Bar e ristoranti insieme in piazza: «Dateci regole certe per poter lavorare»

Confesercenti e Confcommercio lunedì daranno vita a catene umane in tutta la regione: «L’alternativa è morire»

FIRENZE. «Basta chiusure. A un anno dall’inizio della pandemia non è cambiato niente. Non siamo noi la causa dei contagi e ci siamo stufati di aspettare sussidi che non arrivano mai. Dateci regole certe e fateci tornare a lavorare». Non importa che la Toscana possa scivolare verso la zona rossa. Confcommercio e Confesercenti invocano il governo di far riaprire bar e ristoranti, ma anche palestre, teatri e cinema. Le imprese del terziario sono sfiancate dai continui apri e chiudi a colpi di cambi di colore, stanno morendo a grappoli, dicono che non sono loro la causa dell’aumento dei contagi e vogliono tornare a lavorare. Di più. Lanciano per lunedì prossimo una manifestazione in ogni città capoluogo delle dieci province toscane con lo slogan “Salviamo le imprese. Salute e sicurezza possono convivere”. L’iniziativa è stata presentata alla Camera di Commercio di Firenze dai presidenti regionali delle due associazioni di categoria Anna Lapini (Confcommercio Toscana) e Nico Gronchi (Confesercenti Toscana), dai rispettivi direttori regionali Franco Marinoni e Massimo Biagioni e dai presidenti di Confcommercio Firenze Aldo Cursano e Confesercenti Firenze Claudio Bianchi.

I NUMERI DEL DISASTRO


Sono noti, ma messi in fila fanno impressione. Attacca il presidente di Confesercenti Gronchi: «In un anno di pandemia abbiamo perso oltre 100 miliardi di consumi, 200mila lavoratori autonomi tra imprenditori, collaboratori e liberi professionisti e le strade per combattere il virus sono ancora chiudere le attività (oltre 100 giorni i negozi e 160 bar e ristoranti), restrizioni ed una corsa ad ostacoli per i vaccini». Aggiunge il direttore di Confcommercio Marinoni: «Così non va. Le istituzioni devono trovare il modo per farci riaprire. Siamo disponibili a ragionare insieme sulle regole». Intanto, se il governo non interviene, a fine marzo c’è lo sblocco dei licenziamenti e «un dipendente su cinque rischia di perdere il lavoro», dice uno studio di Confcommercio.

Chi DIFFONDE IL VIRUS

«Come mai noi siamo chiusi e i contagi continuano a salire? ». Domanda il presidente di Confesercenti Firenze Claudio Bianchi. La risposta sarebbe per la gente che continua a uscire e complice il bel tempo, nonostante la Toscana sia in zona arancio, riempie strade, piazze e parchi. Probabile tempo bello anche il prossimo fine settimana e forse ci vorrebbero più macchine delle forze dell’ordine in giro per evitare assembramenti. Ma riaprire le attività commerciali permetterebbe, secondo il presidente di Confesercenti Firenze, di “spalmare” le persone in luoghi sicuri al chiuso perché applicherebbero le regole scaccia-Covid.

LE 10 CATENE UMANE

Via Verdi 16: Ristorante “La Maremma”. Un locale altamente simbolico per Firenze. È qui che il 22 agosto 2020 il proprietario Luca Vanni, 44 anni, si è suicidato per paura di un nuovo lockdown. È da qui che si snoderà la catena umana che arriverà fino al Palazzo della Regione in piazza Duomo. Ma la chiamata è per tutta la Toscana. Baristi, ristoratori, negozianti, gestori di palestre, teatri e cinema formeranno una catena umana immobile, silenziosa, coi manifestanti a distanza di sicurezza e mascherina sul viso, in ciascuna delle dieci città capoluogo di provincia. Il verde, il bianco e il rosso della bandiera italiana saranno gli unici colori a unire in un messaggio di fiducia e di ripartenza tutte le catene umane. A fine manifestazione una delegazione di Confcommercio e Confesercenti consegnerà un documento al prefetto di Firenze Alessandra Guidi. —

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