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 No alla vendita di Handling

I lavoratori protestano: «Siamo in 450 a rischiare»

Bandiere, striscioni e megafoni per dire no a una vendita che secondo i sindacati mette «a rischio il futuro di oltre 450 lavoratori». La riapertura della pista di Peretola riaccende anche la mobilitazione dei dipendenti di Toscana Aeroporti. A decine, ieri mattina, si sono riuniti davanti all’aeroporto di Firenze per partecipare ai presidi di protesta indetti da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Usb per manifestare contro la possibile vendita di Toscana Aeroporti Handling, il ramo d’azienda della spa aeroportuale addetto alla gestione di tutte le lavorazioni di terra negli scali toscani finita nel mirino di una società italiana che qualche settimana fa ha presentato una proposta d’acquisto.

Una delegazione di rappresentanti dei lavoratori è stata ricevuta dall’amministratore delegato di Toscana Aeroporti Roberto Naldi «che – sottolineano i sindacati – ha cercato di rassicurare sulla “consistenza” della società interessata all'acquisto», senza svelarne il nome. «La mancata comunicazione del nome dell’azienda è l’ennesima fonte di tensioni e preoccupazioni nei lavoratori – proseguono i rappresentanti sindacali – già in apprensione per le possibili conseguenze sui livelli occupazionali e salariali della possibile vendita».

L’offerta presentata a Toscana Aeroporti prevede garanzie per 24 mesi per i 453 dipendenti di Toscana Aeroporti Handling (223 impiegati al Galilei di Pisa, 230 al Vespucci), secondo i sindacati insufficienti ad assicurare il mantenimento di tutti i posti di lavoro. «Il periodo di due anni coincide con quello di massima applicazione degli ammortizzatori sociali – evidenziano –. Dopo, con la crisi del settore aereo destinata a durare probabilmente anni, cosa succederà?». Interrogativo rimasto per il momento senza risposte alimentando la protesta scattata subito dopo l’annuncio di Toscana Aeroporti di voler verificare e approfondire la proposta ricevuta, aprendo la fase della due diligence.

Per mercoledì prossimo è previsto il primo incontro tra la società e i rappresentanti dell’Usb nell’ambito delle procedure di raffreddamento aperte dal sindacato di base che si aggiungono a quelle già avviate da tutte le altre sigle sindacali.

Una mobilitazione che nell’ultima settimana ha “abbracciato” anche gli oltre 250 lavoratori addetti agli appalti degli aeroporti di Pisa e Firenze con l’obiettivo di «costruire un’unica grande vertenza e arrivare allo sciopero generale del sistema aeroportuale toscano». — RIPRODUZIONE RISERVATA