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Reddito di emergenza: chi ne ha diritto, come si calcola e come fare domanda

Tre mesi di aiuti a chi non riceve altri bonus. La platea include chi ha terminato la Naspi. L'esperto: "Ci aspettiamo l'assalto e l'esito non è scontato"

Al via il conto alla rovescia per chiedere il Reddito di emergenza, prorogato dal governo fino a maggio con vincoli meno stringenti e con sussidi tra i 400 e gli 800 euro al mese (per tre mesi). Scade infatti venerdì 30 il termine ultimo per fare domanda, restano cioè 11 giorni lavorativi a partire da oggi per fissare un appuntamento con un Caf o un patronato (che hanno già le agende strapiene). Per fare da sé c’è il sito dell’Inps, ma è possibile – come dimostrano le recenti esperienze – che il portale venga sommerso dalla valanga di richieste dell’ultimo minuto.

Ecco allora come capire anzitutto se si ha diritto al Reddito e cosa portare al consulente fiscale (o davanti allo schermo del computer), e soprattutto quanti soldi si potrebbero ricevere.


COS’È IL REDDITO EMERGENZA E CHI NE HA DIRITTO?

Il Reddito di emergenza è una misura di sostegno economico istituita con il decreto Rilancio in favore delle famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza da Covid-19. Come per il Reddito di cittadinanza, il beneficiario della prestazione non è quindi il singolo richiedente ma l’intero nucleo familiare. Il Reddito d’emergenza vale per i mesi di marzo, aprile e maggio 2021. Hanno diritto al reddito le famiglie con un Isee più basso di 15mila euro, e con il nuovo decreto Sostegni anche coloro che hanno terminato di percepire la Naspi (rivolta ai lavoratori subordinati che hanno perduto involontariamente l’occupazione) e la Dis-Coll (prestazione a sostegno dei collaboratori coordinati e continuativi) tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 e hanno un Isee più basso di 30mila euro.

QUALI SONO I REQUISITI PER FARE DOMANDA?

Oltre a rispettare i limiti Isee indicati sopra, la persona che fa domanda deve risiedere in Italia e la sua famiglia deve avere un patrimonio mobiliare complessivo 2020 sotto i 10mila euro, soglia che aumenta di 5mila euro per ogni componente del nucleo familiare diverso dal richiedente fino a un massimo di 20mila euro, più altri 5mila se in famiglia ci sono disabili gravi o non autosufficienti. C’è poi la questione del valore del reddito familiare. Riferito a febbraio 2021, il valore del reddito familiare dev’essere più basso del Reddito d’emergenza che la famiglia potrebbe ricevere. Se la famiglia vive in affitto, la soglia di reddito per accedere al reddito aumenta di un dodicesimo del valore annuo di locazione, cioè aumenta per una cifra uguale a quella di un mese di affitto.

CHI NON NE HA DIRITTO? LE RAGIONI DI ESCLUSIONE

È importante tenere a mente una distinzione: chi fa domanda è una persona singola ma il Reddito d’emergenza si basa sull’Isee, che è uno strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie. Se da un lato allora è vero che il decreto Sostegni allarga la platea dei potenziali beneficiari del reddito, dall’altro rimane il fatto che il Reddito d’emergenza è una misura alternativa ad altri bonus.

Per mantenere il diritto al Reddito d’emergenza, nel nucleo familiare non devono essere presenti componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennità Covid per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo e dello sport. Non devono esserci neanche familiari con pensione o reddito di cittadinanza, pensione diretta o indiretta (escluso l’assegno di invalidità), o ancora stipendio da contratto di lavoro dipendente con retribuzione superiore al Reddito d’emergenza.

I lavoratori ex Naspi e Dis-Coll non devono avere un rapporto di lavoro subordinato attivo al 23 marzo 2021 (il contratto di lavoro intermittente invece va bene), niente co.co.co. e di nuovo niente familiari con reddito o pensione di cittadinanza.

QUANTO VALE? E COME SI CALCOLA?

Il Reddito d’emergenza va da un minimo di 400 a un massimo di 800 euro al mese, che possono diventare 840 solo se in famiglia ci sono disabili gravi o non autosufficienti. Viene quindi riconosciuto per un valore complessivo che va da 1.200 a 2.400 euro (aumentati a 2.520 euro con disabili gravi o non autosufficienti) relative alle mensilità di marzo, aprile e maggio.

Per calcolare il Reddito d’emergenza bisogna moltiplicare il numero 400 per il valore della “scala di equivalenza”. Se la famiglia è composta da una sola persona il valore è 1, si aggiungono poi uno 0,4 per ogni altro componente maggiorenne e uno 0,2 per ogni minorenne. Il massimo che si può raggiungere sommando questi valori è 2: se si “sfora” il massimo, il Reddito d’emergenza sarà sempre di 800 euro mensili. Se in famiglia c’è una persona disabile o non autosufficiente il massimo sale a 2,1 per un Reddito d’emergenza – come indicato sopra – di 840 euro. La scala di equivalenza non tiene conto dei soggetti che si trovano in stato detentivo, per tutta la durata della pena, o sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di un’altra pubblica amministrazione. Gli ex Naspi e Dis-Coll di cui sopra non devono fare nessun calcolo: per loro il Rem vale 400 euro al mese per tre mesi.

CHI DEVE FARE DOMANDA? E COME SI FA?

La domanda dev’essere rivolta all’Inps, esclusivamente online ed entro venerdì 30 aprile. Si può fare domanda da soli, tramite il sito dell’Istituto all’indirizzo www. inps. it cliccando sul riquadro “in evidenza” (bisogna avere il Pin oppure le credenziali Spid o Cie 3. 0), o ancora la si può affidare a un Caf oppure a un patronato.

Chi fa domanda dev’essere in possesso di una Dsu valida, cioè della “Dichiarazione sostitutiva unica” che contiene le informazioni anagrafiche, reddituali e patrimoniali necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare. Chi aveva già percepito il Reddito d’emergenza nel 2020 deve ripresentare la domanda: il decreto Sostegni non prevede il rinnovo automatico.

COME E QUANDO SI RICEVE IL CONTRIBUTO

Il beneficio è erogato attraverso un bonifico bancario/postale oppure accreditato su Libretto postale o bonifico domiciliato (pagamento in contanti presso gli sportelli di Poste italiane), secondo la preferenza espressa nel modulo di domanda. Sui tempi di erogazione l’Inps non si prende impegni, la speranza degli operatori dei Caf è che siano tempestivi, considerata la natura emergenziale della misura.

LA PAROLA ALL'ESPERTO

Ci aspettiamo l’assalto e l’esito non è scontato» assalto ma ci stiamo preparando per non lasciare indietro nessuno. Dovremo fare i conti anche con i contingentamenti anti-Covid delle nostre sedi. Il fatto è che – l’esperienza ci insegna – più o meno una domanda su due verrà respinta». Marco Manfredini, responsabile Inas (cioè l’Istituto nazionale assistenza sociale) Cisl della Toscana applaude a un Reddito di emergenza che «rispetto a quello dell’anno scorso è fatto in modo da includere più persone, fissa un Isee abbastanza alto e denota un miglioramento nella risposta alle esigenze delle persone», ma sottolinea: «La vera debolezza di questo provvedimento sono i tempi, un solo mese per fare domanda è troppo poco». Tutti dovranno fare domanda per il nuovo Rem, nessuno escluso. E con il rischio di un nuovo sovraccarico del sito Inps sono in moltissimi quelli che dal 7 aprile (giorno del via alle domande) si rivolgono a Caf e patronati, già oberati dalla campagna fiscale. Agli utenti abituali poi, con l’allargamento dei beneficiari, si sono aggiunti anche i nuovi lavoratori in difficoltà. «Già l’anno scorso Inas Toscana ha presentato diverse migliaia di richieste, prevediamo un incremento in questi ultimi giorni. Finora abbiamo servito il 30-35 percento dei potenziali percettori, ci aspettiamo una forte accelerazione», ribadisce Manfredini, con riferimento non tanto ai “ritardatari” quanto «ai disoccupati, coloro che pensavano che avrebbero potuto riprendere il lavoro e invece sono rimasti fermi». Persone, dunque, che potrebbero avere poca dimestichezza con queste procedure ma invece molta fretta di reperire la documentazione necessaria. È una corsa contro il tempo aggravata dal poco preavviso, e in cui il coronavirus mette i bastoni fra le ruote. «Vogliamo garantire a tutti il diritto di ricevere il sostegno, che anche se piccolo può essere importante», insiste Manfredini, che per facilitare le operazioni (e snellire le file) spiega: «Per avere il Reddito d’emergenza è fondamentale l’Isee, rilasciato dal Caf. Chi si presenta deve portare la denuncia dei redditi, i depositi bancari e la giacenza media del conto corrente. Poi il patronato si prende l’onere di trasmette la pratica. Tutto gratis». Di garantito però non c’è nulla. «Può succedere che l’Isee risulti troppo alto a causa del patrimonio immobiliare (un immobile ereditato, anche se non usato, contribuisce all’Isee, ndc), o ancora che un membro della famiglia abbia già ricevuto anche solo una delle indennità Covid per i lavoratori stagionali del turismo, dello spettacolo e dello sport. Se un membro ha già percepito un’indennità, tutta la famiglia è esclusa anche in presenza degli altri requisiti», precisa Manfredini. Che conclude: «La Toscana, in media con il Centro, l’anno scorso ha presentato circa il 20 percento delle domande sul totale nazionale. Una su due è stata respinta. Spero poi che Inps sia attrezzata meglio rispetto all’anno scorso anche sui tempi di erogazione: il reddito di emergenza va erogato con tempi di emergenza». — 

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