La novantesima panchina rossa per la mia Vanessa

Maria Grazia Forli all’evento per la prima panchina rossa dedicata a Vanessa nel 2017

La novantesima panchina rossa è a Filecchio, una frazione di Barga. È come la prima: un’emozione fortissima, indescrivibile. «È il pensiero di far rivivere Vanessa, di portarla sempre in un luogo diverso. Tutte le volte, prima di andare all’inaugurazione, le parlo: “Guarda, ti ho portato anche qui”. Perché lei per la Garfagnana girava poco», dice Maria Grazia Forli. Maria Grazia è la mamma di Vanessa Simonini, una bella ragazza di Gallicano, bionda, alta, fisico da indossatrice; era solare e aveva tanti amici. Aveva vent’anni e progetti per il suo futuro: aveva appena finito gli studi superiori all’Isi di Barga e voleva lavorare con i bambini. Alla maturità aveva portato una tesina sulle donne vittime di violenza. Pochi mesi dopo il diploma, la vita di Vanessa fu spezzata da un uomo di trentacinque anni – Simone Barontini, di Pisa – che si dichiarava suo amico, ma che invece era ossessionato dall’idea di lei. La voleva per sé e approfittò di un viaggio in macchina di pochi minuti – era passato a prendere prima Vanessa e poi sarebbero andati a raggiungere altri amici – per farsi avanti. Lei lo respinse, lui la strangolò. La lasciò distesa sul greto del fiume Serchio a Gallicano sotto la pioggia battente: era la sera del 7 dicembre del 2009. Davanti ai carabinieri, Barontini capitolò poco dopo e confessò di averla uccisa. Maria Grazia, lo ha raccontato in tante occasioni pubbliche, anche davanti alle panchine rosse che portano la targhetta con il nome di sua figlia, dopo mesi trascorsi in preda al dolore più assoluto decise: avrebbe dedicato la sua esistenza a tenere vivo il ricordo della figlia, a combattere contro tutte le violenze inflitte alle donne. È stato quello il punto di svolta. Dalla volontà di Maria Grazia, questa mamma coraggio esile e bionda come la figlia, sono nate altre volontà. Un gruppo di donne di Gallicano, tra cui Maria Stella Adami, medico e allora sindaca del comune della Media Valle, fondò nella ex scuola di Ponte di Campia il centro di ascolto per donne vittima di violenza, il primo (e unico) della zona. Lo chiamarono “Non ti scordar di te”; negli anni il numero di donne che si sono rivolte alle sue operatrici è progressivamente salito. Nacque dal centro anti violenza, con l’avallo di Maria Grazia Forli, l’idea della prima panchina rossa, simbolo conclamato della battaglia contro la violenza di genere. «Inaugurai la prima panchina rossa il 12 ottobre del 2017 – ricorda oggi la mamma di Vanessa –. Fu ideata in occasione del premio letterario di Gallicano “Essere donna oggi”. Mi tremavano le gambe quel giorno, ma mi sono tremate anche tutte le altre volte, per tutte le altre panchine che ho inaugurato». “La panchina rossa di Vanessa” fin da subito ha assunto i connotati di un messaggio dall’effetto virale. Sindaci della Media Valle, associazioni, comitati paesani, pro loco: tutti hanno candidato piazze, giardini o altri angoli dei propri territori per ospitarne una. E quando in tutti questi luoghi la panchina è diventata realtà, è arrivata mamma Maria Grazia a inaugurarla. Chi ha preparato dolci, chi ha fatto striscioni, chi ha costruito coreografie di palloncini rossi: tutte le persone che Maria Grazia ha incontrato in quei contesti si sono strette intorno a lei, hanno pianto per Vanessa: Maria Grazia le ha confortate, portando la sua testimonianza – «perché la “Vane” c’è lì con noi a tutte le panchine rosse», dice ancora oggi – e di speranza in una vita migliore per le donne. In tre anni e mezzo le panchine rosse dedicate a Vanessa, fra Media Valle e Garfagnana, si sono moltiplicate, fino a raggiungere quota novanta. L’ultima, la novantesima, è quella inaugurata l’altro ieri, sabato 27 marzo, a Filecchio, appunto. «In ogni paese in cui vado a inaugurare una panchina rossa, l’emozione si rinnova – rivela Maria Grazia –. Ma anche se gli eventi che vengono preparati per le singole inaugurazioni sono diversi, l’emozione per me è sempre come quella per la prima panchina. Non preparo mai un discorso per queste iniziative: generalmente racconto la storia di Vanessa, e per me è uno sfogo. Raccontare di Vanessa è come farla vivere». Mamma Maria Grazia è instancabile e così le donne del centro anti violenza di Gallicano. «Ci saranno altre panchine rosse con la targa di Vanessa – annuncia la sua mamma – arriveremo facilmente a cento. La prossima inaugurazione è in programma il 25 aprile a Sommocolonia, nel comune di Piazza al Serchio. E poi abbiamo ne abbiamo tante altre rimaste “ferme” per la pandemia». –

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