Cassiera della Coop aggredita con insulti razzisti da una cliente: «Faccia da scimmia, torna al tuo Paese» - Video

Un fermo immagine del video diffuso dalla dipendente

Livorno, è stata lei stessa in lacrime a denunciarlo con un video: «Le avevo solo chiesto di rispettare le distanze Covid...»

LIVORNO. Si è trasferita in Toscana da 41 anni, dopo che ancora adolescente aveva lasciato la Repubblica Dominicana. Ha frequentato il liceo Cecioni di Livorno, è cittadina italiana dal 1986, ha messo su famiglia. È perfettamente integrata in Italia. In così tanto tempoLuz Divina Peña Guzman, 56 anni e cassiera della Coop al centro commerciale Parco Levante di Livorno, non era mai stata insultata in questo modo.

«Signora, per favore, può stare a distanza?». Una richiesta educata, lecita e doverosa. È lunedì 11 febbraio. Anche perché la cooperativa chiede ai propri dipendenti, ormai da quasi un anno, di obbligare i clienti a tenere il distanziamento imposto dall’emergenza Covid, con gli avvisi stampati sulle decine di cartelli che compaiono dentro e fuori dal punto vendita. Su questo non c’è mai stato alcun allentamento, la sorveglianza è sempre stata massima.

Livorno, cassiera della Coop insultata dalla cliente: "Faccia di scimmia". Il suo video-denuncia



Ma, evidentemente, stavolta, non è bastato. Perché, pur con la mascherina chirurgica, la signora si avvicina troppo alla cassiera, che giustamente la richiama. Provocando una reazione folle, che ha spiegazione alcuna. «Faccia da scimmia», le dice. La cassiera, inizialmente, decide di sorvolare sull’episodio di razzismo. E le ripete: «Signora, mi scusi, non offenda le persone. Stia più indietro, per favore, lo vede che c’è scritto anche su quel cartello...». Ma non contenta la cliente prosegue nell’invettiva razzista, solo perché la donna ha il colore della pelle diverso dal suo: «Se non ti sta bene dove sto io, torna nel tuo Paese». E a quel punto Luz non ce la fa più, chiede aiuto ai colleghi che, in qualche modo, riescono a calmare la cliente, che si allontana.

A raccontare il bruttissimo episodio di razzismo è direttamente la donna, che ha pure pubblicato un video in cui, a qualche ora dalle offese, continua a piangere nella cucina di casa. Filmato che è stato ricondiviso dai colleghi su Facebook. «Non sapete quello che ho passato l’altro giorno – esordisce in lacrime – Una persona mi ha denigrata, sto male. È una cosa che non riesco a concepire: come può aver reagito in questo modo solo perché le ho detto di stare più indietro? Lì per lì ho sorvolato, facendo finta di niente, perché ero al lavoro. Ma poi non ce l’ho fatta, ho sentito una pressione terribile. Io sono in Italia da 41 anni, questo è il mio lavoro e sono cittadina italiana dall’86. A tutte le persone che incontro alla Coop dico “Buongiorno, buon pomeriggio, buonasera”. Sono molto educata».

La cinquantaseienne, nel filmato, ha rivelato di «essere rimasta chiusa in un ufficio ad aspettare che la cliente si calmasse» e ha ringraziato suo marito per il grande supporto che le ha sempre fornito, in particolare in questi giorni, dopo l’aggressione. «Non so se ce la faccio a tornare al lavoro...», ha poi proseguito in un momento di sconforto. «Ringrazio tutti per la solidarietà – ha poi scritto su Facebook – perché per me la cosa più brutta è che nel posto di lavoro non si può reagire e quella è rabbia, impotenza che ti rimane dentro ed è insopportabile. Poi arrivi a casa e crolli. Fa male, molto male».

Unicoop Tirreno ha espresso vicinanza alla propria dipendente, condannando il gesto. E anche i colleghi lo hanno fatto. Ieri, ad esempio, nel supermercato livornese non si faceva che parlare d’altro, con i dipendenti rimasti impressionati dall’accaduto e senza parole nel commentare la vicenda. Così come il sindacato Filcams Cgil di Livorno: «Esprimiamo solidarietà all’addetta alle casse del negozio Levante di Unicoop Tirreno, aggredita verbalmente con pesanti e gravissimi insulti a sfondo razzista da una cliente da lei richiamato al rispetto delle norme anti-contagio. Le lavoratrici e i lavoratori della grande distribuzione hanno sempre lavorato incessantemente, fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria». Secondo la segretaria provinciale di categoria, Pieralba Fraddanni, «anche la domenica, pure in zona rossa, queste persone hanno sempre lavorato. Sempre in prima linea per garantirci un servizio essenziale che, allo stesso tempo, è riuscito a preservare anche un barlume di normalità in un mondo investito violentemente dalla pandemia. Queste lavoratrici e questi lavoratori meritano tutto il nostro rispetto. La salute e la sicurezza, ora più che mai, devono restare priorità assolute nei luoghi di lavoro: diffondere una cultura “sana” di questi valori significa anche far capire ai clienti che rispettare le norme anti-contagio equivale a tutelare il benessere di tutti».