Bonus vacanze, aderiscono 3.145 strutture in Toscana. E c’è il portale

Daniele Barbetti

Il cliente paga solo il 20% del conto. A chiarire le norme è il presidente di Federalberghi regionale

«Molti pensano che grazie al Bonus vacanze il soggiorno non si paghi. Non è così», esordisce Daniele Barbetti, presidente di Federalberghi Toscana, che a proposito del contributo statale a sostegno del turismo precisa: «La misura è stata inquadrata come supporto alle imprese, quando invece si rivolge alle famiglie. Il credito d’imposta scoraggia gli albergatori, che non hanno alcun obbligo di accettare il bonus. E dubito che verrà rifinanziato perché la quota di non-speso a disposizione è notevole». Secondo il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, infatti, dei 2,6 miliardi previsti ne sono stati spesi solo 820 milioni.

Sono 3.145 le strutture ricettive toscane che aderiscono al Bonus vacanze. Agriturismi, alberghi e bed & breakfast, campeggi e villaggi hanno comunicato l’adesione su bonusvacanze.italyhotels.it, il sito di Federalberghi realizzato in collaborazione con la direzione generale turismo ministero. Per sapere in anticipo se la mèta scelta per il soggiorno accetta o meno il voucher è sufficiente scegliere il tipo di struttura e cliccare su “cerca”, e quindi spuntare la voce “accetta Bonus vacanze” alla voce “servizi” nel menu a sinistra.


«Il bonus copre l’80 per cento della spesa, il 20 per cento verrà restituito al cliente in dichiarazione dei redditi ma va prima pagato all’albergatore. Allo stesso modo chi usa il voucher – che va speso tutto in una volta – per pagare un soggiorno di importo inferiore al bonus, di fatto “regala” la differenza», ricorda Barbetti ai futuri clienti. Aggiungendo poi che «l’utilizzatore dev’essere un componente del nucleo familiare al quale appartiene chi ha fatto richiesta del contributo». Per evitare brutte sorprese bisogna conoscere il meccanismo del Bonus vacanze, così come bisogna accertarsi che la struttura scelta aderisca.

«L’albergatore eroga un servizio ma riceve in quel momento solo una parte del denaro corrispondente. Recupera il resto sotto forma di credito di imposta fra i 15 e i 30 giorni dopo», dice ancora il presidente dell’associazione di categoria spiegando il paradosso, basato sul meccanismo della compensazione del credito, che disincentiva i suoi associati: «Per come è fatta la legge è possibile che, anche nel mese successivo rispetto alla prestazione, l’albergatore non incassi lo sconto che ha anticipato. Ecco perché Federalberghi ha stretto un accordo con Poste Italiane per velocizzare la cessione del credito».

La stagione nel frattempo è partita, almeno nelle località balneari. «Entro maggio il 30-35 percento delle strutture ricettive saranno pronte, a salire progressivamente fino a metà luglio quando saranno quasi tutte aperte. Non sono escluse aperture a settembre soprattutto nelle città d’arte, rimaste orfane del mercato internazionale», prevede quindi Barbetti, che conclude: «Noi ci prepariamo a ripetere gli standard di accoglienza sicura dimostrati l’anno scorso (e riassunti in un manuale omonimo, ndc), e invitiamo i turisti a viaggiare in Italia a sostegno dell’economia nazionale». —



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