Ottocentomila toscani fragili vanno vaccinati prima degli altri

Sono i pazienti di varie età che hanno patologie croniche. Dose in ospedale a quelli con la salute più compromessa  

Restano sopra i mille i contagi da coronavirus in Toscana. Anche ieri 1.126. Un dato che pesa. Soprattutto perché in Toscana ci sono 800mila persone “fragili” e “fragilissime” da vaccinare prima possibile. Si tratta di pazienti con patologie croniche, con vari livelli di gravità, per i quali il contagio può avere conseguenze serie, perfino letali. Ecco perché velocizzare la campagna vaccinale è fondamentale Per raggiungere l’immunità di gregge a ottobre. Lo stesso presidente della Regione, Eugenio Giani, ammette che la vaccinazione è il modo migliore per contrastare la circolazione del virus. Non l’unico, ma la difesa più efficace. Insieme al distanziamento e alle mascherine.

Prima chi ha patologie


Fra i provvedimenti di prevenzione, c’è anche l’isolamento delle zone a rischio. E, infatti, in Toscana due province – Pistoia e Siena – sono scivolate in zona rossa dopo l’aumento dei casi di contagio. Ma Giani insiste: la vera soluzione è affrettare la campagna vaccinale. Anche se la questione non è di poco conto perché, prima di tutto, c’è da fare i conti con le forniture, che arrivano a singhiozzo. Comunque Giani annuncia, a breve, l'inizio di una nuova fase della campagna che, questa volta, comprenderà chi sia affetto da patologie.

100mila dosi extra

«Dobbiamo alzare un argine di vaccini in grado di fermare la pandemia. Ma non sarò un presidente che si mette a contrattare su mercati paralleli, con intermediari che non sappiamo bene poi cosa ci portano – precisa Giani - . È lo Stato che deve occuparsi dell’approvvigionamento dei vaccini e devo riconoscere che dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, ci arrivino messaggi incoraggianti. A cominciare dalla “liberazione” di oltre 2 milioni di dosi, al momento in riserva. Questo, per la Toscana, significa poter contare su circa 100mila dosi di vaccino in più. La macchina organizzativa è già in moto e non avremmo difficoltà a somministrarli alla popolazione. Una boccata d’ossigeno per Toscana».

Marzo decisivo

Per Giani, infatti, il mese di marzo sarà decisivo per imporre la giusta marcia alla campagna vaccinale. «È previsto l’arrivo di 400mila dosi in Toscana per il prossimo mese – spiega – e se a queste si aggiungeranno le 100mila sbloccate dal governo significherà che saranno vaccinate 500mila persone. Solo nel mese di marzo. Con questo ritmo, non sarà un miraggio raggiungere l’immunità di gregge all’inizio di ottobre». Già dalla prossima settimana – con la consegna della nuova fornitura di Pfizer BioNTech – si aprirà una nuova fase della campagna: quella destinata alle persone con patologie. E stiamo parlando di circa 800mila toscani: chi, in sostanza, abbia un’esenzione del ticket per una o anche più patologie. Una suddivisione di cui si sta occupando la Regione per definire chi ne abbia diritto.

Fragili e fragilissimi

«Siamo partiti da chi combatte in prima linea per arrivare, poi, agli over 80 – sottolinea Giani - e ora, in parallelo, ci concentreremo su chi sia più debole e, di conseguenza, esposto all'aggressività del virus. In quest’ottica, abbiamo fatto una suddivisione tra fragili e fragilissimi. Tra i primi, rientrano le persone fino a 65 anni di età, con patologie non particolarmente gravi; tra i secondi, invece, chi sia colpito da malattie che, purtroppo, ne condizionino la vita». E secondo quanto spiegato da Giani l’idea è di somministrare ai fragili il vaccino prodotto da Pfizer o, in alternativa, da AstraZeneca (ma, in questo caso, bisognerà fare i conti con le forniture che arriveranno in Toscana). Nessun dubbio, invece, per i fragilissimi: a loro sarà destinato il siero di Pfizer.

La somministrazione

Ma come avverrà la prenotazione delle dosi? Attraverso l’apertura di agende ad hoc nel portale regionale destinate alle due categorie selezionate. «Una volta prenotata la dose – sottolinea Giani – ai fragili, il vaccino sarà somministrato nei punti vaccinali della Toscana. Diverso, invece, sarà per i fragilissimi. Considerate le patologie più gravi di cui soffrono, abbiamo pensato di seguirli con maggiore attenzione. Per questo, nel loro caso, la vaccinazione avverrà nelle strutture sanitarie, in modo da monitorarli dopo la vaccinazione per verificare l’andamento di eventuali effetti avversi». Nel frattempo, andrà avanti la campagna per concludere la vaccinazione del personale sanitario (seconda dose) e per proteggere dal virus gli over 80. «Andiamo avanti – conclude Giani – stiamo somministrando più del 90% delle dosi in nostro possesso. Aspettiamo solo che ne arrivino altre: la nostra macchina è già pronta a somministrarle». —

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