Giani: "Allarme per l'aumento dei contagi, ma abbiamo dati per restare in arancione"

Il presidente torna a parlare anche di possibili zone rosse locali per frenare la crescita dei casi giornalieri

FIRENZE. In Toscana "i casi di contagi di coronavirus sono aumentati" ma "probabilmente rimarremo in arancione". Eugenio Giani ne è convinto: la curva dell'epidemia sta salendo, va tenuta sotto controllo, anche con micro zone rosse se serve, ma per la Toscana questa settimana non dovrebbe verificarsi il temuto scivolamento in zona rossa.

L'indice di contagio Rt inviato a Roma è sotto l'1,25, la soglia oltre la quale le regole della Cabina di regia del ministero della Salute sanciscono lo scenario di rischio peggiore."I casi aumentano - ha dettoGiani a margine di un evento - ma non come si presentava il quadro ad ottobre-novembre scorso, quando arrivammo anche a 2.700 casi il giorno: oggi sono una media di 900 casi, per cinque giorni siamo stati su quel livello, che significa il doppio della prima settimana di gennaio. Quindi dobbiamo essere molto in allarme, molto attenti a rispettare le regole, perché è decisivo, da parte dei cittadini, il distanziamento, l'igiene, la mascherina, perché se aumentasse il contagio i provvedimenti diventerebbero di ulteriore restringimento".



"Oggi - ha aggiunto Giani - siamo in zona arancione, non posso certo prevedere cosa avverrà nella cabina di regia di venerdì prossimo, però i primi elementi di valutazione dei dati che forniremo questa settimana probabilmente ci portano a rimanere in zona arancione".

Secondo il presidente della Toscana "le preoccupazioni della zona rossa non sembrano così forti come apparivano magari qualche giorno fa, però noi vogliamo prevenire: ci sono chiaramente dei focolai in Toscana, soprattutto con queste varianti del virus dette brasiliane ed africane (in realtà sudafricana, ndr), che sono preoccupanti per la rapidità di diffusione del contagio. Noi, accanto alla zona arancione, prevediamo tutta una seria di restrizioni comune per comune, tipo la chiusura delle scuole, dove questa può essere elemento di contagio, e la zona rossa dove preoccupano le varianti". Giani anche oggi ha ribadito di essere favorevole a zone rosse locali. Una presa di posizione molto diversa da quella di alcuni giorni fa, in cui il presidente aveva detto non fossero necessarie in Toscana.