Finite le scorte di AstraZeneca, incognita Moderna: perché rallenta la vaccinazione in Toscana

Si ferma la somministrazione per la fascia 70-79 anni. Nei fragilissimi ci sono 25mila prenotazioni al momento "scoperte". Over 80, l'assessore Bezzini: stiamo colmando il ritardo accumulato

L'arrivo a singhiozzo dei vaccini AstraZeneca e Moderna rallenta la campagna vaccinale in Toscana, costringendo la Regione a preparare una nuova road map per il mese di aprile. L'obiettivo rimane mettere in sicurezza entro maggio il 30% della popolazione toscana, completando gli over 80 e dando priorità a 70-79enni ed "estremamente fragili", ma la situazione non è facile.

ASTRAZENECA: DOSI ESAURITE

Da oggi, infatti, si fermano per una settimana le somministrazioni AstraZeneca ai settantenni a causa dell'esaurimento delle dosi a disposizione. Gli ultimi a vaccinarsi sono state le persone prenotate per il 1 aprile, slittate a ieri proprio a causa del precedente ritardo nell'arrivo del siero anglosvedese. "La prossima consegna - annuncia il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani - sarà dopo il 14 aprile e solo per circa 9mila dosi. Per la macchina organizzativa è una goccia". Si tratta infatti di una quantità appena sufficiente per un giorno di vaccinazione, contando anche la necessità dei richiami. Si blocca quindi la somministrazione ai settantenni che finora stava procedendo bene, come sottolineato da Giani: "Siamo al 25% della prima dose ai 70-79enni, circa 120.000 persone su 410.000, ci collochiamo tra le prime tre Regioni per questa categoria". All'attesa si aggiungono le nuove indicazioni dell'Ema che ha riconosciuto un nesso tra i casi di trombosi accertati e il vaccino, suggerendo il suo utilizzo dai 60 anni in su. "È una situazione che spesso fa cambiare gli indirizzi in corsa proprio perchè inesplorati ", spiega il presidente regionale.

FRAGILISSIMI: ATTESA PER IL SIERO MODERNA

L'altra criticità riguarda le carenze del siero Moderna, destinato ai fragilissimi, le persone che soffrono di patologie gravi o disabilità. Finora hanno ricevuto la prima dose quasi 50.000 persone sulle 120.000 totali. L'ultima fornitura da 40.000 fiale è arrivata la settimana scorsa: 20.000 sono state somministrate e 15.000 utilizzate per i richiami. Una parte consistente delle prime dosi, circa 15.000, è stata riservata ai soggetti fragili della categoria A, la più urgente, che devono conciliare la vaccinazione con le terapie (malattie oncologiche, autoimmuni e immunodeficienze primitive, neurologiche e trapiantati). "Stiamo lavorando su tre filoni - chiarisce l'assessore regionale alla sanità, Simone Bezzini - un blocco di loro è già stato chiamato dalle Asl, altri potranno accedere attraverso il portale, mentre i grandi disabili non possono muoversi saranno vaccinati a domicilio". Le dosi avanzate, circa 5.000 sono state messe a disposizione ieri sul portale regionale di prenotazioni. In tutto sono stati attivati 30.000 appuntamenti, di cui i 25.000 'scoperti' fissati tra il 23 aprile e il 7 maggio nella speranza che le dosi Moderna arrivino presto.

OVER 80: CONTINUA LA RIMONTA

Con gli altri vaccini in standby la Regione punta forte sulla vaccinazione degli over 80 con Pfizer che al momento è l'unico vaccino che arriva in quantità consistenti e con puntualità. La fornitura da 110.000 dosi, consegnata martedì, è già stata suddivisa: 81.000 ai medici di famiglia sul territorio regionale, 3.000 all'Asl Toscana Nord Ovest per la somministrazione a domicilio, i rimanenti come 'tesoretto' per richiami ed esigenze specifiche nel corso della settimana. L'obiettivo fissato dai vertici regionali è somministrare entro il 25 aprile a tutti i 420.000 ultraottantenni la prima dose per poi completare l'immunizzazione il 15 maggio. Un target che al momento sembra essere alla portata: 260.000, più della metà, hanno già ricevuto la prima dose e di questi 80.000 hanno concluso il ciclo vaccinale. E con l'idea di utilizzare gli hub regionali nel fine settimana per compensare la pausa dei medici di base, la vaccinazione potrà avanzare a ritmo alto. "Stiamo colmando il ritardo accumulato - sottolinea Giani - e poi con i medici di famiglia, a differenza di altre Regioni, garantiamo di più gli over 90 perchè i medici non si trovano di fronte persone casuali ma scelgono di fare prima i più anziani e poi scendono con l'età".