Scuole, la Toscana deciderà le chiusure ogni venerdì. Tasso di contagio: 3 le province con dati "rossi"

Nasce un comitato per l'emergenza scolastica che si riunirà ogni venerdì e deciderà le misure territoriali da adottare a partire dal lunedì successivo. La prima riunione venerdì 5 marzo. Il presidente spiega che la chiusura avverrà solo in circostanze eccezionali. E spinge sui vaccini: la Toscana è pronta a correre, oggi battuto un record di somministrazioni

Nelle regioni rosse tutti gli studenti tornano alla didattica a distanza. Ma in quelle arancioni, come è oggi la Toscana, la decisione spetta al presidente della Regione. Che può chiudere tutte le scuole nelle province dove vi sono più di 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. E anche nei singoli comuni, laddove c'è una forte circolazione delle varianti o un peggioramento dell'andamento del contagio, secondo quanto previsto dall'ultimo Dpcm del governo.

Eugenio Giani ha spiegato che queste norme gli affidano un certo grado di discrezionalità di responsabiltà. E ha tracciato il metodo con cui intende muoversi. "Ho deciso di costituire un comitato di consultazione che si riunirà tutte le settimane il venerdì alle 17, una volta acquisita la decisione della cabina di regia sul colore della regione per la settimana successiva. Quello che decideremo in quella sede si tradurrà in un'ordinanza che scatterà dal lunedì successivo".

Il comitato, ha spiegato Giani, si chiamerà Ceps (comitato per l'emergenza e la prevenzione scolastica) e "sarà composto dal sottoscritto e da 15 persone: l'assessore alla Sanità, l'assessore all'Istruzione, il direttore generale della giunta regionale, il direttore dell'Istruzione, il direttore della Sanità, poi il direttore dell'Agenzia regionale di sanità che potrà portare anche l'epidemiologo, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, un rappresentante dei prefetti, un rappresentante dell'Upi e uno dell'Anci, il presidente del Parlamento degli studenti, e poi i quattro direttori delle tre Asl e del Meyer".

Quindi ferma restando la chiusura delle scuole nelle province rosse di Siena e Pistoia, per sapere se ci saranno ulteriori chiusure bisognerà attendere venerdì prossimo. Giani ha spiegato che il suo orientamento sarà tenere il più possibile aperte le scuole, ma che utilizzerà il potere di chiuderle laddove i tecnici e gli esperti ne indicheranno la necessità.

IL PUNTO SUI VACCINI

"Siamo arrivati a 326.750 dosi di vaccini, con più di 90 mila persone che hanno avuto anche il richiamo", e dunque "entriamo in un ritmo progressivamente che ci può consentire di raggiungere quegli obiettivi di una sostanziale immunità di gregge nel prossimo mese di ottobre", ha detto Giani. "Oggi la Toscana ha battuto un record, quello della somministrazione giornaliera di vaccini, con 14mila dosi somministrate", ha aggiunto Giani, secondo cui "quando i vaccini ce li portano, la nostra macchina organizzativa riesce a poterli fare subito, facendo passare loro solo qualche ora nei frigoriferi. Li fanno i medici di base, che io ringrazio, con gli over 80, li fanno i nostri operatori con gli hub che sono diffusi nel nostro territorio, e viene fatto con il personale sanitario che sta arrivando alla fine della vaccinazione nei luoghi ospedalieri".

Per il governatore toscano "'vaccini, vaccini, vaccinì è lo slogan giusto, mi sembra che a livello nazionale lo stiano raccogliendo, e vi sarà un'accelerazione nel loro reperimento con il vaccino Johnson&Johnson nella seconda parte del mese di marzo, oltre che con sempre più dosi per Pfizer, Moderna e Astrazeneca".

Domani via ai "fragilissimi". Le persone "estremamente vulnerabili" in Toscana potranno vaccinarsi a partire da domani, giovedì 4 marzo: secondo quanto ricorda la Regione in una nota saranno le Asl e le Aziende ospedaliero-universitarie, che li hanno in carico, a contattarli, per la somministrazione del vaccino Moderna. Qualora alcuni di questi soggetti non possano essere vaccinati per le loro particolari condizioni di salute, potranno essere vaccinati i conviventi o coloro che li assistono.

"È quello che accadrà, per esempio, già domani stesso - annuncia la Regione - nella zona apuana dove saranno vaccinati i genitori di un giovane con grave disabilità, che a causa del suo stato di salute non potrà essere immunizzato, e per il quale un anziano di 91 anni si era offerto, rinunciando al proprio vaccino".