Cika, dopo 10 anni la sua prima famiglia adottiva

La storia: un cane e la felicità grazie al tirreno

Le favole, senza lieto fine, non meritano di essere chiamate così. Così si dice ed è così che è accaduto dalle parti di Pietrasanta in un canile dove una canina speciale ha trovato finalmente un posto per vivere, dopo anni di rifiuti e promesse infrante. La vita di Cika, uno splendido meticcio di 10 anni, è stata tutto tranne che una favola. La sua storia è stata costellata di istantanee dolorose, di silenzi, di angoli dove celarsi dal mondo: eppure questa storia ha veramente un lieto fine che fa bene un po’a tutti noi e non solo a Cika che per la prima volta, nella sua decade di sospiri e malinconia, ha trovato una casa. Una famiglia che l’ha adottata.

Di lei avevamo scritto qualche settimana fa: avevamo raccontato la sua tristezza da cagnolina “spenta”, mai con un sorriso ad insinuarsi nel suo sguardo, apatica. Distante. Eppure, come tutti gli altri cani salvati dalla strada o da strutture dove sopravvivere è forse peggio che morire, era stata accolta con tutto il cuore e la professionalità possibile dai volontari dell’associazione Nati Liberi Versilia Onlus di Pietrasanta. Ecco, gli altri cani, una volta conosciuta la realtà di via Saponiera, erano tornati a fidarsi, a correre nei campi, a giocare: Cika no, non riusciva a darsi agli altri. Conservava in sé quella tristezza di fondo che spingeva i potenziali padroni a scegliere altri. Perché, probabilmente, nei suoi anni precedenti, aveva visto e subito ogni cosa: cattiverie, dolore, indifferenza, dove l’abbassare gli occhi, il rinchiudersi dentro una cuccia stretta e sporca rappresentava l’ultimo riparo dall’ostilità dell’umano. Malgrado queste ingiuste peripezie, la sua indole mai è cambiata: è sempre rimasta una cucciolona buona, tranquilla, con la sua dolcezza rassegnata. «Servirebbe un’adozione del cuore: Cika comincia ad essere anziana: non ha mai conosciuto una casa, un giardino dove stare. Tutti noi le vogliamo un gran bene, ma questo era e resta un rifugio. A lei servirebbe altro, ma non sarà semplice trovare questo altro», ci aveva raccontato Michela Bertolozzi, avvocato e presidente dell’associazione Nati Liberi che da anni si occupa di animali che hanno bisogno di un posto dove stare.

Ma la forza delle parole lette su questo quotidiano è riuscita ad attraversare la carta e l’inchiostro e finire per annidarsi nel cuore di qualcuno che era pronto a volerle bene davvero. In maniera esclusiva, o quasi. È accaduto infatti che Eleonora e Alessandro abbiano letto la storia di Cika sul Tirreno e ne siano rimasti particolarmente colpiti: la coppia ha già un altro cane, Vasco, che con la sua allegra vivacità riempie le loro giornate. Ma la famiglia è ben più larga: ci sono infatti anche due gatti Penelope e Cleo che si adagiano fieri e indipendenti negli angoli del giardino di casa a crogiolarsi languidi al primo sole primaverile. Eleonora e Alessandro avrebbero potuto sospirare di fronte alla foto del bianco pelo di Cika e voltare lo sguardo altrove, ma non lo hanno fatto. E così si decidono di andare a conoscerla.

«Eleonora e Alessandro sono stati straordinari: sono venuti più volte al Rifugio, si sono avvicinati con discrezione e dolcezza a Cika. E lei, lentamente, ha cominciato a fidarsi. Alla fine, per la prima volta nella sua lunga vita, è stata adottata. – racconta Michela Bertolozzi – Adesso Cika vive a casa loro. Questi sono i suoi primi giorni in famiglia e si sta adattando piano piano, come è giusto che sia: sta spesso in giardino, perché un cane abituato a gabbiotti e barriere deve avere i suoi tempi, ma ha ripreso a scodinzolare, si muove per la casa, fa festa a Alessandro quando torna dal lavoro, comincia a giocare con il suo fratello acquisito, Vasco e si lascia anche avvicinare dai due gatti, incuriositi dalla nuova presenza in casa. Sta tornando a vivere. O forse, a 10 anni, comincia veramente a vivere. E questo è qualcosa di straordinario perché noi tutti ci speravamo, ma, a essere pienamente onesti, dubitavamo che potesse accadere».

Questa storia, che non è una favola nel vero senso della parola, ha avuto un bellissimo lieto fine. Un finale che fa bene non solo a Cika e al suo sguardo che per la prima volta ha un bagliore di felicità, ma anche a tutti noi: perché ci riconsegna la speranza e alla bellezza delle cose vere e semplici della vita di ogni giorno, anche attraverso lo sguardo di un animale. – RIPRODUZIONE RISERVATA