Scandalo rifiuti, test sulle acque e sui terreni: ecco come i conciatori preparano la difesa

Gli sviluppi della maxi inchiesta sull'inquinamento ambientale: via agli interrogatori di garanzia. Iniziato l'iter per le revoca dell'incarico all'ex capo di Gabinetto della Regione

Un campionamento delle acque in uscita dall’impianto di depurazione gestito dal consorzio Aquarno. E, in prospettiva, anche l’analisi dei terreni in cui sono state scaricate decine di migliaia di tonnellate di inerti per riempimenti stradali miscelate con il Keu, le ceneri di risulta dei rifiuti conciari. L’obiettivo è trasferire sul piano del contraddittorio su qualità e quantità degli inquinanti quella che sarà la futura dialettica processuale tra accusa e difesa riguardo alle contaminazioni di acqua e suolo. I prelievi dall’impianto che scarica nel torrente Usciana a Santa Croce sull’Arno sono già stati effettuati.

Più complessa, e non ancora decisa, la parte dei terreni. Ma il senso di una difesa che ancora deve mettere insieme le basi di un confronto appare quello di contestare l’illegalità degli sversamenti. O almeno fare leva su quel limbo che spesso è l’anima della burocrazia nel quale i primi a non dare certezze legislative sono proprio gli enti pubblici. Iniziati ieri gli interrogatori di garanzia davanti al gip di Firenze con Francesco Lerose – l’unico in carcere – le convocazioni proseguiranno tra oggi e fino a venerdì. Dopo l’imprenditore in cella toccherà a chi è finito ai domiciliari, a partire da moglie e figlio. Dovranno comparire Alessandro Francioni, ex presidente dell’Associazione conciatori, Piero Maccanti, direttore dell’organismo fino al gennaio 2019 e Aldo Gliozzi, direttore dal febbraio 2019. A seguire chi è stato colpito da misure interdittive. Contro il sequestro di pc e cellulare presenterà ricorso al tribunale del riesame Andrea Pieroni, il consigliere regionale del Pd, accusato di corruzione e difeso dall’avvocato Lorenzo Zilletti. Starebbe valutando il ricorso anche l’ex capo di gabinetto del presidente della Regione Ledo Gori (è iniziato l’iter per la revoca dell’incarico, ndr), difeso dal professor Enrico Marzaduri: anche Gori è accusato di corruzione. Nessun ricorso al tribunale del riesame invece del dirigente regionale, Edo Bernini, accusato di abuso d’ufficio e difeso dall’avvocato Gaetano Viciconte. Non c’è solo la volontà di dimostrare che quello che finiva in Arno non era di una tossicità fuori dalle regole. Quello che ha colpito gli indagati, e amareggiato i vertici dell’Assoconciatori, è l’accostamento alla ’ndrangheta. La Dda della Procura di Firenze aveva contestato l’aggravante mafiosa per Lerose, ma il gip l’ha esclusa. È lui, raccoglitore a prezzi ribassati del Keu dall’impianto di Santa Croce, che in un’altra inchiesta viene accusato di avere legami con esponenti ’ndranghetisti. A una ditta, sede nel Mugello, la Cantini Mario di Vicchio controllata per gli inquirenti dalla cosca Gallace, l’imprenditore con impianto anche a Pontedera forniva materiale per riempimenti stradali a costo zero o a un prezzo simbolico.

«La ’ndrangheta con le concerie non c’entra niente» spiega il difensore di uno dei principali indagati dell’inchiesta sottolineando che i rapporti tra Aquarno e Lerose si sono interrotti da tempo. Da oltre due anni, almeno. Sul Keu aggiunge «che è lo stesso materiale che tutt’oggi viene portato in Lombardia». Che il Keu fosse una croce per i conciatori lo dimostrano le adrenaliniche consultazioni con chi avrebbe potuto smaltirlo. E in parallelo gli incontri in Regione dopo la diffida del dicembre 2018 perché il rifiuto non rispettava i test. Qualche giorno prima era stata Arpat a contestare ad Aquarno la gestione del Keu e a denunciare Lerose. I contatti di Francioni con la Waste Recycling servono per capire i prezzi praticati al distretto conciario di Arzignano. Si va dai 155 euro a tonnellata per i fanghi di risulta in discarica ai 250 per il termodistruttore. Nel 2019 i prezzi erano già cresciuti: 165 sotto terra e 280 se bruciati. Viene lanciato un Sos al presidente Enrico Rossi che il 19 dicembre 2018 partecipa a un incontro segreto con Maccanti e Alessandro Giari della discarica Rea di Rosignano Marittimo per chiedergli di prendere il Keu. Da un’emergenza economico-ambientale, ora sfociata in un’inchiesta con l’aggravante dell’associazione a delinquere, nasce il Patto per l’economia circolare che l’Assoconciatori sottoscrive nel marzo 2019. —

Scandalo concerie, la manifestazione a Santa Croce sull'Arno