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Contagi in Toscana, aumentano i casi di variante brasiliana. Zone rosse: altre tre province a rischio

L’Istituto superiore di Sanità raccomanda «massime misure di mitigazione» per l’espansione in Toscana di questa forma di infezione difficile da contrastare. Vaccinazione ai pazienti fragili: finalmente si parte  

FIRENZE. L’espansione in Toscana della variante brasiliana che deve essere contrastata al massimo. Poi altri 1.058 nuovi positivi registrati in 24 ore, con molti ospedali che stanno aumentando la loro capienza di posti letto in rianimazione. Del resto ci sono già due province in zona rossa in Toscana – Pistoia e Siena – e in base ai nuovi parametri stabiliti dal governo (250 contagi per 100 mila abitanti) ce ne sono altre tre molto vicine al rischio di chiusura: Massa Carrara, Lucca e Arezzo.

In queste tre province, infatti, ci sono fra 200 e 250 contagi ogni 100 mila abitanti. Perciò nei prossimi giorni, è prevista un’accelerata sui vaccini con l’arrivo di 70 mila dosi e il via da domani alla somministrazione a 120 mila persone con gravi patologie e a rischio di decesso nel caso siano contagiate dal virus. Sono questi i tre punti importanti di una giornata segnata dall’arrivo del nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri in vigore da venerdì con le novità per le scuole. E con l’attesa delle decisioni domani su nuove zone rosse o conferme delle attuali.

LA VARIANTE


Dai dati di un’indagine dell’Istituto superiore di sanità sulla diffusione delle varianti emerge, come si legge, una «chiara espansione geografica dall’epicentro umbro a regioni quali la Toscana della cosiddetta variante brasiliana che deve essere contrastata con le massime misure di mitigazione». «Una stima di prevalenza della variante brasiliana è del 4,3% – commenta Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto – un dato preoccupante ed è importante che si adottino le misure più restrittive possibili».



NUMERI E VACCINI

Ieri sono stati 13 i decessi. I nuovi casi positivi Covid registrati sono 1.058 su 23.324 test con un tasso dei nuovi positivi pari al 4,54%. Un numero importante che evidenzia, come spiega l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini, «una crescita lineare, non esponenziale, che va avanti da cinque settimane anche se non in maniera virulenta come a settembre». Per questo nei prossimi giorni la Regione spingerà sulle vaccinazioni. «Ora siamo a una somministrazione pari al 76% rispetto alle dosi consegnate – continua Bezzini – pari a nove punti percentuali in più rispetto alla media nazionale. Ma contiamo di arrivare a 12/13 punti in più perché nei prossimi giorni abbiamo un’intensificazione della campagna. In questa settimana faremo circa 70.000 vaccinazioni: circa 20.000 per i richiami e così andremo verso la copertura totale del personale sanitario; 25.000 dosi sono per ultraottantenni; 25.000 sono per le categorie che vengono vaccinate con AstraZeneca». Dopo i grandi anziani che hanno ricevuto il vaccino negli ambulatori, si procederà con gli ultraottantenni che non si possono muovere con dosi Pfizer.

PAZIENTI FRAGILISSIMI

Da domani poi partirà la vaccinazione delle persone estremamente vulnerabili con 14.000 dosi Moderna che la Regione mette a disposizione di Asl e aziende ospedaliero-universitarie. Queste persone, con patologie che rientrano in 15 aree specifiche, non dovranno fare la prenotazione per la vaccinazione: verranno contattate direttamente dalle Asl che le hanno in carico. Oppure i pazienti che non hanno un rapporto diretto con le Asl (una minoranza) verranno contattati dai medici di famiglia al momento in cui sarà completata la categoria degli ultraottantenni. Nel caso in cui i soggetti proprio per le loro condizioni precarie non siano in grado di ricevere il vaccino, la loro dose verrà destinata ai loro conviventi o a chi li accudisce. Infine, in base a indicazioni nazionali «stiamo valutando la reimpostazione della vaccinazione di AstraZeneca – aggiunge Bezzini – su criteri di età e di patologia, con una vaccinazione estesa da 55 a 65 anni e consentita anche a persone che hanno particolari patologie, non collocate nella categoria delle persone estremamente vulnerabili».



ZONE A COLORI

«Sulla base delle nostre valutazioni – conclude il presidente della Regione Eugenio Giani – che non sono ufficiali, ci sentiamo di poter prevedere la zona arancione anche nella prossima settimana. Il responso ufficiale ci sarà, comunque, venerdì».

Per quanto riguarda le zone rosse provinciali e l’istituzione di nuove chiusure in aree con indici più elevati, il presidente avrà un nuovo incontro con i sindaci domani. Sotto stretta sorveglianza (visti i contagi) resta anche la zona dell’Empolese Valdelsa. —



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