Vaccini in Toscana, si cambia: il lavoro non conta, saranno fatti in base a patologie ed età

Priorità a malati e anziani, nessuna categoria professionale avrà la precedenza. Giani: dobbiamo resistere ancora un mese, poi dovremmo iniziare a uscirne

FIRENZE. Casi in aumento, ieri sono stati 1.355, e con ulteriore ritocco del tasso di positività che ora arriva a sfiorare il 6 per cento (5,9) dopo che in settimana aveva fatto registrare un valore tra il 4,5 e il 5,5. Nello stesso tempo, sulle vaccinazioni la Regione decide come criterio di priorità quello legato alle patologie e all’età abbandonando quello delle categorie professionali.

LA SITUAZIONE


«Dobbiamo fronteggiare ancora un mese – ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani che è intervenuto a Lucignano (in provincia di Arezzo) dove è in corso l’esame di massa “Territori sicuri” – del resto lo scorso anno il picco fu raggiunto il 31 marzo. Poi con il clima in miglioramento e la diffusione maggiore dei vaccini dovremmo piano piano venire fuori da questa situazione. Gli ospedali al momento reggono, abbiamo circa 180 terapie intensive e 1200 cure intermedie e rispetto allo scorso anno abbiamo creato posti letto in più, la situazione dunque è migliore». Giani ha ribadito la necessità di acquistare più vaccini, un compito che, ha detto, «spetta allo Stato e che permetterebbe di tagliare le polemiche e le tensioni». Infatti, ha aggiunto ancora, «la Toscana sarebbe in grado di somministrare dosi per il triplo di quello che attualmente sta facendo se ci fossero le dosi. Alla fine di febbraio, in una delle ultime circolari del commissario straordinario per il Covid Domenico Arcuri ci era stata assegnata una fornitura di 45 mila vaccini AstraZeneca. Due giorni dopo, la consegna è stata effettuata con un quantitativo dimezzato». Di conseguenza commenta: «Inutile programmare». Per quanto riguarda ieri, alle 12 erano state effettuate complessivamente 370. 587 vaccinazioni, 7.542 in più rispetto a sabato (+2, 1 per cento). La Toscana è la terza regione per percentuale di dosi somministrate su quelle consegnate (l’89,9 per cento delle 412.040 consegnate), per un tasso di vaccinazioni effettuate di 9.955 per 100 mila abitanti (la media italiana è 8.830 per 100 mila).

LE PRIORITA'

Nelle prossime settimane, la priorità per le vaccinazioni sarà data agli anziani e ai malati. Questo l’indirizzo su cui la Regione ha deciso di muoversi. Vale a dire che il criterio non sarà più quello delle categorie dei lavoratori che è stato, come ha detto anche l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini, anche di difficile gestione. «Dal ministero – ha spiegato il presidente Giani – abbiamo avuto indicazioni di vaccinare le categorie di lavoratori più a rischio e cioé quelli della salute, poi quelli della scuola e della giustizia. In questi ultimi due casi siamo più indietro con le somministrazioni perché AstraZeneca, il tipo di vaccini per loro indicato, spesso non ha rispettato le consegne. Poi abbiamo il filone degli ultraottantenni e infine abbiamo aperto quello delle persone con fragilità per le loro condizioni di salute». Dopo queste indicazioni «le circolari ministeriali non ci riportano altre priorità – va avanti il presidente – di conseguenza noi abbiamo fatto una scelta, quella di proseguire la campagna di vaccinazione secondo le patologie e l’età».



NOVITA' PER ASTRAZENECA

Nell’ultimo incontro che Giani ha avuto, a metà della settimana scorsa, con il ministro della salute Roberto Speranza, «si è dimostrato ottimista sul fatto di poter estendere ancora di più la fascia di età per il vaccino AstraZeneca, almeno fino a 70 anni. Questo ci permetterebbe per quanto riguarda gli insegnanti delle scuole di vaccinare i docenti fino a 67 anni e in ambito universitario quelli che hanno fino a 70 anni».

UNA NUOVA LISTA

Per non sprecare dosi di vaccino nei prossimi giorni verrà elaborata dalla Regione una nuova lista a livello regionale, sempre secondo le priorità previste, per le persone che sono disposte a muoversi in ogni momento e verso ogni luogo, nel caso in cui una vaccinazione possa saltare in un luogo all’ultimo momento.

ZONE E COLORI

Intanto rispetto ai contagi, questa settimana la Toscana rimarrà arancione. Sulla prossima il presidente non si vuol esprimere. Di zona rossa provinciale rimane Pistoia (con 20 comuni); a livello comunale Cecina e Castellina marittima (che sono confinanti). Poi le scuole sono state chiuse in 40 comuni: 22 perché ricadono in zona rossa e la chiusura è automatica; in 15 per ordinanza della Regione (secondo il nuovo decreto Draghi questo è possibile quando il numero dei contagi su base settimanale è oltre i 250 su 100 mila persone, oppure per l’aumento delle varianti o per un picco di contagi); e in altri tre comuni per ordinanza dei sindaci. —

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