Cari imbrattatori, io non mi stanco e continuo a pulire

Giuliano Baghini nel sottopasso di Orbetello Scalo più volte pulito e imbrattato nuovamente

Orbetello: i vandali lo sfidano ma lui non demorde

Chi la dura, la vince. Ovvero, la forza di un’azione non sta nell’intensità del gesto ma nella ripetizione di essa nel tempo.

È a questo principio che sembra ispirarsi un volontario del gruppo Orbetello Clean up, minisquadra di cittadini che da tempo hanno deciso di impiegare un po’ del loro tempo a servizio della comunità, pulendo laddove la gente (incivile) imbratta e sporca. Siamo a Orbetello, il paese in riva alla laguna che è culla dei fenicotteri rosa. E uno di questi volenterosi è Giuliano Baghini: ha un passato da assessore comunale lui, e un lavoro come dipendente di Rete Ferroviaria Italiana. Nel tempo libero coltiva la passione della bicicletta e insieme ad altri volontari pulisce Orbetello: qua e là. Sono una sorta di piccole manutenzioni civiche quelle che portano a termine e che hanno una sola finalità: dare decoro a luoghi del paese che sono molto frequentati; e non solo da nonni e nipotini ma anche da chi, talvolta, ha scarso rispetto per la cosa pubblica. Baghini non ha mai “pubblicizzato” questa missione: «Certe cose, del resto – sostiene – si fanno solo per il piacere di farle. E per senso civico». Chi fa opera di volontariato pulendo spiagge e parchi, piazze e vicoli mette in conto che quei luoghi tirati a lucido possano poi essere di nuovo sporcati. Un conto però è metterlo in previsione, un altro è vedere che qualcuno disfa tutto volutamente e con un tempismo colpevole che ha l’intento di vanificare gli sforzi di chi cerca di prendersi cura del paese in cui vive. Ed è a questo punto che inizia la vicenda di cui è protagonista.


È fine febbraio quando lui e altri volontari decidono di ripulire il sottopasso ferroviario di Orbetello Scalo, frazione a pochi chilometri dal cuore della cittadina lagunare. Si attrezzano con pennelli e pittura chiara per ridare un aspetto decoroso alle pareti del sottopasso completamente imbrattate di scritte e pseudo disegni. Terminato il lavoro, fa una cosa che non aveva mai fatto: posta sulla pagina Facebook del gruppo Orbetello Clean up le foto del risultato. E magari ci mette anche un pizzico di orgoglio. «Non le ho pubblicate – spiega però – per far vedere quanto siamo bravi, ma solo per sensibilizzare i cittadini sul fatto che basta poco per fare qualcosa di buono per tutti». Quelle pareti rimangono bianche per poco, pochissimo tempo. Una mano ignota le imbratta di nuovo, a mo’ di spregio. Baghini esprime tutto il suo disappunto, pubblicamente, ma non si dà per vinto.

Come ha un attimo di tempo, riprende pennelli e pittura e imbianca di nuovo. Dopo qualche ora, scritte e disegni sono di nuovo lì. Ma lui non è tipo che si arrende facilmente. Prende in mano la tastiera e esprime sui social media la sua contrarietà a certi gesti che fanno male a chi ha dedicato del tempo a migliorare ciò che appartiene a tutti, ma soprattutto non fanno onore a chi li mette in pratica. Quindi, «Ho ripulito di nuovo tutto – dice – per non darla vinta ai vandali».

Arriviamo all’ultimo atto. Il sottopasso è candido ma dura poco. Ricompaiono le scritte ma questa volta con una variazione sul tema: non sono lì solo per insudiciare ma anche per lanciargli una sfida. Dopo l’ennesima pulizia, sul muro infatti si legge: “Baghini ritirati”. È un messaggio inequivocabile diretto al volontario che abita proprio a Orbetello Scalo e, in piena pandemia, dal terrazzo del suo palazzo faceva ascoltare musica a tutto il quartiere per rendere un po’ meno pesanti quelle giornate così emotivamente dure, per tutti. È una sfida a lui che la notte di San Silvestro 2020 ha preso lo stereo e l’attrezzatura da dj e ha portato tutto sulla sommità del suo palazzo per augurare buon anno al quartiere.

Il vandalo-imbrattatore ha lanciato la sfida a una delle anime dello Scalo: a lui che è fra i carristi del rione Stazione – o Orbetello Scalo, che dir si voglia – ed è uno dei motori del carnevale lagunare. «Fino a ora non lo era – dice dopo l’ultima scritta – ma ormai è diventata una questione personale. Io smetto di postare sui social media i miei interventi. Mi fa piacere – aggiunge con un pizzico di sarcasmo – di aver contribuito a dare una ragione di vita a questi vandali. Pubblicamente io mi fermo qui, ma non mi fermo nella vita di tutti i giorni». Il vandalo o i vandali sono avvertiti. Non sarà una scritta a fermare Baghini che continuerà a pulire quel sottopasso fino a che avrà forza e, magari, prima o poi, troverà anche l’autore delle scritte. Non solo non smetterà di pulire il sottopasso ma continuerà la sua missione di volontario perché il senso civico deve prevalere. Non avevamo detto, del resto, che chi la dura la vince? –

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