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Scandalo rifiuti, c'è un terreno da comprare: la telefonata della sindaca per favorire i conciatori

La maxi inchiesta: il contatto di Deidda con un privato, lui abbocca e accetta la vendita necessaria per ampliare l'impianto di depurazione gestito dal consorzio Aquarno. Le reazioni al caso del Monte Serra

SANTA CROCE. Non c’erano solo le segnalazioni delle lamentele per i controllori di Arpat e Regione troppo ligi a regole e leggi da far rispettare in tema ambientale. O il caldeggiare la conferma di un uomo come Ledo Gori, il facilitatore in grado di aggiustare e sistemare qualunque desiderata lavorando dietro le quinte tra apparato regionale e territorio, nel ruolo di capo di gabinetto del nuovo presidente Eugenio Giani. L’Associazione Conciatori si rivolgeva alla sindaca Giulia Deidda anche per questioni più pratiche come quella ad esempio dell’acquisto di un terreno accanto al depuratore gestito dal consorzio Aquarno. Siamo nel settembre 2018. L’esigenza è quella di ampliare l’impianto. C’è una trattativa tra l’associazione e un privato. Ma i conciatori non insistono per non far intendere al proprietario che sono troppo interessati.

Ecco che Alessandro Francioni, all’epoca presidente dell’Assoconciatori, a novembre chiama Giulia Deidda e le chiede di intercedere sul cittadino perché nicchiava sull’offerta. L’associazione di categoria usa la sindaca come fosse una spicciafaccende che prova a resistere - «Vorrei restarne un po’ fuori» - ma poi cede. Giulia Deidda chiama il privato e gli fa sapere che «quelli dell’associazione mi hanno chiesto informazioni su altri terreni». È una mossa che serve per spingerlo ad accettare la proposta. E, infatti, il proprietario contatta un dirigente dell’associazione con questo esordio: «Mi sono giunte voci circa un vostro interessamento all’acquisto di un altro terreno». Diciamo che il gioco ha funzionato e il privato ha abboccato. Teme di perdere l’affare che poi viene concluso. Tanto è vero che i vertici dell’associazione commentano: il venditore «è al grado giusto di cottura». A corredo c’è anche l’impegno della sindaca a procedere con la variante urbanistica per l’ampliamento dell’impianto e a ridurre la fascia di rispetto (per edificare nuove costruzioni) da 30 a 15 metri. «Emerge un supporto duraturo e continuativo da parte di Deidda e a favore degli interessi dei conciatori per i quali la sindaca si muoveva al fine di condizionare le intenzioni di altro privato, al di fuori di qualunque ragionevole ambito istituzionale» scrive il gip della sindaca che si presta a favorire i conciatori nell’acquisto di un terreno.

IL SERRA E I VELENI

Che i conciatori si sentano nella possibilità di osare tutto si comprende dalle intercettazioni telefoniche. Compresa quelle tra i vertici dell’Associazione Conciatori che pensano di "adottare" diecimila olivi per il Monte Serra incenerito da un piromane e di mandarli insieme al concime inquinato, prodotto con gli scarti delle concerie. L’idea è di sfruttare il disastro come una possibilità di fare business e di ritorno d’immagine. E così i sindaci di Calci e Vicopisano, Massimiliano Ghimenti e Matteo Ferrucci, decidono di parlare.

Sulle pagine istituzionali di Facebook dei due Comuni viene riportato l’articolo de Il Tirreno. Dal nostro giornale i sindaci apprendono della manovra, mai andata in porto: «Si tratta, evidentemente, di una intenzione (nel nostro territorio rimasta per fortuna tale e non concretizzatasi), quella che traspare dalle intercettazioni, che fa davvero molto male alle comunità che hanno vissuto quei drammatici momenti». Commenta Ghimenti: «L’abbiamo scoperta ieri e siamo rimasi sconcertati. Sono cose che fanno male per un territorio che ha subito l’incendio. Pensare che se ne parli in questi termini mi sembra uno sfregio. Ma va rimarcato che non è successo nulla. Molti cittadini si sono spaventati pensando che qualcosa, cioè i rifiuti inquinati, fosse stato portato sul Serra, ma non è così».

Duro anche Ferrucci: «Non abbiamo mai avuto il minimo contatto. Il monte Pisano è presidiato dai Comuni, dalla Forestale, dalla Regione e da chi lo vive ogni giorno. Ci sono stati bei progetti di piantumazione, che partono dal basso: ragazzi del catechismo e l’Università di Agraria. Queste persone che parlano così del nostro territorio ci fanno veramente arrabbiare. Con personaggi così non ci sono mai stati, né mai ci saranno contatti. Noi qui abbiamo una linea forte, sono contento che sia stata solo una terribile e ignobile intenzione quella di portare qui i rifiuti». --

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