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Vaccini in Toscana, la grana dei richiami di AstraZeneca: la somministrazione ai settantenni rischia un altro stop

L'unica soluzione per far ripartire le dosi alla fascia 70-79 anni è Johnson&Johnson. E ora si pensa di usare Pfizer anche per i fragilissimi

FIRENZE. Compiuta una rimonta sugli over 80 quasi impensabile fino a due settimane fa, la campagna vaccinale toscana rischia di infrangersi di nuovo contro il muro invisibile della scarsità di dosi e di dover subire una brusca battuta d’arresto proprio fra le fasce d’età su cui ha sempre vantato un primato italiano, i settantenni. Non c’è ancora la certezza. Eugenio Giani ne discuterà stamani in una riunione con l’assessore Simone Bezzini e i tecnici del dipartimento di sanità. Ma il presidente potrebbe essere costretto a ordinare di lasciare in frigo il prossimo carico di AstraZeneca previsto mercoledì e prolungare così la sospensione delle somministrazioni ai 70-79enni ormai ferme da giorni.

LA GRANA DEI RICHIAMI

Le promesse sempre più aleatorie della casa farmaceutica - che da settimane annuncia le forniture per poi cambiare la data della consegna e ridurre i quantitativi all’ultimo momento - potrebbero imporre alla task force di conservare le appena 9.500 dosi previste mercoledì per i richiami. Le indicazioni di Aifa fissano la seconda dose del preparato di Oxford alla decima settimana dopo la prima iniezione. Stiracchiando i protocolli, l’Agenzia italiana del farmaco consente il richiamo entro la dodicesima, ma non oltre. Il rischio sarebbe quello di minare l’efficacia del vaccino. E le somministrazioni a personale della scuola, avvocati e forze dell’ordine sono iniziate l’11 febbraio, e non sono state neppure poche, dato che all’inizio AstraZeneca si era mostrata munifica con le consegne. Così fra il 26 aprile e il 6 maggio in Toscana si dovrebbero fare più di 36mila seconde dosi con il siero della multinazionale anglo-svedese.

JOHNSON&JOHNSON

Confidare nelle consegne delle prossime settimane potrebbe essere un rischio: le dosi in arrivo potrebbero non bastare se si trattasse di quantitativi simili a quello in arrivo mercoledì. L’unica soluzione per ripartire con i settantenni potrebbe essere Johnson&Johnson. Il vaccino americano dovrebbe sbarcare in Italia sabato 17 aprile, ma in Toscana sono annunciate appena 11mila dosi. Fino a quella data gli hub rischiano di rimanere chiusi.

OVER 80 E FRAGILISSIMI

Non destano quasi più preoccupazione gli over 80. Sono oltre 220mila gli anziani vaccinati con la prtima dose (68%) in questa fascia d’età e questa settimana i medici di famiglia hanno ordinato 66.990 vaccini sui circa 80mila disponibili: 44mila saranno destinati alle prime dosi, gli altri ai richiami. Al contrario di AstraZeneca, Pfizer da tempo garantisce regolarità nelle consegne e carichi importanti. Tanto che nessuno ormai dubita più di raggiungere l’obiettivo prefissato sugli ultraottantenni, e cioè quello della prima dose a tutti entro il 25 aprile. Anche perché, per paradosso, adesso si scopre che il 5% degli over 80 rifiuta il vaccino, circa 16mila persone su un totale di 320mila. Per questo da giorni in assessorato si pensa di dirottare parte degli "avanzi" sulla campagna per i fragilissimi. Per ora la data del passaggio da una categoria all’altra è quella del 23 aprile, ma Giani potrebbe chiedere di anticipare e usare Pfizer anche sui settantenni. Sono 53.213 i fragilissimi ad aver ricevuto la prima dose dei circa 120mila censiti. Trentasemila sono stati o verranno chiamati da Asl e ospedali, 15.401 hanno prenotato. Circa cinquantamila aspettano una risposta. Ma già fra oggi e domani dovrebbero ricevere un sms per sapere se dovranno cercare un posto online quando tornasse la disponibilità di vaccini o se invece saranno contattati dalla strutture sanitarie.

SCENDE LA CURVA

Intanto da stamani la Toscana torna in arancione ad eccezione della provincia di Prato, la Città Metropolitana di Firenze e alcuni comuni per cui Giani, insieme ai sindaci, ha deciso per la zona rossa. Non senza protesta nell’area fiorentina, peraltro. Ma dall’ultimo report sui contagi arriva un segnale di speranza: nell’ultima settimana la regione ha totalizzato 7.464 contagi, il 26% in meno rispetto a quella precedente. Un calo consistente, influenzato molto però dal crollo dei tamponi registrato a Pasqua e Pasquetta. Certo, a stare ai dati, adesso sono 66 i Comuni sopra soglia e resta Prato l’unica provincia sopra i 250 casi settimanali su 100mila abitanti. Ci vorranno ancora almeno due settimane per piegare la curva delle vittime. Anche ieri il bollettino regionale ne ha contate trenta, 20 uomini e 10 donne con un’età media di 81,1 anni. Arrivati a 1.952, calano i ricoveri (22 in meno), ma resta alta la pressione sulle terapie intensive. In rianimazione ci sono ancora 284 persone. Occupato il 45% dei posti letto, quindici punti oltre la soglia di rischio. --© RIPRODUZIONE RISERVATA