Esportazioni toscane a meno 20,9%. Male il settore moda, ok il cartario

Sono calate del 20, 9 per cento, per un valore di 16, 2 miliardi di euro le esportazioni nei distretti toscani nel 2020 con un calo rispetto all’anno precedente di meno 4, 3 miliardi di euro

Sono calate del 20, 9 per cento, per un valore di 16, 2 miliardi di euro le esportazioni nei distretti toscani nel 2020 con un calo rispetto all’anno precedente di meno 4, 3 miliardi di euro. A pesare in particolare la flessione subita nel secondo trimestre (meno 48, 7 per cento) al quale è seguito un rimbalzo nella seconda parte dell’anno con una variazione che si è attestata al meno 8, 7 per cento nel terzo trimestre e al meno 8, 5 per cento nel quarto trimestre. Come spiega il Monitor dei Distretti della Toscana realizzato dalla direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, nonostante il rimbalzo nella seconda metà dell’anno il sistema moda risulta il comparto colpito dalla crisi in corso, con un calo delle esportazioni del meno 27 per cento seguito dai distretti del sistema casa (meno 22 per cento) e dalla meccanica (meno 13 per cento). In positivo i beni intermedi (più 1 per cento) e l’agroalimentare (più 3 per cento). Tra i 20 distretti tradizionali monitorati, sono cinque quelli che hanno realizzato una crescita sui mercati internazionali: l’olio toscano – che ha saputo cogliere la tenuta della filiera– e il florovivaistico di Pistoia che, dopo le difficoltà del primo semestre, ha più che recuperato nella seconda parte dell’anno; il distretto del cartario di Lucca che ha risposto alla maggior domanda attivata dalla pandemia; i due distretti aretini del sistema moda che, trainati dalla crescita delle vendite in Cina, hanno incrementato il valore delle esportazioni rispetto al 2019. Complessivamente, proprio le esportazioni verso il mercato cinese segnano un importante recupero nella seconda parte dell’anno, con un più 83 per cento nel secondo semestre a fronte di un calo del meno 27 per cento nei primi sei mesi del 2020. Alcuni distretti del sistema moda hanno saputo cogliere la ripresa del mercato asiatico: la pelletteria e calzature di Firenze (+23% nel 2020) e i distretti di Arezzo della pelletteria e calzature e del tessile e abbigliamento che, complessivamente, hanno incrementato le esportazioni di circa 200 milioni, frutto anche del potenziamento di strutture logistiche da parte di uno dei principali operatori. Positivo il rimbalzo anche delle esportazioni verso la Germania che hanno mostrato tassi di crescita nel terzo e quarto trimestre, grazie ai buoni risultati della camperistica della Val d’Elsa e del cartario di Lucca. Il mercato di destinazione delle esportazioni distrettuali che ha risentito della crisi in corso è la Svizzera per l’andamento della pelletteria e calzature di Firenze e dall’abbigliamento di Empoli che rappresentano più del 90 per cento delle esportazioni verso la Svizzera e che avevano alimentato un’importante crescita di vendite fino al 2019. —

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