Vaccini in Toscana, via alle dosi per i superfragili: chi rientra in questa categoria

Si parte giovedì con le prime 7mila persone: l'obbiettivo della Regione è proteggere gli "estremanente vulnerabili". Successivamente si passerà ai fragili

FIRENZE. Si comincia giovedì, dai super fragili: circa 120mila persone in totale, in Toscana, affette da patologie gravi. Che, se sommate al Covid-19, potrebbero portare alla morte. E a 7mila di loro, intanto, questa settimana – con l’arrivo di una fornitura da 17.700 dosi di siero prodotto da Moderna – sarà somministrato il vaccino contro il Covid-19.

Poi, più avanti – ma soltanto una volta completata la vaccinazione dei superfragili – si passerà ai fragili: 680mila persone, in tutto. Chi, in sostanza, soffre di patologie in una forma meno grave rispetto all’altra categoria, pur essendo comunque esposto a un rischio. Quantomeno di sviluppare una forma aggressiva di Covid-19.


È questo il nuovo filone della campagna vaccinale, in Toscana, che viaggerà in parallelo (forniture di vaccini permettendo) con la somministrazione del siero a personale sanitario, scolastico e universitario, forze dell’ordine e over 80. Con la Regione che, proprio in queste ore, sta definendo i dettagli del piano che prenderà il via giovedì. L’obiettivo è chiaro: proteggere gli «estremamente vulnerabili». Quelle persone che, proprio per le loro già precarie condizioni di salute, rischiano di più.

I SUPERFRAGILI

Stiamo parlando, in sostanza, di trapiantati, pazienti affetti da fibrosi polmonare o scompenso cardiaco in fase avanzata, sclerosi multipla. Non solo: rientrano nella categoria anche pazienti con sindrome di Down o sottoposti a dialisi. Infine i diabetici (over 18 con diabete giovanile oppure pazienti che abbiano il diabete di tipo due e che abbiano bisogno di almeno due farmaci ipoglicemizzanti) e chi abbia un tumore. Questi pazienti non dovranno occuparsi in prima persona della prenotazione della dose che spetta loro di diritto: sarà l’Asl, infatti, a metterli in lizza in automatico. E dal momento che molti di questi si trovano già ricoverati in ospedale, la somministrazione del vaccino avverrà direttamente lì, nei presidi ospedalieri.

I FRAGILI

Tra loro c’è chi soffre di malattie respiratorie, cardiocircolatorie e autoimmuni e pure chi ha contratto l’Hiv. Ma, dopo una prima scrematura, il loro livello di gravità viene considerato inferiore rispetto a quello dei superfragili. Per questo dovranno aspettare. Ancora i dettagli non sono definiti, ma per la vaccinazione di questa categoria potrebbero scendere in campo (di nuovo) anche i medici di medicina generale: il siero, infatti, potrebbe essere somministrato, oltre che negli ambulatori, anche nei punti vaccinali già attivi.



IL NODO VACCINI

Ma c’è un aspetto da non trascurare: le forniture di vaccini ancora limitate rispetto alle necessità. Questa settimana arriveranno in Toscana 17.700 dosi di Moderna (di cui 7mila subito destinate ai fragilissimi). Altre 41.900 dovrebbero arrivare nel mese di marzo, ma ancora certezze su quando (e se) avverrà la consegna non ce ne sono. E poi c’è l’altra incognita: AstraZeneca. Con 26mila dosi già consegnate e un’altra partita – da 7mila – prevista per il 12-13 marzo. Ma dopo il taglio del 50 per cento sulle previsioni non si va oltre quell’orizzonte. La più affidabile, al momento, resta Pfizer-BioNTech: dopo le 44.460 dosi arrivate in Toscana il 22 febbraio scorso, una nuova fornitura da 46.800 dosi è prevista per questa settimana. Poi un’ulteriore per l’8 e il 9 marzo da 50.310 dosi e altre tre – della stessa quantità – per il 15, 22 e 29 marzo. Per un totale, a marzo, di 248.040 di vaccini prodotti da Pfizer.

LA REGIONE

«Questa sarà una settimana importante per la campagna di vaccinazione, che vedrà la somministrazione della prima dose di vaccino per circa 25mila ultraottantenni con Pfizer-BioNTech e per altre 25mila persone circa tra i 18 e i 65 anni con AstraZeneca – commenta l’assessore regionale alla Sanità, Simone Bezzini –. Se si aggiungono i circa 20mila richiami per operatori sanitari e socio-sanitari e personale e ospiti della Rsa si arriva ad un totale di 70mila somministrazioni. Un numero importante che testimonia il ritmo di vaccinazioni in Toscana, tra le prime regioni per dosi somministrate su quelle consegnate, che purtroppo sono ancora in quantità molto limitata». —

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