Ossessiona il suo ex: braccialetto elettronico per una donna dopo 20 denunce

Il caso a Pisa: dovrà starsene almeno a trecento metri dalla vittima

PISA. Lei lo ossessiona, al punto che il suo ex fidanzato ha presentato venti denunce. Una persecuzione che è sfociata, ieri, in una sentenza quantomeno originale. Perché a dover indossare il braccialetto elettronico, stavolta, è una donna. Dovrà starsene almeno a trecento metri dalla vittima. Se violerà la distanza, il dispositivo lo segnalerà e il giudice potrà applicare misure cautelari superiori, fino all’arresto. Un provvedimento ordinario, anche se non sempre applicato, che nel caso discusso ieri in Tribunale a Pisa offre una variante che arricchisce le sfumature sul tema dello stalking.

A indossare il braccialetto elettronico è, appunto, una donna e la presunta vittima dei suoi assalti è l’ex fidanzato che dal 2017 a oggi ha presentato una sfilza di querele.


Ci sono almeno sei procedimenti penali aperti, due dei quali per “atti persecutori”. Dalle carte quella dell’uomo appare come una vita più che modificata nelle consuetudini quotidiane dagli attacchi della ex . Sembra un bombardamento dalle protezioni incerte. La collezione di denunce è lo strascico di una relazione durata alcuni mesi e che dalla fine della storia ha fatto mostrare all’abbandonata il suo volto più aggressivo. Quasi ossessivo, ai limiti del patologico.

Oltre al campionario classico di pedinamenti, scenate, anche aggressioni in pubblico se lo vede con altre donne. E poi messaggi e telefonate condite da offese e insulti.

Agli atti c’è anche l’episodio che dà il senso dell’impegno della donna nel braccare l’ex partner. Lui si era trasferito fuori regione a casa di una parente. Un giorno si è trovato davanti la donna che non smette di ripetere che lo ama e anche lui prova lo stesso sentimento, «ma glielo devo far capire». Nella consulenza psichiatrica disposta dal gip del Tribunale, l’indagata viene definitiva socialmente pericolosa.

Il legale dell’uomo ha chiesto alla Procura un passaggio ulteriore, quello di una misura di sicurezza in una struttura protetta. Per ora resta il divieto di avvicinamento con l’applicativo del braccialetto elettronico che fa capire in tempo reale all’uomo se la sua ex sconfina entro i 300 metri. Può essere utile, ma rischia di non bastare. Per questo lo “stalkizzato” invoca la chiusura in un centro protetto della sua persecutrice. —

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