Il Covid colpisce i più giovani: in Toscana un positivo su sei ora ha meno di diciotto anni

Nei primi due mesi dell’anno sono stati quasi cinquemila i casi nella nostra regione tra i minorenni

Un’impennata di casi Covid che riguardano i bambini e i ragazzi fino a 18 anni. Basta guardare i dati del monitoraggio delle Regione “Scuole sicure” che non lasciano dubbi sul nuovo aspetto che sta mostrando la pandemia in Toscana: a gennaio erano stati 1.568 i nuovi positivi in questa fascia di età. Ora il numero rilevato in quel mese è quasi quello che è stato raggiunto in una sola settimana. Il mese si è chiuso con 3.391 nuovi positivi. E continuano a registrarsi anche i ricoveri in ospedale: ieri da Grosseto sono stati trasferiti al Meyer due bambini di pochi mesi.



I numeri

Nei primi due mesi dell’anno sono stati quasi cinquemila i casi nella fascia 0/18 anni. E da febbraio si è registrata una crescita importante. L’ultima settimana di febbraio si sono registrati 1.254 nuovi contagi. Il tasso dei giovanissimi positivi su 100mila persone è passato da 57 nella prima settimana di gennaio a 211 dal 22 al 28 febbraio. Questo considerando che da marzo 2020 a dicembre scorso i contagi nella fascia di età 0-18 anni erano stati 8mila e che da un’incidenza dell’1,5 per cento sul totale dei contagiati siamo passati a quasi il 17, uno su sei. Anche per il personale docente e non docente i numeri sono aumentati: a gennaio sono stati registrati 1.144 positivi e a febbraio sono stati 1.492.

I ricoveri in ospedale

Sono in miglioramento le condizioni della ragazzina di 14 anni, di Follonica (Grosseto), che era stata ricoverata per Covid nella terapia intensiva dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Sempre da Grosseto, però, sono stati portati all’ospedale pediatrico altri due bambini di quattro e cinque mesi. Le loro condizioni non sono gravi, ma i medici hanno preferito affidarli alla struttura pediatrica di riferimento regionale. I piccoli, uno di Grosseto e uno di Follonica, erano stati portati dai genitori al pronto soccorso di Grosseto per una febbre che non accennava a scendere.

Le chiusure

Oggi, in base al nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri, il presidente della Regione Eugenio Giani deciderà nell’ambito del comitato che ha costituito ad hoc (Comitato di emergenza e prevenzione per la scuola) con altri 15 esperti in quali zone chiudere gli istituti scolastici: potrà farlo su base provinciale dove si raggiungano i 250 casi positivi su 100.000 abitanti oppure su base comunale dove ci sia una diffusione di varianti o un innalzamento improvviso dei casi. E ogni venerdì questo comitato si riunirà per monitorare i vari territori. In attesa dell’incontro di oggi, in ogni caso, non sono state prese decisioni in relazione a chiusure. Solo a Certaldo, in provincia di Firenze, dove sono stati registrati altri 63 casi, tutte le scuole verranno chiuse già da oggi per un’ordinanza firmata dal sindaco Giacomo Cucini.

Appelli e proteste

In attesa delle decisioni della Regione, si è aperto un dibattito sulla necessità di questi provvedimenti. Alle caselle di posta elettronica di Giani e dell’assessore regionale all’istruzione Alessandra Nardini sono stati inviate un volume enorme di mail per chiedere «di fare in modo che la scuola, di ogni ordine e grado, resti aperta e che stavolta sia casomai l’ultima attività a chiudere». L’iniziativa è stata del comitato di Priorità alla Scuola. La Flc Cgil, attraverso il segretario regionale Pasquale Cuomo, ha invece posto l’accento sul fatto che «per rendere le scuole più sicure sarebbe importante avere il medico scolastico a servizio degli studenti e dei lavoratori. Ma dei 461 professionisti che dovevano essere nominati in Toscana grazie a bandi che fatti in primavera dalle aziende sanitarie, solo cinque hanno preso servizio. Il motivo per cui i medici non si sono presentati è stato l’impegno a tempo pieno che le aziende chiedevano». —