Giovane mamma allontanata dai tre figli piccoli: le violenze filmate dall’ex compagno

Pistoia: i bambini venivano picchiati anche con mestoli e altri oggetti. Le immagini consegnate alla polizia

PISTOIA. Ceffoni in pieno volto, con il dorso della mano. Ma anche botte inferte con mestoli e altri oggetti. E sempre senza alcuna motivazione, all’improvviso, con evidente crudeltà nei confronti dei tre figlioletti. È con l’accusa di maltrattamenti in famiglia che, con un’ordinanza urgente, il gip del tribunale di Pistoia ha allontanato da casa una giovane mamma, affidando i tre bambini alla loro nonna.

A eseguire il provvedimento cautelare sono stati gli uomini della squadra mobile della questura, alla presenza degli assistenti sociali del servizio emergenza e urgenza. Oltre ad aver dovuto lasciare l’abitazione, la madre violenta non potrà avvicinarsi ai figli (tutti sotto i sei anni di età): dovrà restare ad almeno 500 metri di distanza da loro e dai luoghi che frequentano, compresa la scuola.


La misura cautelare disposta, su richiesta della procura, dal giudice delle indagini preliminari, è arrivata grazie alla segnalazione fatta lo scorso ottobre alla polizia dall’allora nuovo compagno della giovane mamma, che frequentando la casa della donna aveva avuto modo di assistere ripetutamente alle violenze, arrivando a registrare anche alcuni video col telefono cellulare tanto era rimasto sconcertato da quei comportamenti. Video, con i bambini visibilmente terrorizzati e in lacrime, da cui si capisce che le violenze della donna erano fini a se stesse, completamente gratuite.

In seguito alla prima denuncia da parte dell’ormai ex compagno della donna, il tribunale dei minorenni di Firenze aveva chiesto ai servizi sociali di Pistoia di redigere una relazione preliminare sul nucleo familiare, tra l’altro già seguito a causa di una nota situazione di disagio: dall’indagine effettuata, però, non era emersa alcuna prova di maltrattamenti; inoltre, educatrici domiciliari e insegnanti del doposcuola non avevano mai notato nei bambini lividi o comportamenti riconducibili a qualche tipo di violenza.

Fatto sta che la prova è arrivata quando l’uomo, tornato a casa della ex in due occasioni, ha avuto modo di vedere con i propri occhi che le violenze sui bambini erano tutt’altro che finite. E le aveva riprese ancora una volta con il cellulare per poi portare alla polizia anche quei video.

Da quel momento ci sono voluti pochi giorni affinché la procura portasse a termine le verifiche necessarie per chiedere e ottenere la misura cautelare dal gip del tribunale. Che nella propria misura parla di aggressioni del tutto immotivate, espressione di una condizione di vita che nel tempo si è stabilizzata e aggravata. E di episodi che non sono isolati, ma che sono manifestazioni esasperate di una condotta abituale e incontrollata in danno di bambini piccolissimi, privi di difese. Il giudice ha ritenuto che per impedire la reiterazione dei reati fosse necessario separare la madre dai figli. —

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