Pitti torna “dal vivo” e apre la stagione

Tre fiere organizzate in 50 giorni: su il sipario il 28 giugno con la sezione Filati, si prosegue il 30 con le sfilate Uomo e Bimbo

FIRENZE. Si possono organizzare tre fiere in 50 giorni quando prima ci volevano sei mesi? Miracolo post-Covid di Pitti Immagine che, per cinque giorni, trasformerà Firenze nella capitale della moda. Zona gialla permettendo. Su il sipario per il ritorno “dal vivo” di Pitti Uomo e Pitti Bimbo alla Fortezza da Basso (dal 30 giugno al 2 luglio) e per il nuovo format di Pitti Filati alla Stazione Leopolda (dal 28 giugno al 30 giugno). Le prime ad andare in scena saranno rocche e lane colorate per i maglioni che indosseremo nell’inverno 2022 / 2023 riannodando quei fili preziosi che non si toccavano dal gennaio 2020, l’ultima volta dei saloni in presenza prima che scoppiasse la pandemia. Era il 22 gennaio, inaugurazione di Pitti Filati: tra gli stand dei produttori ci s’interrogava su quel virus sconosciuto di cui arrivava notizia dalla Cina.

CORSA CONTRO IL TEMPO


Complice l'ultimo decreto nazionale che consente la riapertura dei saloni internazionali dal 15 giugno, Pitti Immagine ha da poco formalizzato il calendario delle date fisiche dei saloni estivi condensandolo in cinque giorni. E a debuttare, saranno le produzioni dei filati che solitamente chiudevano la stagione fieristica targata Pitti. Una corsa contro il tempo ma non un’impresa impossibile. «Bisogna essere coscienti che non si potranno replicare i numeri e le presenze del passato anche per le tempistiche dell’organizzazione – sottolinea l’amministratore delegato di Pitti Immagine Raffaello Napoleone - I nostri saloni si organizzano di sei mesi in sei mesi. Nessuna preoccupazione: la mia è un’analisi oggettiva».

UN TERZO DELLE AZIENDE

Dimenticate la pattuglia di 1.200 espositori da tutto il mondo che Pitti Uomo aveva radunato a gennaio 2020. Ricordo dell’era pre-Covid anche i 136 marchi presenti all'ultimo Pitti Filati. Durante la pandemia, le fiere di Pitti si erano spostate sulla piattaforma digitale grazie alla formula Pitti Connect. Ma dal vivo è tutta un’altra musica: in particolare, per Pitti Uomo la tre giorni a cavallo di fine luglio e i primi di luglio sarà un’edizione molto attesa, la numero 100. Gli organizzatori puntano ad avere un terzo del numero abituale di espositori. «Se riuscissimo ad arrivarci sarebbe un ottimo risultato compatibile con la nostra tempistica – sottolinea Napoleone - Le nuove date dei saloni sono il frutto anche di un approfondito confronto con le organizzazioni internazionali dei grandi appuntamenti di moda e in particolare con il sistema italiano, in modo da evitare sovrapposizioni e costruire un calendario con una logica di mercato». E in una logica di mercato, il marchio che produce capi da maglieria potrà andare a scoprire nello stesso periodo le collezioni dei filati. Sì perché il Pitti Uomo aprirà le porte nell’ultimo giorno del Pitti Filati, il 30 giugno. Se si pensa che il 6 luglio si spalancheranno i cancelli di Milano Unica con i tessuti in vetrina, allora in dieci giorni il sistema moda “made in Italy” avrà segnato tutte le tappe principali.

IN FIERA CON IL TAMPONE

Difficile un pronostico sulle presenze in fiera vista le limitazioni sugli spostamenti oltreoceano. Di certo non si faranno vedere i compratori orientali, impossibilitati a muoversi. Ma i protocolli di sicurezza saranno rigidi con il tracciamento digitalizzato degli ospiti, green pass o tamponi rapidi all’ingresso per garantire accessi in sicurezza. Su questo è chiaro Claudio Marenzi, presidente di Pitti Immagine. «Siamo consapevoli delle responsabilità che, tornando per primi al formato fisico delle fiere, abbiamo nei confronti dell’intero settore moda e delle istituzioni». —

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