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Vaccini in Toscana. I saltatori di fila, le clientele, i ritardi e le giravolte sui fragilissimi: i motivi di una campagna in ritardo cronico

Giani in visita ad un centro Vaccini

Il racconto, passo dopo passo, degli errori che finora hanno condizionato la campagna di vaccinazione nella nostra regione: si comincia a fine 2020 con poche dosi e la scelta di “categorie protette” 

FIRENZE. C’è un peccato originale da cui la Toscana non sembra riuscire a redimere il suo piano vaccini. Un errore che la condanna al ruolo di Achille che rincorre la tartaruga. Come nel paradosso di Zenone, la costringe da mesi ad uno sfiancante e inutile inseguimento. È racchiuso in una voce in fondo a un grafico di istogrammi e in un paio di corsie preferenziali di cui da settimane le opposizioni chiedono conto al presidente della Regione, Eugenio Giani. “Altro”, in questa formula vaga, usata per nulla di definito e definibile, ormai tecnici, esperti, perfino il Nas dei carabinieri e il presidente del Consiglio Mario Draghi hanno individuato la mamma di tutti i ritardi accumulati nelle vaccinazioni in Toscana e in altre regioni che hanno adottato scelte simili. «Platee allargate di personale sanitario. Ma con quale coscienza si può vaccinare un giovane di fronte a un anziano a rischio», ha tuonato Draghi a fine marzo e poi di nuovo il 9 aprile bacchettando le regioni indietro con la protezione degli over 80. Fra queste, ovvio, pure la Toscana.

I SANITARI ALLARGATI


Ma andiamo con ordine. La campagna vaccinale parte il 27 dicembre 2020 con il V-day, un giorno simbolico: 620 dosi e i primi a provare l’ebbrezza della liberazione sono medici, infermieri e operatori sanitari negli ospedali e pure qualche ospite e operatore nelle Rsa. Perché questa è l’indicazione arrivata dal ministero della Salute e dal commissario Domenico Arcuri: priorità al personale sanitario, Rsa e, dopo, agli over 80. Solo che fra i lavoratori della sanità, pubblica e privata, viene ricompreso di tutto: amministrativi, nutrizionisti, medici liberi professionisti, fisioterapisti, dentisti privati, studenti al terzo anno di università , manutentori e giardinieri degli ospedali. Quella non-categoria (“altro”) piano piano diventata un settore ampio, molto ampio, tanto che adesso conta 256mila persone del 1.354.237 che hanno ricevuto il vaccino. A metà febbraio, quando l’Emilia Romagna avrà già vaccinato 60mila over 80, la Toscana sta ancora trattando con i medici di famiglia, a cui ha deciso di affidare la vaccinazione degli ultraottantenni. Serviranno giorni prima di partire. Ma soprattutto non si parte ancora perché le dosi si sono utilizzate per “altro”.

CATEGORIE E CLIENTELE

Nel frattempo, il piano di priorità di Arcuri indicherebbe, dopo gli ultraottantenni, gli over 60, gli estremamente vulnerabili e poi insegnanti e personale scolastico. In terza battuta lavoratori dei servizi essenziali come le forze dell’ordine e le carceri. Spunta pure una circolare del ministero della Giustizia (e poi di quello della Salute) che perora la vaccinazione nei tribunali. In Toscana, nel frattempo, arriva Moderna, le dosi sono poche e si pensa di dare copertura ai volontari del 118, ricomprendendoli fra il personale sanitario. Ma a marzo un servizio delle Iene denuncerà il fenomeno dei salta-fila anche fra i volontari e soprattutto degli imbucati. Un fenomeno su cui la procura di Firenze ha fatto scattare un’inchiesta e una perquisizione dei Nas in Regione, dove i carabinieri hanno acquisito proprio gli elenchi di tutti quelli inseriti nella voce “altro”. Dentro scoprono anche maestri di tennis e di trombone: sono stati considerati “personale scolastico”, che nel frattempo si è iniziato a vaccinare con AstraZeneca, impossibile da utilizzare per gli anziani poiché il preparato all’epoca viene limitato da Ema e Aifa agli under 65. Siamo a febbraio, il 13 si insedierà il governo Draghi, ma prima di riannodare il filo della campagna vaccinale passeranno settimane, così in Toscana, il 19 febbraio, il vaccino della casa anglo-svedese viene reso disponibile anche per gli avvocati.

Proprio pochi giorni fa Il Tirreno ha potuto documentare che a favorire il loro inserimento nella campagna si sono attivati anche i lobbisti. C’è un messaggio Whatsapp rimbalzato nelle chat dei principi del foro di mezza Toscana e diventato oggetto di un’interrogazione di Fratelli d’Italia a testimoniarlo. L’ha spedito un mittente ancora sconosciuto e, oltre ad avvertire gli avvocati dell’imminente apertura del portale, sollecita «un ringraziamento anche a Jacopo che grazie a un suo amico ha parlato anche lui oggi in Regione con chi di dovere...».

I PRIMI SARANNO GLI ULTIMI

Non c’è quasi traccia del vaccino per i fragilissimi fino al 23 marzo, quando si sceglie il click day. Per 65mila registrati ci sono in palio 15mila dosi. Poi, ad aprile, addirittura la suddivisione in categorie A e B, la prima da chiamare e la seconda che può prenotare. Anche se poi si tornerà alla prenotazione sul sito per tutti. Non solo. Da giorni tengono banco tabelle e report della Fondazione Gimbe che piazza la Toscana all’ultimo posto negli over 80. Aprile dovrebbe essere il mese della svolta, ma le case farmaceutiche non mantengono ciò che hanno promesso. AstraZeneca invia un terzo di ciò che dovrebbe, Johnson&Johnson si è appena affacciato sulla scena e Moderna è una goccia nel mare. L’unica azienda affidabile è Pfizer-BioNTech. Che però va dirottata tutta nella rimonta over 80 . Così fino al 25 aprile anche la campagna per gli over 70 procede a rilento. Nel frattempo molte regioni sono già passate agli over 60. Noi ci siamo arrivati ieri ma solo agli over 65. Di rincorsa, ancora una volta assillati dalle classifiche. Dove siamo ancora gli ultimi della fila. Fragilissimi, over 80 e over 70 dovevano essere i primi, sono stati gli ultimi. —

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