144 anni di noi: testimoni di una grande storia

Il compleanno del Tirreno in sei prime pagine, da quella del 29 aprile 1877 alla speranza per il 2021

Questo è un giornale che ne ha viste di tutti i colori, anche quando era in bianco e nero. Ha raccontato piccole e grandi storie degli ultimi 144 anni, giorno dopo giorno, in ogni comunità del territorio che si affaccia sul mare da cui prende il nome. È sopravvissuto anche al plotone d’esecuzione di un editore che, alla soglia del centenario, l’aveva comprato perché dava fastidio al concorrente di sua proprietà. È un giornale che ha come padre nobile un garibaldino, Giuseppe Bandi, per il primo parto, quello del 29 aprile 1877. E tanti padri ancor più nobili per la rinascita del 1976: quelli che presero le loro liquidazioni post licenziamento e con quei soldi fecero vivere questo quotidiano destinato alla scomparsa.
 
Il Tirreno, va detto, è un giornale che ha subìto più di un tradimento nel corso della sua lunga vita ma ha sempre saputo ritrovare l’abbraccio di quelli che gli vogliono davvero bene. Oggi è il giorno della torta e delle candeline: ne dobbiamo spegnere 144 e lo facciamo con orgoglio, perché il compleanno è un modo per guardare avanti, con una storia quotidiana da raccontare con lo stesso impegno di quello che emerge dalle decine di migliaia di edizioni che dal 1877 vanno in edicola e, adesso, anche su pc e smartphone. Il futuro che si intreccia con la tradizione. 
 
Ho scelto, non senza fatica, sei prime pagine per raccontarne un’infinità. La prima, doverosamente, è quella che ha dato origine a tutto, è il primo passo di una grande storia. La testata è quella del Telegrafo, a più riprese questo giornale si è chiamato così, in una sorta di staffetta con Il Tirreno, il nome ormai consolidato. Ho tralasciato le pagine più antiche e ho scelto la prima cosa bella collettiva dopo la fine della guerra, il Mondiale di calcio del 1982. Quel giorno l’Italia riscoprì il tricolore e la voglia di far festa insieme. Per chi l’ha vissuta, la notte dopo il 3-1 alla Germania, sa che sarà impareggiabile. Perché era il trionfo di chi non aveva mai sperato di viverla una notte così. Capimmo che non c’erano sogni impossibili. E poi c’è la copertina del crollo del Muro di Berlino, fine simbolica dell’incubo guerra fredda con l’avvio di radicali cambiamenti. In quella copertina si affaccia già un tema ancora attuale, quello delle infrastrutture, con una fra le tante liti sul percorso della Tirrenica. La quarta è dedicata a un grande livornese, Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica eletto nel 1999 al primo scrutinio. Accanto a questa, la prima pagina sull’addio alla lira. Infine, la sovracopertina dell’ultimo giorno del primo annus horribilis del Covid. Voleva essere una prima pagina augurale, un atto di speranza per il 2021 e anche oltre. Per guardare avanti da testimoni di una grande storia che ogni giorno scriviamo guardando negli occhi il lettore. 144 anni di noi, con orgoglio e con un solo padrone, chi ci legge. In alto i calici, il compleanno del Tirreno è il compleanno di chi gli vuol bene. —
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