Inchiesta sugli intrecci tra affari e politica, Ledo Gori non è più il capo di gabinetto di Giani

Al suo posto, in via transitoria, il Direttore generale della Regione, Paolo Pantuliano

FIRENZE. Ledo Gori non è più il capo di gabinetto del presidente della Regione, Eugenio Giani. Il presidente affida le sue mansioni all'attuale direttore generale della Regione. La decisione arriva in seguito al terremoto provocato dall'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Firenze sulle presunte infiltrazioni della 'ndrangheta in Toscana nello smaltimento dei rifiuti speciali delle concerie, negli appalti e nel traffico di droga che vedrebbe Livorno come porta d'ingresso degli stupefacenti in Europa. L'inchiesta parte dal distretto conciario di Santa Croce sull'Arno per arrivare fino al porto di Livorno e ha portato all'arresto di 23 persone. Nello specifico Ledo Gori è accusato di corruzione.

“Non esprimo opinioni, o commenti su una vicenda seria e complessa - ha detto il presidente Giani - perché ho piena fiducia nella magistratura e nel lavoro delle forze dell’ordine, con la speranza che sia fatta chiarezza il prima possibile. Ho disposto che le funzioni di Capo di Gabinetto, fino ad ora svolte da Ledo Gori, siano attribuite in via transitoria al Direttore Generale della Regione, Paolo Pantuliano. Mi preme sottolineare che valuteremo già nelle prossime ore tutti gli interventi opportuni affinché la Regione Toscana possa sviluppare, come ha sempre fatto, un’azione coerente e finalizzata ad evitare qualsivoglia pericolo di infiltrazione vista la capacità delle organizzazioni criminose di penetrare nei tessuti imprenditoriali anche nei nostri territori, che abbiamo il dovere di preservare”.