Giani vuole produrre vaccini in Toscana. "Lombardia gialla e noi arancioni: servono criteri più trasparenti"

Il presidente della Regione Eugenio Giani chiede criteri più equi nello stabilire le fasce di colore. "La situazione è preoccupante, ma i nostri dati sono sotto controllo". E annuncia: i soldi dell'Ue destinati alla regione saranno usati per la produzione di vaccini. Risultati incoraggianti da uno studio toscano sugli anticorpi nei vaccinati

FIRENZE. Ci vogliono altri criteri. Più oggettivi. Più equi. Eugenio Giani guarda dritto verso la telecamera. Poco prima delle 15 di sabato 20 febbraio il presidente della Regione, in diretta su tutti i social disponibili (da Facebook a Twitch), annuncia: “Nel nuovo decreto che stabilisce le fasce di colore (e di divieti) chiederò più trasparenza. E criteri più chiari. Perché quando c’è più trasparenza siamo più soddisfatti tutti”. Il discorso è presto spiegato. I contagi da Covid-19 in Toscana nelle ultime settimane sono in continuo aumento. Negli ultimi tre giorni sono stati sempre intorno a 950 nuovi casi. Il rischio è che da venerdì prossimo la Toscana possa scivolare dalla zona arancione alla zona rossa. Invece – osserva Giani – la Lombardia che ha 3700 nuovi casi al giorno resta in zona gialla. Questo è inspiegabile, anche se la Lombardia ha tre volte la popolazione della Toscana”.

Dopo la premessa Giani si scatena: la Lombardia ha tre volte la popolazione della Toscana, ma i contagi giornalieri sono 3700, quattro volte superiori a quelli toscani. Allora perché se per 1 contagiato toscano ci sono 4 positivi lombardi, la Toscana è in zona arancione quasi rossa e la Lombardia si gode la zona gialla? Giani, in diretta social, assicura che non si terrà per sé questa domanda. Ma la porrà “all’importante riunione in programma oggi stesso, 20 febbraio, fra tutti i presidenti di Regione. Una riunione nella quale si discuteranno i criteri ai quali si dovrà ispirare il nuovo dpcm per le misure di contenimento della pandemia e che dovrà valere per il prossimo mese”.

In altre parole, se la Toscana diventa rossa, allora anche molte altre regioni dovranno tingersi dello stesso colore. Oppure – è il Giani pensiero – è più probabile che la Toscana possa restare comodamente in zona arancione (salvo impennate). E a sostegno di questa posizione, il presidente della Regione snocciola i dati recenti dei contagi, paragonandoli con quelli d’autunno, quando, in effetti, in Toscana c’è stato il secondo picco della pandemia. “Negli ultimi tre giorni abbiamo avuto un aumento dei contagi – riprende Giani – superando quota 900,  a differenza di inizio gennaio quando eravamo fra i 500 e i 600 casi al giorno. Ma non siamo certo ai livelli di ottobre e novembre quando siamo arrivati anche a 2250 contagi giornalieri con 295  persone ricoverate in terapia intensiva, mentre oggi ce ne sono 135. C’è chi dice che sfioriamo la zona rossa: lo vedremo mercoledì o giovedì quando avremo i dati aggiornati. Ma vorrei rassicurare tutti che i dati e l’infezione sono sotto controllo.  Comunque non farò drammi se venerdì prossimo dovessimo cambiare colore, in base ai parametri stabiliti per legge.  Tuttavia chiederò di avere parametri identici per tutti, chiari e trasparenti, sul calcolo dell’indice di contagiosità (Rt) perché non è comprensibile che con l’attuale tasso di contagi la Lombardia sia in zona gialla e la Toscana in zona arancione”. Tendente al rosso.

VACCINI IN TOSCANA

Un altro concetto molto rilevante espresso oggi dal presidente della Regione riguarda la possibilità di produrre vaccini in Toscana. “Stiamo pensando di usare i fondi europei destinati alla ricerca farmaceutica e in particolare ai vaccini per incentivarne la produzione. L’invito dunque che rivolgo alle aziende toscane è di attrezzarsi per dare seguito a questa opportunità”, ha detto il presidente durante la conferenza stampa convocata per presentare, insieme a Gian Maria Rossolini ordinario di Microbiologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi e l’assessore alla Sanità Simone Bezzini, i risultati dell’indagine sugli anticorpi prodotti dai vaccini sui soggetti già vaccinati.

“Le vaccinazioni andranno avanti anche nei prossimi anni - ha proseguito Giani – come è naturale che sia, visto che gli effetti di un vaccino durano dai 7 ai 9 mesi e le necessità di replicarli non si fermeranno a questa stagione. Pertanto, considerando che in Italia ci vorranno in media ogni anno circa 120 milioni di dosi, calcolando la popolazione italiana e la necessità di fare due richiami, stiamo pensando di destinare i fondi europei del Fesr per agevolare le aziende farmaceutiche toscane che decideranno di far parte di questa filiera e dare corso a un’attività impegnativa ma indispensabile. Un’operazione in cui credo molto, fondamentale per la salute innanzitutto, ma anche per la nostra economia perché significa creazione di lavoro”.

STUDIO SUGLI ANTICORPI

A quasi due mesi dalla vaccinazione, eseguita al personale sanitario con il vaccino Pfizer Biontech, che prevede la somministrazione di due dosi a distanza di 21 giorni, la SOC Patologia Clinica ed Immunoallergologia- Firenze del Presidio Ospedaliero di San Giovanni di Dio, in collaborazione con il Servizio di Medicina Preventiva e la SOC di Allergologia ed Immunologia Clinica dello stesso Presidio, sta valutando le risposte e le quantità di anticorpi neutralizzanti anti Spike-RBD che si sono formati in conseguenza alla vaccinazione eseguita a partire dai primi giorni di gennaio.

“È stato elaborato uno studio di verifica su quanto sia cresciuto il livello di immunità e risulta stia diventato significativo – ha proseguito Giani - Quindi il messaggio è chiaro: i vaccini funzionano. Stasera alla riunione con le Regioni sottolineerò che l’unico argine valido è quello dei vaccini e dunque lo Stato ce li deve mandare velocemente”. “In Toscana abbiamo già somministrato 240mila vaccini tra prime e seconde dosi – ha aggiunto l’assessore alla sanità Bezzini – Con un tasso di vaccinazioni superiore del 10% alla media nazionale, la nostra regione è tra quelle che sta ottenendo le migliori performance in quanto a capacità di vaccinazioni. Abbiamo ricevuto anche una risposta molto positiva da parte dei medici di base di cui circa il 90% si è dichiarato disponibile alla somministrazione. Quindi appena arriveranno le nuove dosi potremo portare avanti bene e con energia la campagna vaccinale”.

A questo proposito il presidente Giani ha ricordato che a breve firmerà un accordo con le organizzazioni di volontariato perché a marzo, mese in cui si prevede il nuovo arrivo di un grosso quantitativo di vaccini, queste affianchino le Asl e i medici di base per andare a somministrarli nelle aree più periferiche della Toscana.