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Raddoppiato il tasso dei positivi in Toscana, si va verso le mini zone rosse: i comuni più a rischio

Nel mirino è soprattutto l'area del Senese, ma in totale sono 30 i territori con indici di contagiosità preoccupanti

FIRENZE. Sono 911 i nuovi contagi registrati ieri in Toscana ma il numero, inferiore a quello di domenica, non deve essere considerato in maniera positiva perché la diffusione del coronavirus sta crescendo. E in modo consistente. Sempre ieri, infatti, i test effettuati sono stati 10. 833 mentre domenica erano stati registrati 968 nuovi contagi su un numero quasi doppio di test: 19. 677. Per cui il tasso di positività è raddoppiato, dal 4, 9% all’8, 4%. Di conseguenza oggi si potrebbe varcare la soglia dei mille nuovi casi. Ed è per questo che prende corpo la possibilità di istituire mini zone rosse, soprattutto nella zona senese, che vengono decretate con un’ordinanza della Regione sentiti il ministero della salute e i Comuni coinvolti. Come è già successo a Chiusi, la decisione viene presa soprattutto in base alla presenza delle varianti, in particolare quella brasiliana e sudafricana (perché ormai quella inglese è considerata come “abbastanza generalizzata”).

LA SITUAZIONE


Ieri pomeriggio il presidente della Regione Eugenio Giani ha incontrato il ministro della salute Roberto Speranza. «Sono preoccupato – ha detto il presidente – perché abbiamo avuto cinque settimane in zona gialla a gennaio con indici di contagi medi di 500 al giorno. Da cinque giorni, invece, siamo sui mille con un raddoppio pieno». Nelle zone con i tassi di contagiosità più alti e presenza di varianti, sono stati attuati gli screening di massa. A Chiusi (in provincia di Siena) è stata istituita la mini zona rossa per una settimana e su 6. 200 tamponi effettuati sono stati riscontrati 40 positivi. Oggi lo screening di massa verrà fatto a Monteroni (sempre in provincia Siena). «Il sindaco ha chiuso le scuole – aggiunge Giani – perché identifica in questi luoghi la fonte di contagio». Oggi anche a Siena verrà firmata l’ordinanza per la chiusura delle medie e delle superiori. Studenti a casa anche a Sovicille e ancora a Chiusi.

ZONE ROSSE

In tutta la Toscana, secondo il monitoraggio della Regione, sono 30 i comuni che hanno un tasso di positivi per 100mila abitanti sopra 250, una soglia per cui, a livello regionale e insieme ad altri parametri, è previsto lo scatto nella zona rossa. Oltre al Senese e a Certaldo (in provincia di Firenze), ci sono vari comuni del Pistoiese, da Montecatini a Quarrata, con indici di rilievo. Sull’ipotesi di istituire lockdown mirati, come da indicazione emersa anche a livello governativo, Giani spiega che: «Più che con l’identificazione puntuale della zona rossa, al momento, ci siamo mossi con la chiusura delle scuole e i tamponi a tappeto per la popolazione. Per il futuro vedremo: se ci sarà la necessità di mettere la zona rossa per isolare i contagi soprattutto laddove si presentano le varianti io non mi fermerò e lo farò con molta decisione come ho già fatto nei giorni scorsi a Chiusi».



VACCINI

Per il presidente, in ogni caso, l’obiettivo resta quello di «vaccinare e vaccinare il più possibile». «La questione che poniamo al governo – ha spiegato – non è tanto quella sulle chiusure, quanto sull’adoperarsi per comprare vaccini. È questa la priorità assoluta. Non bisogna stare chiusi perché si danneggia la nostra economia. Il nostro governo si deve muovere di più sul piano internazionale per reperire vaccini in modo tale di averne di più di quanto oggi il vincolo con l’Europa ci consente, come hanno fatto Israele e la Gran Bretagna. Oppure possiamo acquistare le licenze se le case farmaceutiche non ci vendono dosi a sufficienza». E aggiunge: «Come Regione abbiamo una macchina organizzativa con il motore della Ferrari che procede alla velocità di una 500. Ho 310 luoghi su 273 comuni della Toscana assolutamente disponibili per la vaccinazione anti-Covid, e ci sono anche medici e infermieri, ma il problema è il numero dei vaccini». Per il presidente Giani «è abbastanza frustrante andare, come ho fatto io in questi giorni, nei vari luoghi in cui facciamo le vaccinazioni e sentirmi dire dai medici “noi oggi ne somministriamo mille, ma con i medici e gli infermieri che abbiamo qui, con l’organizzazione che ci siamo dati, potremmo somministrarne anche tremila, quattromila al giorno”».



ECONOMIA

Infine sulle attività economiche Giani ha aggiunto che «la notizia della classificazione regionale rispetto alle zone, ogni settimana, va data il mercoledì e non il venerdì. Un ristoratore lo deve sapere almeno due giorni prima se deve chiudere o meno nel week end». E ha concluso: «Bisogna reggere ancora un mese e mezzo. Poi la situazione si aggiusterà un poco anche da sola, per il caldo». —


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