Ristoranti, la Regione: "Si può mangiare solo dove i tavoli sono esposti all'aria aperta". Resta il no nelle stanze

Intepretazione meno restrittiva della norma anche in Toscana, come in Emilia Romagna, Marche e Veneto: salvi  verande e dehors

In un ristorante toscano è consentito mangiare al coperto purché sia all'aperto. Insomma: verande e dehors sono salvi. Possono essere utilizzati per il pranzo e per la cena. Il chiarimento del Decreto Riaperture viene da parte di Leonardo Marras e di Matteo Biffoni. E ne beneficiano soprattutto gli stabilimenti balneari e i ristoranti della costa che provano a far decollare la stagione turistica.

Una settimana fa l'assessore regionale all'economia e il presidente regionale di Anci hanno spedito una lettera a tutte le amministrazioni comunali indicando come comportarsi nei controlli dei ristoranti. Questo in poche parole il contenuto della missiva: i clienti sono autorizzati a mangiare negli spazi che hanno un continuo ricambio d'aria. Cioè è consentito pranzare e cenare nei dehors e nelle verande purché abbiano le finestre e le vetrate aperte e sia garantito il ricambio d'aria continuo.

Occhio però: rimane il no nelle stanze, anche se aperte su un lato.

Come spiega l'assessore regionale Marras: «Abbiamo inviato, congiuntamente ad Anci Toscana, la nota di interpretazione del decreto perché tutti i Comuni abbiano lo stesso comportamento nei controlli. Nei locali al coperto dove c'è un ricambio d'aria continuo si può mangiare».

Dunque, stando all'interpretazione di Regione e Anci Toscana, il decreto governativo non sarebbe così perentorio: non sarebbe vero che si può pranzare o cenare solo all'aperto, ma anche al coperto dove c'è un continuo ricambio d'aria. Bene precisare che la nota interpretativa di Regione e Anci non è il tana libera tutti per pranzare e cenare ovunque, ma è un passo avanti in questa direzione, di più, anticipa in qualche modo quelle che sono le richieste dei ristoratori.

Già ieri Confcommercio Toscana, infatti, proponeva un cambio di passo. Il direttore Franco Marinoni chiedeva: «Chi non ha spazi all'aperto ma può areare gli spazi interni grazie a finestre o pareti movibili, deve poter lavorare lo stesso. Tra l'altro i nostri protocolli di distanziamento sociale e igiene all'interno dei locali sono molto sicuri».

La proposta di Confcommercio alla Regione era questa: utilizzare gli spazi con due lati apribili o che permettano di arrivare al 50% delle pareti aperte. Il vicedirettore regionale di Confcommercio Gianni Picchi aggiungeva: «Da un provvedimento del genere saranno favoriti i ristoranti di quasi tutti i 900 stabilimenti balneari e un terzo dei 15mila ristoranti distribuiti sul territorio regionale». Ma Regione e Anci sono stati più svelti. Con una lettera di una settimana fa hanno anticipato le mosse di Confcommercio, amdando sulla linea di Veneto, Emilia Romagna e Marche .

«A differenza di queste regioni noi – spiega Marras – non abbiamo ritenuto ci fosse bisogno di un atto. Disciplinare in modo puntuale il mangiare nei ristoranti sarebbe stato sbagliato perché rigido e difficilmente comprensivo di tutti i casi possibili. Tra l'altro non sarebbe nostro compito ma del Governo che via via pubblica Faq di chiarimento». —

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