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Scandalo concerie, carotaggi sulla 429: trovata polvere nera nella strada dei veleni

I carotaggi dei giorni scorsi lungo la 429

Empoli, il sospetto è che siano ceneri conciarie (Keu) ancora inquinate e smaltite illegalmente. Le prossime tappe dell'indagine  

Sono partiti i carotaggi sotto l’asfalto della strada regionale 429 Empolese, alla ricerca dei rifiuti inquinanti delle concerie che secondo i magistrati fiorentini sono stati usati abusivamente come materiale di riempimento. E con i primi prelievi sono arrivate anche le prime conferme ai sospetti degli inquirenti.

Occorrerà attendere l’esito delle analisi, ma i tecnici dell’Arpat martedì hanno trovato materiale di colore nero: da un primo esame potrebbe trattarsi proprio del Keu, le ceneri contaminate derivanti dalla combustione dei rifiuti conciari prodotte dal consorzio Aquarno. Stando alle indagini delle direzione distrettuale antimafia, sotto la 429 dovrebbero esserne state interrate circa ottomila tonnellate. Le verifiche, delegate dal pm Giulio Monferini, sono state condotte dall’Arpat con il supporto di carabinieri forestali e carabinieri del Noe a Brusciana (frazione di Empoli), nel tratto di 429 fra la rotonda del paese e il cavalcavia. Non è stato necessario scavare molto per trovare una specie di polvere nera, che ha subito attirato l’attenzione degli addetti ai lavori. I professionisti di Arpat hanno raccolto dei campioni. Per avere la certezza che si tratti del Keu occorrerà attendere i risultati degli esami, che dovrebbero arrivare entro due o tre settimane. Le ceneri prodotte dal trattamento termico dei fanghi delle concerie, nell’ex inceneritore Ecoespanso (del consorzio Aquarno) contengono concentrazioni di sostanze contaminanti superiori ai valori limite (tra cui metalli pesanti cedibili all’acqua). Per questo, se interrati possono creare un pericolo di contaminazione del suolo e delle falde. L’auspicio degli addetti ai lavori è che il manto di asfalto possa avere creato una sorta di “cappotto” al Keu, proteggendolo dalle infiltrazioni di acqua che poi avrebbe potuto contaminarsi. Proprio per questa sua pericolosità il Keu, a differenza di altri rifiuti, non può essere lavorato e riclassificato come materia prima edilizia. Invece questo accadeva, secondo gli inquirenti.


Le ceneri prodotte dall’inceneritore ex Ecoespanso venivano inviate a Pontedera all’impianto di trattamento di materiali riciclati di Francesco Lerose, imprenditore considerato vicino alla cosca Gallace. Qui venivano miscelati abusivamente con altri inerti. Se ne otteneva un aggregato che veniva illegalmente classificato come materiale edile. Almeno ottomila tonnellate di questo materiale, sostengono i carabinieri, sarebbero state usate come materiale di riempimento per il lotto V della strada regionale 429 Empolese. A trasportarle lì la ditta incaricata del movimento terra nel cantiere, la Cantini Marino srl, secondo le indagini infiltrata da esponenti della cosca Gallace. Con questo meccanismo – è la tesi dell’accusa – i conciatori risparmiavano sulla spesa dello smaltimento dei rifiuti. Inoltre, grazie ai contatti con figure specifiche in Regione, i conciatori avrebbero ottenuto autorizzazioni illegittime in proroga o in deroga per continuare a smaltire i rifiuti, promettendo adeguamenti nello smaltimento dei rifiuti che poi non venivano mai effettuati. E ne traevano anche un pubblico riconoscimento, facendo passare il tutto come esempio virtuoso di economia circolare che permetteva di avere contributi pubblici, finanziamenti e riconoscimenti. —

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