani a votare contro la proposta sostenuta anche con una mozione firmata dal consigliere Andrea Pieroni e condivisa, tra gli altri, dal presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo e dal capogruppo Pd Vincenzo Ceccarelli. Ad alimentare il fuoco è l’ex sindaco di Pisa Marco Filippeschi (Pd): «Il voto sulle modifiche allo statuto è un’altra prepotenza subita, mentre è segno grave di debolezza e di ambiguità della politica l’assenza d’iniziativa e l’astensione della Regione: peggio che pilatesca, mi pare una posizione subalterna – tuona – . È grave il mancato pronunciamento del consiglio regionale in presenza della proposta di mozione presentata dal consigliere Diego Petrucci (Fratelli d’Italia, ndr) il 12 aprile: la convocazione dell’assemblea è stata fatta il 1° aprile e dunque ci sarebbe stato tutto il tempo necessario per un pronunciamento del socio pubblico che ha ancora una funzione per tanti versi strategica, tramite atti della giunta e del consiglio regionale».


Una mozione, quella del consigliere Petrucci, che attende ancora di essere discussa. E se la richiesta di voto contrario alla proposta di Corporacion è ormai caduta nel vuoto, il secondo punto dell’atto potrebbe innescare un nuovo fronte, quello giudiziario. «La mozione invita a valutare se esistono gli estremi per impugnare davanti al Tar la modifica allo statuto di Toscana Aeroporti – spiega Petrucci – . Chiederò inoltre al presidente Giani di riferire in consiglio e spiegare i motivi che hanno portato al non voto contrario».

Un «improvvido passo falso da parte dell’ente», secondo la consigliera regionale della Lega Elena Meini, un vero e proprio «tradimento» per il Movimento 5 Stelle. Non solo nei confronti di Pisa, che con i suoi soci pubblici (Comune, Provincia e Camera di Commercio) ha mantenuto ferma la contrarietà all’atto, ma di una trasversale posizione politica che adesso rischia di trasformarsi in un tutti contro tutti. Con il presidente Giani, la giunta e il Pd finiti sulla graticola delle opposizioni. «Con quale coraggio il presidente Giani e la sua maggioranza potranno confrontarsi con gli altri soci pubblici, i lavoratori, il consiglio regionale e tutti i toscani dopo che si è consumato l’ultimo tradimento all’interesse comune?», si chiede Irene Galletti, capogruppo M5S in consiglio regionale. «Nonostante l’esito del voto fosse scontato, probabilmente Giani teneva comunque a mandare un messaggio di rassicurazione al renzismo toscano e ai gruppi economici satelliti, un pubblico e imbarazzante inchino dal quale sarà difficile che la maggioranza in consiglio possa prendere le distanze», continua la pentastellata, con Filippo Nogarin a rincarare la dose ricordando che da sindaco di Livorno si espresse «nettamente contro la procedura di privatizzazione alla quale Filippeschi dette il via libera con l’appoggio dell’ex presidente Rossi» ed evidenziando che l’attuale situazione «non è altro che un riflesso di quelle prime decisioni».

E se a Firenze la decisione della giunta agita le acque della politica, Pisa imputa compatta alla Regione la responsabilità di aver rotto «senza alcun preavviso e in maniera unilaterale» un patto tra i soci pubblici di Toscana Aeroporti. «L’astensione della Regione è una ferita enorme, non solo per Pisa, ma per tutta la Toscana e per chi crede che l’interesse pubblico debba essere sempre tutelato. La rottura con gli altri soci pubblici è un fatto istituzionalmente molto grave», l’accusa della seconda commissione controllo e garanzia del Comune di Pisa, che adesso lancia una nuova sfida: «Rinnoviamo l’invito alla Regione, sempre disatteso, a presentarsi in audizione e a dire in maniera inequivocabile cosa vuol fare su Toscana Aeroporti Handling (ramo d’azienda di Toscana Aeroporti addetto alle attività di terra negli scali di Pisa e Firenze per il quale è in corso una trattativa di vendita, ndr). È dovere del presidente Giani essere chiaro e trasparente. Basta con le ambiguità». —

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