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Vaccini, Toscana ultima sui sessantenni. Un report convince Giani ad accelerare: ecco quando si passerà agli over 60

Cambio di strategia della Regione e così si va verso un nuovo click day. Anche i settantenni senza internet potranno prenotare con il numero verde. Tutte le novità e nell'articolo anche lo studio con la classifica fra regioni

FIRENZE. È bastata una fila di istogrammi ieri a far cambiare passo alla campagna vaccinale in Toscana. Un grafico a barre planato nelle chat dello staff di Eugenio Giani con dati che sembrano il replay del film già visto sugli ultraottantenni: la regione ultima nella classifica nazionale sulle prime dosi ai 60-69enni, coperti solo per il 15,3 per cento. Una fotografia scattata dall’ultimo report di monitoraggio stilato da Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi alle regioni) e la Scuola Sant’Anna di Pisa sull’andamento delle somministrazioni. Uno spaccato ancora una volta impietoso soprattutto nel confronto con le prime della classe, come la Provincia di Bolzano e la Valle d’Aosta, dove hanno già ricevuto la prima iniezione il 59,6 e il 51,9 per cento dei sessantenni, ma pure rispetto a Campania, Lazio e Liguria, dove la quota di protezione oscilla fra il 44 e il 40 per cento.

CAMBIO DI STRATEGIA


Un dossier che finisce sotto gli occhi del presidente nemmeno un’ora dopo l’ultima riunione con la task force regionale e lo convince a rivedere i piani. Niente più vaccini solo agli over 70, è l’ordine che arriva in assessorato. La Toscana deve dirottare parte delle fiale in arrivo anche sui sessantenni. Anche a costo di dover varare un nuovo click-day dopo aver inaugurato la stagione delle “agende lunghe” con gli appuntamenti prenotabili fino a fine maggio. Per farlo il presidente chiede di rendere disponibili per le persone con un’età compresa fra i 65 e i 69 anni le 9.600 di Johnson&Johnson appena arrivate. Verranno messe “in palio” sul portale domani, con l’apertura della piattaforma prevista in mattinata o al massimo nel primo pomeriggio. Non sarà facile intercettare un posto. A fronte di neppure 10mila dosi in quella fascia d’età la Toscana conta 219.688 candidati. Se domani si riunissero tutti in contemporanea sul sito a caccia del vaccino è chiaro che moltissimi potrebbero rimanere delusi. Un azzardo, dunque? Un nuovo click-day che rischia solo di ritorcersi contro l’immagine della Regione?



VIA AGLI OVER 60 (FORSE)

Questa volta no, assicurano in assessorato. «Con più vaccini a disposizione – dice Giani – saremo in grado di dare anche a tutti gli over 60, così come oggi è per i settantenni, la possibilità di programmare un appuntamento, rendendo rapidamente la Toscana sicura». Stavolta quello del presidente sarebbe un rischio calcolato, non un tuffo in avanti basato soltanto sulle promesse di forniture del generale Francesco Figliuolo, atteso in Toscana forse già nel fine settimana. Intanto perché ci sono alcuni numeri sulla campagna per i settantenni che sembrano offrire lo spiraglio per un allargamento della campagna anche ai sessantenni. Da venerdì, cioè da quando il portale di prenotazione (prenotavaccino.sanita.toscana.it) è aperto a lungo termine per gli over 70, con appuntamenti che vanno fino alla fine di maggio, su 260mila prime dosi attese da Pfizer, ne sono state fissate 32mila dai settantenni e 41mila dai 60mila fragilissimi che ieri hanno ricevuto l’sms con il codice di prenotazione. Ne restano 187mila ancora libere. «Finora abbiamo vaccinato circa 256mila settantenni su una platea di 410mila – spiegano dall’assessorato – E, nonostante le agende sulla piattaforma siano aperte da giorni, non registriamo più il boom di utenti di una o due settimane fa. Crediamo di aver raggiunto ormai tutti i settantenni in grado di prenotare online o di farsi aiutare da figli o parenti».

NUMERO VERDE

Per questo da domani la Regione aprirà il numero verde (800.117.744) usato per l’assistenza alla prenotazione con gli over 80 anche ai settantenni. «Dopo i primi due o tre giorni dovremmo farci un’idea su quanti ne restino davvero ancora da vaccinare. Ma se rimanessero libere ancora scorte Pfizer, allora le metteremmo a disposizione anche per gli over 65». Non solo. Sono appena arrivate 113mila dosi di AstraZeneca. Per ora restano nei frigo per garantire i richiami da fare dal 6 maggio a chi ha fatto la prima iniezione con il preparato di Oxford tre mesi fa. Ma il 20 maggio dovrebbero arrivarne altre 20mila, e anche quelle potrebbero essere destinate ai sessantenni.

BADANTI E CAREGIVER

Più complicato sperare in una nuova consegna di Johnson&Johnson. Dalla casa americana del monodose, in fondo, questa settimana ci si aspettavano 18mila dosi, ne sono arrivate poco più di 9mila. S’è rifatta invece viva Moderna. E da ieri dà la possibilità di vaccinarsi a 28mila caregiver, badanti o tutori indicati dai fragilissimi al momento della registrazione. Alle 18, ieri, erano già 1.653 le persone ad aver scovato un posto in un hub vaccinale. Una rete che soprattutto nella Toscana centro si sta allargando, ricorrendo perfino alle case del popolo. —

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