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In Toscana Rt e tasso di contagio in calo, Battiston: verso un’estate in vacanza facendo una vita «quasi normale»

Da sinistra il fisico Roberto Battiston e uno stabilimento balneare

Prima però un maggio e giugno di attenzione e vaccinazioni. Per il fisico e analista dell'epidemia «il contagio c’è ma va spegnendosi» 

L’uscita dal tunnel della pandemia potrebbe non essere così lontana. L’estate è alle porte e gestendo maggio e giugno con attenzione potremmo goderci un luglio e un agosto (quasi) senza pensieri. Il quasi è una parola non secondaria per Roberto Battiston, professore di Fisica all’università di Trento, uno dei maggiori studiosi italiani nell’analisi dell’epidemia. «Avremo sicuramente ondate ulteriori con possibili varianti ma usciremo da questo incubo con numeri di infetti così alti da obbligarci a dei comportamenti molto distanti da quelli a cui eravamo abituati. Torneremo a una quasi normalità».

I numeri sembrano migliorare. Stiamo evitando una nuova ondata?


«In Italia abbiamo raggiunto il 26% dei vaccinati con almeno una dose, considerando i guariti, superiamo il 40% di italiani che sono in parte, o completamente, protetti. Una situazione non paragonabile a un anno fa».

In Toscana?

«In Toscana siamo arrivati a un Rt, indice dei contagi, di 0,84 con un’incidenza sull’intera regione di 134 nuovi casi ogni centomila abitanti. Non bassa ma comunque molto più bassa rispetto ai 250 considerati un livello di allarme».

Non c’è omogeneità di dati però tra le varie province toscane. È un rischio per una nuova diffusione del virus?

«Massa Carrara è più o meno in media, Lucca più bassa con un Rt allo 0,78, Prato più alta con 0,86, Firenze allo 0,83, Pistoia qualcosina in più. Livorno 0,81, Pisa 0,88, Grosseto 0,77. C’è un po’ di dispersione ma sono tutte sotto lo 0,9. Considerato che la Toscana è rimasta molto a lungo in fascia arancione e poco in quella rossa ci ha messo – più di altri – a recuperare. Alla fine però il risultato è stato raggiunto, gli infetti stanno diminuendo e tutte le province sono sotto lo 0,9. È un fatto positivo».

Possiamo dire che siamo fuori da una nuova ondata?

«Siamo arrivati al 7 maggio e, sia dopo le riaperture del 7 aprile sia dopo quelle del 26 aprile, i numeri stanno tenendo: in Italia, e anche in Toscana. Man mano che aumenta il numero di vaccinati è come se riducessimo l’Rt. Se intorno a me ci sono 40 persone non contagiabili vuol dire che la mia efficacia di contagio è decresciuta in proporzione del 40%. Questo è il motivo per cui in questo momento riusciamo ad avere in tutta Italia un Rt sostanzialmente basso anche se, contemporaneamente, ogni giorno ci sono diecimila nuovi infetti».

Contagi alti e Rt che si abbassa sotto l’1: concretamente cosa significa?

«Che il contagio c’è ma va spegnendosi».

Per un periodo o in modo strutturale?

«È un trend in tutta Italia: è incoraggiante».

Davanti a noi però c’è l’estate, ci sono i viaggi.

«Partiamo da cosa accadrà a maggio. Oggi stimiamo il 42% di protetti, arriveremo al 45% e al 50% a giugno. Di conseguenza si ridurrà ancora l’Rt. Ed è fondamentale per rendere l’Italia un paese dal punto di vista turistico sicura. È il primo criterio per cui si possano ipotizzare arrivi turistici. Dopodiché è saggio che in questa fase iniziale si autorizzi la libera circolazione solo per chi non è pericoloso né per sé né per gli altri. Dare questo vantaggio a una categoria di persone, come ipotizza l’Europa con i pass, è una scelta importante per il comparto del turismo».

Cosa accadrebbe se ci fossero arrivi senza controlli?

«In queste condizioni il contagio avviene con intensità non trascurabile. La dimostrazione è che sul territorio c’è una quantità di infetti enorme: quelli registrati sono 400mila. L’epidemia è in corso. Affinché anche i contagi scompaiano ci vorranno ancora un paio di mesi, stanno scendendo dell’1-2 per cento al giorno. Scendono lentamente. Occorre ancora attenzione, a maggio e a giugno, poi vedremo cosa fare durante l’estate. Il 50% dei vaccinati è un numero altissimo ma non ci dà ancora la sicurezza per tornare alle abitudini pre Covid».

Quando possiamo dirci sicuri?

«La sicurezza c’è quando il numero di infetti crolla a valori molto bassi come è successo in Israele. Alla fine del lockdown dell’anno scorso gli infetti registrati erano 12mila, a settembre 50mila, ora siamo a 380mila. Sono oggi numeri molto più alti del passato: questo numero deve scendere in modo sostanziale. Non scenderà però a zero per un motivo molto semplice: le giovani generazioni non saranno vaccinate ancora per molto tempo e sono molto attive socialmente. L’età media dell’infezione è scesa verso i 41 anni. Dunque l’impatto sul sistema sanitario (e il rischio individuale) è ridotto ma il potenziale di contagiosità nei confronti delle persone non vaccinate è ancora molto alto. Dovremo tenere un livello di attenzione per evitare che ci siano riprese di contagio per popolazione di età medio alta: per arrivare a vaccinare il 100% dei sessantenni ci vorrà ancora un po’ di tempo perché sono molti milioni».

Quindi il messaggio qual è?

«Ci avviciniamo all’estate con numeri positivi che ci incoraggiano a pensare che ci avviciniamo a una quasi normalità». —

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