«Nonna, è per te»: l'ingegnere di Luna Rossa dedica la coppa alla nonna elbana

Alessandro Franceschetti con la Prada Cup dedicata a nonna Nenne, in ospedale a Portoferraio

Fin da piccolo Alessandro Franceschetti ha trascorso le estati a Marina di Campo dalla nonna Nenne

Ha sollevato la Prada Cup nella base di Luna Rossa in Nuova Zelanda, sciogliendo la tensione della gara con un sorriso e godendosi finalmente il trionfo, frutto di anni di lavoro. Ma il pensiero di Alessandro Franceschetti, ingegnere progettista per il team messo in mare dall’armatore Patrizio Bertelli e fresco conquistatore della finale dell’America’s Cup, è arrivato fino all’isola d’Elba, spinto come un razzo dal vento dell’oceano. Fino alla stanza dell’ospedale di Portoferraio nella quale, da circa due settimane, è ricoverata l’amata nonna Nenne Antonucci, alle prese con una brutta polmonite bilaterale che, all’età di 96 anni, è un avversario difficile da combattere, forse più insidioso di quanto sia stato Team Ineos Uk nelle acque di Hauraki.

Anche per questo, nelle corsie dell’ospedale di Portoferraio, in questi giorni, si parlava molto delle regate in notturna in scena a migliaia di chilometri dallo Scoglio. E il tifo per Luna Rossa era particolarmente acceso, forse più che altrove,e non solo per ragioni marinare.


Quella dell’ “elbano di fòri” Alessandro Franceschetti (è così che all’Elba si chiamano i “foresti” che frequentano assiduamente l’isola) è una favola da raccontare che, partendo da Milano, dove è nato e cresciuto assieme ai genitori Bruno e Gabriella, si intreccia con l’isola d’Elba e il mare cristallino del suo versante occidentale.

Fin da piccolo l’ingegnere ha trascorso le estati a Marina di Campo dalla nonna Nenne, classe 1924, figlia di un ufficiale del Genio di Marina, Giovanni Antonucci, e di Lucia Mibelli, un classico cognome campese. E il mare dell’isola d’Elba, evidentemente, ha agito come un carburante per i sogni di Alessandro, che oggi ha 38 anni e fin da quando era piccolo ha iniziato a coltivare una grande passione per la navigazione. L’entusiasmo è stato amplificato dalle imprese della Luna Rossa manovrata dallo skipper Francesco De Angelis , in quegli anni trasmesse nel cuore della notte dalla Rai .

«Un giorno costruirò la barca che vincerà l’America’s Cup», aveva detto ai familiari il piccolo Alessandro, quasi presago di un destino. La sua storia è un esempio calzante di come i sogni possano trasformarsi in realtà, se coltivati con lo studio e con anni di duro lavoro. Sì, perché il sogno di Franceschetti si è già realizzato nel 2017, quando da ingegnere progettista ha contribuito alla vittoria di Team New Zealand, l’equipaggio da battere nel mondo della vela e prossimo avversario, in qualità di defender, di Luna Rossa nella finale di America’s Cup.

Quattro anni fa Franceschetti si godeva il trionfo ad Auckland (dove tutt’ora sta vivendo e lavorando) assieme agli altri membri dell’equipaggio kiwi accolti come divinità in una parata degna di un superbowl. Ma nello sport, come nella vita, c’è sempre bisogno di stimoli. Di nuove sfide di accettare. E così il giovane progettista milanese-elbano si è unito a Luna Rossa, con l’obiettivo di bissare il successo del 2017, ma stavolta lavorando per l’imbarcazione simbolo del nostro Paese.

La vittoria di sabato notte nella finalissima della Prada Cup contro i britannici di Team Ineos Uk è stata una gioia immensa, l’ultimo passo trionfale prima dello scontro in America’s Cup contro i giganti di Team New Zealand.

Ma il primo pensiero di Alessandro, non appena l’adrenalina della finale è svanita e la gioia per la vittoria ha allentato la tensione, è volato a Portoferraio, da nonna Nenne. Fin dalle prime regate contro Britannia, a Marina di Campo e in particolare tra i frequentatori del Club del Mare dove l’ingegnere è molto conosciuto, fino all’ospedale di Portoferraio è circolata la voce di come l’ingegnere di Luna Rossa abbia voluto dedicare le vittorie alla nonna elbana. E dopo altre regate tirate, trasmesse di notte in Italia, la dedica ancor più importante è arrivata al momento di alzare al cielo la Prada Cup, dopo la vittoria per 7-1 contro i rivali della Gran Bretagna.

La speranza è che il trionfo conquistato nel mare della Nuova Zelanda, a migliaia di chilometri di distanza, possa in qualche modo portare un soffio di vento fino alla piccola isola d’Elba, per dare a nonna Nenne la spinta necessaria per guarire al più presto dalla malattia. —

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