Scandalo rifiuti, è caccia a nuove zone inquinate dai fanghi di conceria

Nel mirino altri siti in Toscana contaminati dal cromo: gli indizi emersi durante le perquisizioni  

La caccia ai cantieri che hanno ricevuto le terre di riempimento della ditta Lerose è appena iniziata.

L’esempio più clamoroso resta per ora la strada regionale 429 nell’Empolese. Ma carabinieri forestali e del Noe (nucleo ambientale) hanno ampliato il raggio d’azione per cercare anche in altri siti le ceneri dei fanghi di conceria (Keu) uscite dall’impianto ex Ecoespanso di Santa Croce sull’Arno. Quelle polveri, miscelate ad altri rifiuti da demolizione nel piazzale di Francesco Lerose a Pontedera, potrebbero essere state usate come materiali di riempimento anche se ancora contaminati con cromo, arsenico e altri metalli pesanti. Ne sono convinti gli investigatori, coordinati dal pm della Dda Giulio Monferini, impegnati a seguire nuove piste, emerse anche grazie agli indizi raccolti durante le perquisizioni effettuate agli indagati nel corso degli arresti.


IN SILENZIO DAL GIUDICE

Ma più che rispondere al gip gli indagati si preparano a chiedere il dissequestro dei conti correnti bloccati dal giudice delle indagini preliminari per un importo di circa 20 milioni, tra liquidità e impianti di lavorazione di inerti a Pontedera e Bucine (Arezzo).

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere gli indagati convocati ieri per l’interrogatorio di garanzia nell’inchiesta per corruzione e smaltimento abusivo di rifiuti con l’aggravante dell’associazione a delinquere. Epicentro Santa Croce e i suoi fanghi da smaltire a tutti i costi, meglio se bassi. Diramazione Firenze, sede della Regione, per ottenere dai politici un aiuto.

Dal gip Antonella Zatini si sono presentati solo i legali per far mettere a verbale la volontà dei clienti di restare in silenzio in attesa di studiare le carte. Sono alte le probabilità che della stessa scelta facoltà si avvalgano oggi e nei prossimi giorni anche altri indagati con una misura cautelare, dai domiciliari all’interdizione. Il senso delle decisioni è che la complessità di un’inchiesta durata quasi quattro anni non può essere affrontata in un interrogatorio senza prima aver avuto conoscenza degli atti suddivisi in 45 faldoni.

RICORSO CONTRO I SEQUESTRI

In corso di preparazione al Tribunale del Riesame i ricorsi contro i sequestri dei conti correnti di persone fisiche e società. Il termine scade domenica 25 e la festività fa posticipare a lunedì la scadenza.

IL MINISTRO RISPONDE

Intanto l’inchiesta esce da palazzo di giustizia e arriva in parlamento. Rispondendo a un’interrogazione del deputato Edoardo Ziello (Lega) il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ripete quello che è già uscito sui giornali: «Il materiale utilizzato per la realizzazione della pista presso l’aeroporto di Pisa, nel sottofondo, risulta contenere Keu, che rappresentava una potenziale fonte di contaminazione». Il ministro ha aggiunto che un procedimento di bonifica, per una parte della lottizzazione adibita a viabilità di cantiere, «è stato avviato nell’area Green Park a Pontedera e si è attualmente in attesa della rimozione della fonte primaria di contaminazione e messa in sicurezza d’emergenza».

I POZZI SOTTO CONTROLLO

Inoltre Arpat svolgerà su richiesta della Regione un campionamento dei pozzi privati a uso domestico, collocati in prossimità della strada regionale 429 nel tratto tra Empoli e Castelfiorentino. Da oggi i cittadini potranno fare richiesta di analisi delle acque del proprio pozzo per accertare il presunto inquinamento della falda. Il tratto interessato della Sr 429 fra Ponte di Candido nel comune di Empoli fino alla rotatoria di incrocio con via Samminiatese in località Belvedere, nel comune di Castelfiorentino.

COMUNE PARTE CIVILE

Al riguardo, visto il rischio di inquinamento delle falde acquifere, coi materiali di riempimento della strada 429, il Comune di Empoli è pronto a costituirsi parte civile nell’eventuale processo sullo smaltimento dei rifiuti ritenuto illegale dai pm. Il sindaco empolese Brenda Barnini afferma che «al momento non abbiamo particolari indicazioni che ci abbiano messo in allarme. Siamo ovviamente vicini ai cittadini e faremo tutto ciò che sarà necessario sia per avere informazioni attendibili che per andare verso un’estensione della rete dell’acquedotto». —

(ha collaborato Matteo Leoni)

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