Lo sciopero dei rider: aiutateci, non comprate

I fattorini oggi non faranno consegne: «Indegne le nostre condizioni di lavoro»

«Fateci un piacere: non ordinate né pranzi, né panini, né pizze e né cene per aiutarci a lavorare in una condizione degna di questo nome». Questo l’incipit della protesta dei rider che parte stamani e va avanti fino a stasera alle 24. I fattorini impegnati con le più grosse piattaforme per la distribuzione di cibo non faranno consegne e organizzano un presidio a Firenze alle 12. Nello stesso tempo chiedono ai consumatori di non fare alcun ordine.

BASTA COL LAVORO A COTTIMO


Dietro questa protesta, organizzata a livello nazionale e la prima in assoluto ben strutturata, c’è una rivendicazione semplice quanto complicata. Semplice perché i fattorini vogliono l’applicazione di un normale contratto di lavoro e l’abolizione di fatto del sistema a cottimo a cui sono sottoposti ora. Più pedali, più la tua quotazione sulla piattaforma aumenta, più ti vengono assegnate consegne da fare. E più guadagni. Rivendicazione, però, allo stesso tempo complicata perché le piattaforme preferiscono di gran lunga avere un esercito di lavoratori autonomi, come sono inquadrati adesso, senza le tutele di chi è un dipendente, come avere la malattia pagata, le ferie, i dispositivi di sicurezza. Ma la roccaforte su cui le multinazionali sono arroccate da anni sta iniziando a dare segni di cedimento. Una di loro, Just Eat, sta trattando per assumere tutti i suoi fattorini (in Toscana sono circa 150). Tadam, piccola azienda toscana con 70 rider su Firenze, Livorno e Pisa sta iniziando un percorso simile. In più ci sono varie sentenze di tribunali e un’inchiesta della procura della Repubblica di Milano.

IL CONTRATTO CONTESTATO

Entrando nel dettaglio i fattorini, che in Toscana sono circa duemila, protestano contro il contratto stipulato di recente tra Assodelivery e il sindacato Ugl perché di fatto tiene queste figure sempre in un rapporto di lavoro autonomo e come spiega il Nidil Cgil «in questi mesi ha peggiorato ulteriormente le condizioni dei rider». E, infine, combattono la scelta delle società aderenti ad Assodelivery (Glovo, Deliveroo, Uber Eats) di non adempiere alla disposizione della Procura di Milano che «prevede l’assunzione dei fattorini e l’applicazione delle tutele previste dai contratti nazionali di settore – spiega Yiftalem Parigi del Nidil Cgil – differentemente da Just Eat che conferma invece l’intenzione di assumere i fattorini con il contratto della logistica». Infatti le conclusioni dell’indagine iniziata nel 2019 dalla Procura milanese, dopo incidenti in cui sono rimasti coinvolti i rider, hanno fatto scalpore: procuratore e pm hanno scritto che questi sono lavoratori non occasionali e non autonomi, ma inseriti nell’organizzazione dell’impresa. Quindi devono essere assunti.

LE PRIME CONQUISTE

L’azienda Tadam si è mossa in questa direzione: ha sottoscritto un accordo contro il cottimo. Non solo, ci sono anche altri aspetti che l’azienda si è detta disposta a cambiare e che sono particolarmente intollerabili per i fattorini. «Viene sancito il divieto di classificare i rider – spiega Parigi – perché in base alla velocità nelle consegne e al giudizio dei clienti si acquista una posizione determinante per l’assegnazione delle consegne. Mentre, invece, con questo accordo il lavoro verrà assegnato in maniera trasparente ed equa con un monte ore minimo garantito. Non con un algoritmo che si basa sulla classifica dei rider come nelle altre aziende».

È prevista poi l’introduzione della paga oraria di 9 euro, un bonus consegna, l’indennità per il maltempo, il lavoro notturno e festivo, i rimborsi chilometrici. Tutti capitoli sconosciuti finora per chi lavora in sella alla propria bici, con il proprio scooter. O con l’auto come nel caso del rider morto investito vicino a Montecatini il 31 gennaio, Romulo Sta Ana, che cercava di raggranellare qualche decina di euro per mandare avanti la famiglia.

A Firenze la mobilitazione, promossa da Nidil Cgil, prevede una biciclettata dei fattorini tra le vie del centro, poi il presidio alle 12 in piazza della Signoria. Qui interverranno esponenti delle istituzioni. –

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