A Pistoia zona rossa un’altra settimana. Su Siena e l’Empolese si decide oggi 

Piazza Duomo a Pistoia

La stretta nella provincia si allunga. Ma le zone a rischio sono molte. Da Roma dovrebbe arrivare l'ok a mantenere la regione in fascia arancione, al netto delle ulteriori restrizioni che saranno decise a Firenze

FIRENZE. Un incontro durato fino a notte inoltrata tra il presidente della Regione Eugenio Giani e i sindaci della provincia pistoiese.E che ha portato alla decisione del prolungamento della zona rossa per un’altra settimana, fino al 12 marzo.
 
Oggi, invece, toccherà alla provincia di Siena e all’Empolese Valdelsa decidere, sempre di concerto con il presidente, se prolungare la chiusura nel primo caso. E farla scattare nel caso dell’area metropolitana fiorentina dove ieri sono stati registrati numeri importanti, altri 99 casi. 
 
 
Intanto è stata prorogata la zona rossa per la provincia di Pistoia (che scadeva questa domenica). Da una elaborazione fatta da Il Tirreno l’indice di positività da venerdì 26 febbraio a ieri è stato pari a 369, 4 su 100mila persone e con 250 scatta la zona rossa. Giani questa mattina firmerà l’ordinanza per mantenere le restrizioni fino a venerdì 12.
 
Con pesanti novità però rispetto alla precedente dovuta al nuovo decreto che nel frattempo è stato varato a Roma dal presidente del consiglio Mario Draghi: tutte le scuole saranno chiuse, anche le materne, gli asili, le primarie e le classi prime delle medie che erano rimaste aperte. Saranno chiusi anche i parrucchieri e i centri estetici. 
 
Sempre oggi il ministero della salute comunicherà alla Regione l’esito del monitoraggio sui dati inviati nei giorni scorsi che, tra i vari indicatori, riguardano i contagi e il tasso di occupazione degli ospedali e dei posti in rianimazione. E che, stando alle indicazioni non ufficiali fornite a livello regionale, dovrebbero mantenere la Toscana in fascia arancione
 
Una situazione comunque al limite per la crescita dei casi di contagio, con un indice di contagiosità (l’Rt) vicino alla soglia dell’1, 25 (quando scatta la zona rossa).
 
E con il Cnr che rileva: «Le varianti stanno facendo crescere i casi fino a due volte di più rispetto alle precedenti ondate. Ci sono zone dove le misure più severe adottate stanno iniziando a produrre effetti in positivo, come l’Umbria, la Provincia di Bolzano e l’Abruzzo». «L’impatto delle varianti, invece, sta manifestando la sua virulenza – aggiunge il Cnr – in Toscana, Lombardia ed Emilia-Romagna dove gli interventi di riduzione sono insufficienti per controllare il calo dei casi». –