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Vaccini in Toscana, i fragilissimi divisi in due gruppi: le categorie scelte e come cambia il meccanismo di prenotazione

La Regione mette a punto un sistema per limitare gli effetti del "clic day": un 50% dei pazienti riceverà l'appuntamento direttamente con una chiamata dell'Asl

Ha tenuto un po’ tutti con il fiato sospeso. Ma alla fine la fornitura di vaccini prodotti da Moderna, ieri, è arrivata in Toscana. Le 35.800 dosi saranno destinate ai fragilissimi, la cui vita sarebbe a rischio se contraessero il Covid: 15mila dosi saranno riservate per i richiami e 20mila, invece, alle prime somministrazioni. Ma per evitare il "click-day" - la corsa alla prenotazione, il chi prima arriva sul sito prima si vaccina, che tante polemiche aveva scatenato per le difficoltà, da parte degli utenti soprattutto più anziani a fissare un appuntamento - l’assessorato alla Sanità, guidato da Simone Bezzini, ha scelto di cambiare strategia. Tutti i dettagli per le prenotazioni saranno definiti questa mattina, nel corso di un incontro in Regione. In ogni caso, delle 20mila dosi per la prima somministrazione, metà sarà possibile prenotarla attraverso il portale regionale prenotavaccino.sanita.toscana.it mentre l’altro 50% sarà somministrato ai pazienti più fragili per chiamata diretta da parte delle Asl.

FRAGILISSIMI: DUE GRUPPI

La Regione ha deciso di dividere in due gruppi i fragilissimi: nel primo (che comprende chi si prenoterà sul portale ed è formato da circa 46.300 persone) rientra chi sia affetto da diabete, obesità, Hiv e malattie cardiocircolatorie; nel secondo gruppo (formato da 19.650 persone che saranno contattate direttamente dalle Asl) ci sono i pazienti con malattie oncologiche, neurologiche, autoimmuni, immunodeficienze e trapiantati.

«Ci siamo resi conto che la categoria dei fragilissimi è particolarmente delicata - sottolinea Bezzini - perché ogni caso è diverso dall’altro e ha particolarità da analizzare con attenzione. C’è voluto tempo, soprattutto, per inserire ogni persona nella categoria giusta, partendo dalla pre-registrazione sul portale e dalle patologie da cui è affetta. Abbiamo pensato di dare vita a un meccanismo di prenotazione che limiti gli effetti del "clic-day". Partiamo, quindi, dall’individuazione dei casi più gravi. E, da lì, proseguiremo. Intanto con queste oltre 35mila dosi che consentiranno di proteggere una delle fasce più vulnerabili della nostra popolazione».

ASTRAZENECA

Anche questo vaccino è arrivato in Toscana con quell’anticipo di dosi che il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, aveva garantito al presidente della Regione, Eugenio Giani. Se, infatti, sono state confermate le somministrazioni previste per il 31 marzo per i nati tra il 1941 (ma che non abbiano ancora compiuto 80 anni) e il 1951, quelle di ieri sono slittate al 7 aprile. Tutte quante le prenotazioni sono state spostate di una settimana (nello stesso luogo e alla stessa ora del precedente appuntamento), ma per una nuova apertura delle agende di prenotazione bisognerà aspettare. «Le apriremo solo quando avremo la certezza della consegna della fornitura - ribadisce Bezzini - perché ancora non c’è affidabilità sulle consegne. A oggi, infatti, nessuno ci ha dato il programma di fornitura dei vaccini per aprile».

IL RECORD

Comunque c’è anche una buona notizia: il 31 marzo è stata la giornata in cui si è raggiunto il numero maggiore di somministrazioni in Toscana: in tutto 28.937 le iniezioni fatte con i tre vaccini a disposizione, Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Un record «reso possibile - dice Giani - grazie anche ai medici di famiglia, in campo per vaccinare gli over 80». --

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