Auguri Leonardo. «Ma il mio regalo datelo ai poveri»

Nello e Cinzia Del Basso, i genitori di Leonardo, al loro banco di frutta e verdura

Capannori, il gesto di un ragazzo che compie 17 anni

Alla classica domanda dei genitori «cosa vuoi per il tuo compleanno?» ha risposto «niente», aggiungendo poi un «per me». È una una storia di solidarietà al tempo del Covid quella che arriva da Gragnano, frazione del comune di Capannori. Protagonista un’intera famiglia: il babbo Nello Del Basso, la mamma Cinzia e poi lui, il figlio Leonardo, colui che ha rinunciato al regalo.

Leonardo è uno studente di 17 anni che frequenta il terzo anno dell’istituto tecnico agrario con i sogni, i desideri di un ragazzo della sua età. Ma anche con una sana dose di altruismo. Il 4 maggio, nel giorno del suo compleanno ha voluto seguire l’esempio dei genitori che gestiscono sulla via Pesciatina un’azienda di frutta e verdura. E che da mesi regalano ogni settimana cibo ai poveri. Così Leonardo ha chiesto che il suo regalo diventasse una donazione, sotto forma di prodotti per la Mensa della Solidarietà di Segromigno in Monte. La sua generosità ha permesso di arricchire ulteriormente la raccolta della frutta e della verdura per i più bisognosi, con una cassetta di insalata, patate e fragole.

Quella parola, ulteriormente, si spiega con il fatto che quello di Leonardo è un gesto che ne segue altri, con protagonisti proprio i genitori. Perché l’adagio per cui il frutto non cade mai lontano dalla pianta in questo caso è vero, ma nel senso migliore.

«Un bel gesto che ci rende orgogliosi – racconta il padre Nello – abbiamo deciso questa iniziativa quando ci siamo chiesti cosa potevamo fare per aiutare chi è stato meno fortunato di noi, che abbiamo potuto lavorare anche durante il lockdown, essendo il nostro un settore di vitale importanza. Mia moglie tramite una conoscente è entrata in contatto con la mensa solidale di Segromigno e per dieci settimane abbiamo messo da parte patate, frutta, insalate e altri prodotti in cassette da consegnare agli organizzatori della mensa».
Il progetto proposto dai Del Basso, ribattezzato dai volontari “10 per la Mensa”, è iniziato il 23 gennaio e per dieci settimane ogni sabato sono state preparate e consegnate cassette con frutta e verdura a chilometro zero più caffè, focacce, pasta e dolci per le famiglie che stanno attraversando un momento difficile. «Per il suo compleanno – continua il padre – gli ho chiesto cosa gli sarebbe piaciuto e lui ha risposto che non voleva niente ma che il suo regalo fosse una cassetta di ortaggi e frutta per i più bisognosi. Un gesto semplice che non volevamo pubblicizzare, per noi era normale. Ma i gestori della mensa hanno voluto ringraziarci pubblicamente e ciò ci ha fatto molto piacere».

Paolo Cecchini è il coordinatore della mensa parrocchiale: «Riceviamo tante donazioni da benefattori, dai cittadini alle aziende come quella di Nello e Cinzia Del Basso, che continuerà a donarci frutta e verdura a chilometri zero grazie anche al gesto del figlio Leonardo, una storia che fa pensare quanto i nostri ragazzi siano attenti alla solidarietà. Un grazie di cuore da parte di tutte le persone che riusciremo ad aiutare con il suo regalo. Oltre a prodotti freschi abbiamo ricevuto anche del vestiario lavato, stirato e impacchettato, destinato agli utenti del Centro d’ascolto di Segromigno in Piano».

La Mensa della Solidarietà di Segromigno in Monte è nata nel luglio 2016 per preparare la cena della domenica alle persone che hanno bisogno di aiuto. «Da subito abbiamo pensato che potevamo e dovevamo fare di più, e grazie all’aiuto di persone come Leonardo ci stiamo riuscendo. Una catena della solidarietà che ogni giorno si allunga sempre più». Con la pandemia il numero di persone che si rivolgono alla mense per un pasto caldo è raddoppiato. «I numeri parlano chiaro – spiega Cecchini, portavoce del gruppo di volontari che ogni domenica si mette ai fornelli per chi ha bisogno – e fotografano un servizio che nel primo lockdown ha toccato punte di 80 pasti al giorno e si è andato assestando negli ultimi mesi, intorno a 60 al giorno, mentre in era pre-pandemia le esigenze si aggiravano intorno ai 25-30 pasti giornalieri. Il Covid ha sicuramente acuito le necessità del territorio e sono cresciute le persone in stato di bisogno, extra-comunitari, pensionati e famiglie, anche persone che stavano bene fino a poco tempo fa. Il numero dei poveri è aumentato e serve uno sforzo maggiore nell’organizzazione dei pasti che cuciniamo nella nostra sede e consegniamo al punto di smistamento a Lucca». —

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