Scanzi: io, vaccinato fra le riserve. Ma l’Asl indaga per capire se poteva

Si presenta come caregiver e badante dei genitori ma non risulta negli elenchi in Regione. Dice di essersi registrato fra i "panchinari" disposti a fare il vaccino last minute, ma l'elenco non esisteva ancora. E subito si corregge: "La lista era solo verbale" 

Fosse successo al Mandela Forum una settimana fa forse sarebbe finito nella lista dei sospetti imbucati su cui indaga il Nas dei carabinieri. Invece Andrea Scanzi s’è presentato venerdì sera fra i box di Arezzo Fiere come una riserva dell’ultimo minuto e da ieri sui suoi social piovono “mi piace”, commenti di elogio al coraggio di uno che ha saputo diradare la cappa di paura e nebbie con cui la cattiva informazione ha circondato il vaccino AstraZeneca. Solo che da ieri l’Asl Sud est ha aperto un’inchiesta interna per capire se il giornalista e scrittore aretino non abbia ricevuto una dose che poteva essere destinata a qualcun altro.

«Stiamo facendo alcune indagini - rivela Simona Dei, direttrice sanitaria – per capire se davvero ne avesse diritto». Insomma, l’Asl sta cercando di capire se Scanzi non abbia saltato la fila. Oltre due milioni di follower solo su Facebook , è stato lui stesso a raccontare l’episodio e a precisare di essersi «messo garbatamente nella lista dei disponibili al vaccino a fine giornata» per evitare di far sprecare dosi. E di essersi presentato come «caregiver, essendo figlio di genitori “fragili”». In fondo, «in tivù e durante le #ScanziLive», lo aveva annunciato: «Se a fine serata avanza una dose di qualsiasi vaccino, non c’è nessuno che la vuole, non rubo il posto a nessuno e se non la accetto io viene buttata via, chiamatemi».

Pure il generale Figliuolo, illustrando il suo piano, aveva detto che i vaccinatori, pur di non sprecare siero, avrebbero potuto somministrarlo «ai primi disponibili», nel rispetto dell’ordine di priorità. Il fatto è che dalla Regione ieri hanno chiarito all’Asl che Scanzi «non risulta fra i 18.822 caregiver indicati dai 70.801 fragilissimi che si sono registrati sul portale in questi giorni». Né avrebbe potuto iscriversi fra le riserve, dato che questa possibilità deve ancora essere attivata sulla piattaforma. Non solo. La Asl Sudest ha annunciato solo ieri di aver aperto elenchi di “panchinari”. A stare al suo racconto, poi, sarebbe stato «il responsabile di zona ad informarlo» di una dose libera. «Ma a noi questo non risulta» dice la direttrice Dei. Dunque, si sarebbe presentato nel centro vaccinale senza essere stato avvertito? Dopo alcuni commenti critici al suo post, in cui molti mettevano in dubbio la regolarità della procedura, il giornalista aretino precisa:«Nel mio caso, essendo figlio unico e “caregiver familiare” avendo due genitori nella categoria “fragili”, avrei comunque potuto vaccinarmi grazie a un’ordinanza regionale fortemente voluta anche dall’ottimo Iacopo Melio. Ma mi sono comunque iscritto anche nella lista, fino a ieri “solo” verbale e non online, dei panchinari del vaccino. Tutto regolare, tutto alla luce del sole. Con buona pace di qualche imbecille (compreso qualche finto amico e pseudo-politico) che ha provato a fare polemica anche su un gesto che voleva, e vuole, esortare alla vaccinazione. Poveri imbecilli».

Certo, se i genitori di Scanzi fossero già vaccinati, lui non avrebbe dovuto registrarsi sul portale, sebbene le vaccinazioni per questa categoria non siano ancora partite. E la Asl per ora non chiarisce se la lista "verbale" dei panchinari esistesse o meno. «Stiamo facendo le indagini - ribadisce Dei - Escludiamo ci sia stato un errore da parte del nostro personale. Quella del caregiver (badante) è una autodichiarazione e, per ragioni di riservatezza, non possiamo chiedere di dimostrarlo». Abbiamo provato a contattare Scanzi per chiedergli spiegazioni, ma non ci ha risposto. —


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