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Ospedali, è di nuovo emergenza in Toscana. Rt ancora da zona arancione, ma 66 comuni hanno dati da lockdown

I letti delle terapie intensive ai livelli di novembre, ma con la metà dei casi. In una settimana balzo dei contagi del 36%. Sono 66 comuni con dati da zona rossa: ecco la lista

FIRENZE. Per chi lavora in corsia è quasi un paradosso. Medici e infermieri delle “bolle” Covid sono forse gli unici a sperare che l’Rt con cui la Cabina di regia del ministero della Salute venerdì decreterà la permanenza o uno scatto di colore per la Toscana sia sopra la soglia di guardia, anche solo un centesimo al di là del confine che ci collocherebbe in zona rossa.

Ospedali, già emergenza


Sì perché chi lavora in corsia da giorni assiste ad un altro paradosso: sebbene la Toscana registri la metà dei casi giornalieri di inizio novembre – quando si raggiunsero anche i 2.300-2.500 contagi – i letti occupati in terapia intensiva sono gli stessi: erano 173 il 1° novembre, sono 172 oggi. A stare ai dati raccolti in tempo reale da Agenas (l’Agenzia nazionale per servizi sanitari delle regioni), è occupato il 30% dei posti disponibili, in pratica abbiamo raggiunto la soglia di rischio, uno dei parametri che nel monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità fa scattare un’allerta sul sistema. Non è un caso che da due o tre giorni negli ospedali si sia tornati a riaprire reparti o a destinare le rianimazioni ai malati Covid. In fondo ieri, con 877 nuovi casi e 18 decessi, abbiamo raggiunto i 1.122 ricoveri e oltre i 1.300 dovranno scattare i tagli alle attività chirurgiche no Covid. Non solo. L’ultima settimana ha fatto segnare un balzo del 36% dei positivi. In sette giorni, da lunedì 22 a domenica 28 febbraio, la Toscana ha registrato 7.414 casi contro i 5.446 della settimana precedente.

L’Rt ci salva ancora

Eppure, con tutta probabilità, resteremo in zona arancione fino al 14 marzo. Dopodiché sì, il rosso dal 15 sembra inevitabile. La stima dell’Rt che la Regione invierà a Roma fotografa un andamento addirittura meno drammatico di quello della settimana precedente: l’indice di contagio è intorno a 1,16 (fra 1,15 e 1,19). Questo perché, a differenza di tutti gli altri parametri – riferiti alla settimana scorsa – l’Istituto superiore di sanità, che per l’Rt si basa sui sintomatici, fotografa la curva dell’indice della settimana ancora precedente, quella compresa fra il 15 e il 21 febbraio. Un ritardo che ancora solleva molte discussioni fra esperti.

Il dato in tempo reale

In realtà, zone rosse locali potrebbero essere inevitabili prima del 15 marzo. Il rischio è che questa volta l’aumento dei casi faccia collassare il sistema sanitario. Chi tiene un monitoraggio in tempo reale, come Roberto Battiston, professore di Fisica all’università di Trento e da alcuni giorni collaboratore di Agenas, del resto lancia l’allarme. «Servono subito chiusure mirate». A stare alle sue simulazioni molte province della Toscana, al 26 febbraio, avevano un Rt da zona rossa, quattro con cifre in netta crescita: Lucca a 1,38, Firenze a 1,31, Siena a 1,32, Prato a 1,3, così come a 1,3 del resto era tutta la Toscana, la regione con l’indice di trasmissibilità più alto d’Italia.

Il tasso di contagi

Per questo in Regione si è cauti. Ma si sa che dopo le province di Pistoia e Siena, anche l’Empolese Valdelsa e l’Aretino potrebbero venir dichiarate zona rossa locale dal presidente Eugenio Giani se in questi giorni proseguisse il trend negativo. È vero, il tasso dei contagi in Toscana è salito da 159 a 198 casi settimanali su 100mila abitanti, non abbastanza per finire nello scenario di rischio peggiore.

I Comuni a rischio

Ma territorio per territorio è tutta un’altra storia. Basta uno sguardo al report della Regione sui contagi settimanali. Sono 66 i Comuni a rischio, con un tasso di contagio da zona rossa, sopra i 250 casi per 100mila abitanti. L’area Sud est e la Centro hanno assistito a un’impennata impressionante, nel senese e nell’Aretino in gran parte a causa della diffusione delle varianti. Tanto che in quelle zone sono moltissimi i comuni con un tasso di incidenza del contagio da zona rossa, ben oltre i 250 casi settimanali su 100mila abitanti. Ci sono Capraia e Limite, San Godenzo, Lamporecchio, Montale, Siena, tutti sopra i 400 casi su 100mila abitanti. Poi Pistoia, con 345 casi su 100mila, ma pure Castelfiorentino, Reggello, Serravalle, Pescia e Prato. Nella città del tessile ci sono 245 casi su 100mila abitanti. Nella zona Nord ovest, oltre a Cecina, fra le città più grandi a preoccupare è Viareggio, dove si registra un tasso di 359 casi ogni 100mila abitanti. —


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